Pantaleo Corvino racconta al Corriere dello Sport della possibilità di conclusione del ciclo aperto cinque anni fa e sulle prospettive di mercato.«Nella vita, come nel calcio, ci sono dei cicli, ma prima di capire se questo ciclo tecnico è finito bisogna aspettare giugno. Comunque quando finisce un ciclo tecnico questo non significa certo che è finito automaticamente un progetto. In ogni caso ci devi passare prima di capirlo e se non hai gli attributi giusti per intervenire in corsa puoi correre anche dei rischi. Ecco perchè è fondamentale trovare uno spirito collaborativo. Bisogna essere all’altezza di saper gestire certe situazioni. Ricordiamo ci che noi abbiamo avuto mille infortuni. Per quanto mi riguarda ho dato fiducia, come la stesso la proprietà, a questo gruppo che nel girone di andata dello scorso campionato aveva fatto trenta punti, era arrivato agli ottavi di Champions e raggiunto la semifinale di Coppa Italia. Abbiamo insomma mantenuto questo gruppo proprio alla luce di quei dati e non di quelli della seconda parte della stagione quando i punti conquistati erano stati solo diciassette (ma si era rotto il rapporto con Prandelli etc., ndr) . Non possiamo parlare di ciclo tecnico chiuso perchè ancora è presto per tirare delle conclusioni. Comunque la cosa più importante è che il progetto c’è e continua il suo sviluppo. Non dimentichiamo che proprio durante questo ciclo che frettolosamente date per chiuso sono arrivati anche giocatori come Ljajic, D’Agostino, Cerci (anche Nastasic, ndr) a dimostrazione di quanto il tutto sia ancora pienamente vitale». Mutu?« E’ sul mercato e se dovesse rimanere le scelte le farà l’allenatore». Ma davanti a un altro errore i Della Valle si comporteranno esattamente come ha fatto Garrone con Cassano. Marchetti o Neto chi arriverà? «Sul problema portiere ci devo lavorare ». E’ l’ultima risposta di Corvino.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=69883