Author Topic: Fiorentina, è finito un ciclo: tutti i punti del mercato  (Read 224 times)

Offline Chiesa

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PREMESSA  La premessa è di quelle che frenano un toro: forse davvero la Fiorentina è arrivata alla conclusione del suo bellissimo ciclo. E quando un ciclo è finito bisogna azzerare tutto e ricostruire. Però una cosa è certa: non si può fare a gennaio. Ma non si può nemmeno restare immobili perchè la classifica ti richiama all’ordine: sei al limite della paura, sei fuori dalla Coppa Italia, il Franchi pare in fase di desertificazione. Dunque non puoi stare fermo, devi rispondere ai punti interrogativi ai quali sei appeso. Primo: Gilardino è cedibile? E Montolivo? Per tutti vale la parola d’ordine che i Della Valle e i loro uomini hanno sempre confermato: «Nessuno è incedibile a condizione che sia il diretto interessato a chiederlo ufficialmente e ci sia per la società viola un corrispettivo giudicato equo».

Per ora non ci sarebbero richieste di via libera e, di conseguenza, ipotesi di trattative economiche. Insomma tutto è ancora possibile ma niente sarebbe stato fin qui messo in moto. Però vanno letti anche i segnali, i sottili movimenti tellurici che annunciano o seppelliscono una trattativa. Altro punto interrogativo: Mutu se ne va, ma qualcuno l’ha richiesto? Pure qui solo voci che si inseguono senza mai acchiapparsi. Con una considerazione: se Gilardino e Mutu dovessero restare e con Babacar che pare davvero avere importanti margini di crescita è credibile che Corvino vada a prendere un attaccante? Quarta domanda: ma la coppia Boruc-Seculin può bastare ora che Frey è fuorigioco e Avramov ha fallito nelle due prestazioni di campionato e Coppa? Sapendo che Boruc ha una spalla a rischio? Il mercato di gennaio per la Fiorentina sarà pieno di trappole pericolose e Corvino lo sa. Per questo si muove con grande lentenza, praticamente da apparire fermo.

GILARDINO Il cambio di procuratore è un segnale Chi lo vuole deve spendere 25 milioni  Della probabile partenza di Gilardino si parla oramai almeno da un anno. Questa estate il suo addio era stato dato praticamente per certo fino a quando lui, tornato dal Sudafrica, non smentì deci­samente, ricollocandosi dentro la Fiorentina. Allora come adesso le squadre che sembra­no in procinto di assicurarsi le prestazioni del bomber viola sono sempre le stesse: Juve e Napoli, esattamente nell’ordi­ne. Allora come adesso la Fio­rentina ha smentito di aver ri­cevuto la più piccola proposta. Nessuno da Torino, nessuno da Napoli. Nel mezzo una sola no­vità, il cambio di procuratore. Segnale, si dice nel calcio, che indicherebbe una volontà di cambiare aria. E a livello sot­terraneo qualcosa da tempo si sta avvertendo. Però nessuno si assume la responsabilità della prima mossa, sicuramente non lo farà la Fiorentina che di Gi­lardino ha bisogno. Fermo re­stando che la politica della so­cietà è quella di non reputare nessuno incedibile. Dunque chi vuole Gilardino faccia il primo movimento. Se succederà la so­cietà viola valuterà. Certo chi vuole l’attaccante della Fioren­tina deve avere un bel po’ di soldi perchè per averlo occor­reranno almeno 20- 25 milioni di euro, oltre a un contratto triennale per il giocatore per circa 3 milioni netti a stagione. Insomma un’operazione com­plessiva da circa 40 milioni di euro. Viene di conseguenza che se Gilardino chiederà ufficial­mente di andarsene, se ci sarà un club che per averlo sarà pronto a investire più o meno quella cifra, se la Fiorentina va­luterà equa l’operazione (quan­ti se), la stessa società viola non potrebbe, davanti ai propri ti­fosi, che investire imediata­mente il denaro avuto nello scambio. Insomma nell’insegna del il ciclo è finito inauguriamo un altro ciclo Corvino dovrebbe portare in viola un attaccante importante e capace di garanti­re gol veri, pesanti. Uno come Matri, per fare un esempio. Per caratteristiche tecniche un pas­so dietro Max Lopez, idem Giu­seppe Rossi da sempre un pal­lino di Corvino. Oppure un gio­vane come Funes Mori sapendo però che ci sarebbe da rischia­re l’osso del collo su un ragazzo giovane e che non conosce il nostro campionato. Ma per adesso ufficialmente tutto tace.

MUTU  La distanza col club è abissale, ma ecco cosa spera davvero Adrian  Non ci sono parole ufficiali, tutto quello è stato scritto su Mutu e il suo immi­nente addio da Firenze è frutto di intercettazioni delle quali nessuno si prenderà la respon­sabilità diretta. Eppure la di­stanza fra Adrian detto il Feno­meno e la società viola adesso è abissale. Cosa è successo? Alle­namenti e appuntamenti manca­ti? Non solo, più generalmente diciamo una rottura che parte da lontano e non è più suturabi­le. Un tempo il divorzio sarebbe stato consensuale e immediato ma adesso tutto si è fatto com­plicato. Mutu non è Cassano, il rumeno si porta dietro problemi fisici risolti ma che confermano di appartenere a un vecchio combattente che mica si è ri­sparmiato, qualche anno e qual­che ferita in più rispetto al bare­se e non solo quello. Cassano ha meno problemi da risolvere co­me la super multa che Adrian deve ancora al Chelsea. E’ an­che per questo che se per l’ex giocatore della Samp il Milan c’ha messo pochissimo a mette­re mano al portafoglio, per il ru­meno per adesso di offerte non ne sono arrivate alcuna. Il Na­poli ieri si mormora pure quella del Malaga con una proposta di 2,5 milioni di euro, anche il Ga­latasaray, forse la Dianamo di Kiev e qualche club dell’est sa­rebbero interessati ma se ne stanno tutti lì in capanno aspet­tando che la Fiorentina azzeri qualsiasi richiesta economica e lo stesso giocatore abbassi le proprie pretese. Non è un caso facile. Mutu può davvero fare la differenze in un’enormità di club, anche grandi, ma adesso si porta dietro un contratto da cin­que milioni di euro lordi a sta­gione (scadenza 2012) e un’im­magine di pianta grane univer­sale. Per Corvino che deve ce­derlo assolutamente il lavoro è davvero duro. Dopo che per giorni sono arrivati messaggi del tipo: « Adrian vuol restare a Firenze...» ieri da parte del suo procuratore Giovanni Becali in­tervenuto a GSP TV si è aperto uno spiraglio: « Non mi è stato comunicato nulla sulla volontà di cedere Adrian ma se arrivas­se un’offerta allettante dal pun­to di vista economico non direm­mo di no. Il problema di Adrian è il comportamento, se diventas­se responsabile potrebbe dare la pelle per il calcio». Ma se nessu­no si muoverà? La conclusione è nota: Mutu resterà in viola a...dispetto dei santi.


BORUC  A Mihajlovic posso togliere tutto, ma non lasciarlo senza portiere  Forse la Fiorentina potrà fare a meno di un altro at­taccante, probabilmente anche di un altro difensore di fascia, addi­rittura a meno di un centrocam­pista anche se dovessero andar via Bolatti (in Argentina) Zanetti (al Torino) e Papa Waigo ( al Grosseto) ma siamo convinti che non farà a meno di prendere un altro portiere. Troppo rischi da­vanti all’eventualità di restare con i soli Boruc e Seculin. Esclu­so per infortunio Frey e per diffi­coltà tecniche e ora psicologiche Avramov, il peso della porta vio­la adesso finirà tutto sulle mani del numero uno polacco e del gio­vane portiere della Primavera (e dell’Under 21 azzurra) Seculin. Partiamo dal secondo, grandi portieri del passato come Gio­vanni Galli scommettono decisi sul ragazzo viola, ma una cosa è giocare in Coppa Italia e talvolta in campionato, diverso il discor­so quando c’è da difendere la porta di una squadra che deve lottare per tenere lontana la zona nera della classifica e magari sperare di avere ancora una chances europea. I Della Valle, Corvino, Mihajlovic sono convin­ti che con il recupero dei tanti viola fermi ( Gilardino, Montoli­vo) e di quelli che hanno reso fin qui troppo poco ( Vargas, Mar­chionni, eccetera) sia possibile un sostanziale miglioramento della classifica, ma senza avere garanzie fra i pali tutto potrebbe complicarsi in modo devastante. Proprio le due gare di campiona­to con Udinese e Parma in Copp­pa hanno fatto riflettere. Forse Seculin potrebbe dare grandi soddisfazioni ma sarebbe ingiu­sto caricarlo di tutto questo peso. Dunque passiamo a Boruc. Il po­lacco nelle sue gare in viola è pia­ciuto (al di là dell’erroraccio al­l’Olimpico contro i giallorossi), prese d’acciaio e buone uscite (peggio qualche rinvio) ma dopo l’infortunio alla spalla è a rischio. Difficile quantizzare ma chi co­nosce questo tipo di infortunio, la sub-lussazione, sostiene che sono almeno il cinquanta per cento i rischi che Boruc possa infortu­narsi di nuovo e a questo punto sarebbe indispensabile l’inter­vento chirurgico, con la possibili­tà di uno stop fra i tre e i quattro mesi. Nelle prossime gare, ini­ziando da Bologna, Boruc torne­rà fra i pali ma anche se tutto an­drà bene chi se la sentirà di ri­nunciare a uno come Marchetti (il primo della lista) per poi tro­varsi, magari a mercato scaduto, con Boruc bloccato? Nessuno.

MONTOLIVO  Probabile l'addio alla scadenza, anticipare tutto ora sarebbe grave  Che per Pantaleo Corvino si prospettasse un pe­riodo difficile nel quale ferie e tranquillità fossero bandite si era capito già da questa estate quando il rinnovo di contratto di Riccardo Montolivo di colpo si è inibissato. Cinque anni con un progressivo aumento che sembrava in retta d’arrivo inve­ce quasi sul traguardo brusca­mente si è fermato. «E’ un im­pegno importante, cinque anni sono la vita ed è giusto rifletter­ci... ». Così Riccardo, il capitano tornato dal Mondiale, una man­naia che ha fatto capire che il centrocampista ( contratto in scadenza nel 2011) poteva an­che immaginarsi un futuro di­verso da quello viola. Non solo, fra Corvino e la Branchini asso­ciati si aprivano più fronti di po­lemica (oltre a Montolivo anche Frey e Zanetti). Da allora è ini­ziato una sorta di derby fra In­ter e Milan, in ordine di interes­se. Lui, Riccardo, è stato bravis­simo a non tirarsi mai indietro nonostante i problemi alla cavi­glia che lo hanno prima costret­to agli antidolorifici e poi ai bi­sturi. Il presidente Andrea Del­la Valle ha assicurato che in pri­mavera ci proverò ancora a strappargli una firma sul nuovo contratto e il capitano ha assi­curato di non avere delle pre­clusioni. Bisogna però dire che da Milano si giura e spergiura che il prossimo anno Montolivo giocherà a San Siro. Ci sarebbe anche il nome del suo successo­re in viola: Lazzeri che andreb­be a fare coppia con D’Agosti­no. Non solo, sul mercato si sot­tolinea come alla Fiorentina in fondo converrebbe pure antici­pare la cesione del centrocam­pista proprio per non infilare nel pericoloso tunnel della fine del suo contratto. Ma ora la Fio­rentina ha assoluto bisogno del suo capitano che per altro rien­trerà proprio a inizio del nuovo anno e se dovesse finire nel tri­tacarne del mercato anche su questo la società viola rischie­rebbe davvero di non uscirne in piedi. Il caso Montolivo e, for­se, pure il caso Gilardino avreb­bero più logica se dovessero di­ventare, eventualmente, l’ar­chitrave del mercato di giugno, quello della rifondazione. Oggi sicuramente darebbe ai tifosi l’impressione di uno sgretola­mento generale. A giugno sicu­ramente sarebbe diverso, sem­pre a condizione che alle spalle ci sia un autentico progetto di rinascita.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=69751
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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