Da Salvatore della Patria a CesenaChe alla fine si concretizzi o meno il passaggio di Adrian Mutu al Cesena la fuga di notizie di stasera rimarrà nella memoria dei tifosi per un bel po'. Quanti si saranno detti leggendo le prime indiscrezioni che era solo uno scherzo, che malgrado tutto un giocatore come Mutu non poteva finire nella più piccola delle neopromosse. Eppure pare proprio che sia vero, c'erano le basi per il passaggio del Fenomeno in Romagna, una trattiva che più di tutte le voci degli ultimi mesi rende l'idea di come il rumeno sia diventato un problema, e sia percepito come tale non solo dalla Fiorentina, ma da tutto il calcio.
Se un trasferimento in Turchia, in Arabia o negli Stati Uniti era comunque una sconfitta per un giocatore del talento di Mutu i guadagni faraonici (indispensabili vista la multa sulle spalle) e la consapevolezza di essere comunque parte intengrante dello showbiz del calcio rendevano la prospettiva dignitosa e comprensibile. Ma il Cesena, con tutto il rispetto per la squadra, sa proprio di ultima spiaggia, come se nessun altro al mondo volesse davvero più avere fra i piedi il Fenomeno (e anche al Cesena specificano che sono interessati solo se gratis) soprattutto se pensiamo che un giocatore come Cassano, che tutto sommato vive una situazione simile al rumeno (seppur con tre anni in meno), è stato preso in questi giorni dal Milan dopo aver sconfitto la concorrenza della maggiori squadre di Serie A.
Mutu passa per un reietto, rifiutato dalla sua squadra e dal calcio che conta, uno status ancora più umiliante se si pensa che fino a due mesi e mezzo fa era per tutti il Salvatore della Patria, quello che avrebbe risollevato le sorti della Fiorentina, e che per l'ennesima volta ci avrebbe ricordato quanto è importante la sua classe per questa squadra. Invece sono stati due mesi e mezzo di alti e bassi sul campo, con un solo gol, due infortuni (a cui va sommato il curioso incidente domestico poco prima del ritorno in campo), scazzottate, cene abbandonate e allenamenti saltati, senza contare che senza l'infortunio di Jovetic il rumeno non avrebbe neanche avuto questa ennesima occasione di rialzarsi, ancora con la maglia viola sulle spalle. A regola qualcuno comincia a pensare che il gioco non valga più la candela, e alla storia del nuovo Mutu professionista serio non ci crede più nessuno.
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