FIRENZE - Mutu al Galatasaray, Bolatti al River Plate. E' quello che dicono, prevedono, scrivono, rispettivamente in Romania e in Argentina, ovvero nei Paesi d'origine dei due, riportando fonti ora societarie e ora legate agli stessi calciatori della Fiorentina. In entrambi i casi, gli agganci sono facili e sicuri: il Galatasaray perché l'allena Gheorghe 'Gica' Hagi che di Mutu è connazionale e degli agenti del campione rumeno (Ioan e Viktor Becali) amico, insomma il tramite perfetto per convincere i dirigenti del club di Istanbul ad investire sul numero 10 viola; il River Plate (presidente Daniel Passarella) perché prova a riportare Bolatti in Argentina almeno dalla scorsa estate, ma ha sempre ottenuto il no dell'ex Huracan, uno anche recente. Stavolta, complici le difficoltà di trovare una sistemazione in Europa (Spagna o Francia) la posizione del centrocampista si sarebbe ammorbidita.
OTTO MILIONI - Questa la cifra incassata dalla Fiorentina se le due trattative andassero realmente a buon fine. Quattro e mezzo, cinque milioni, spenderebbe il Galatasaray per soddisfare la richiesta di Corvino e inserire nel gruppo giallorosso uno che in campo continua a fare la differenza nonostante i 32 anni e i mille problemi del biennio 2008-10. In Turchia, addirittura, ritengono che alla ripresa degli allenamenti prevista per inizio gennaio, Hagi possa avere Mutu già a disposizione. Tre, invece, ne tirerebbero fuori a Buenos Aires per assicurarsi il mediano della Nazionale, più o meno i soldi che ha scritto a bilancio la Fiorentina per rilevare la metà del cartellino di Bolatti.
TALENTO ROGELIO - A quel punto, cioè con gli otto milioni circa in mano, le operazioni in entrata subirebbero gioco forza un'accelerazione, partendo da quello che è l'obiettivo conosciuto di Corvino: sfruttare la finestra invernale della campagna trasferimenti, in cui è difficilissimo che i campioni si muovano, per acquistare un talento che sia via di mezzo tra il prospetto da far crescere e il rinforzo pronto subito, sulla scia di quanto fatto sempre a gennaio con Kuzmanovic a suo tempo e con Ljajic undici mesi fa. In questo caso, e Ljajic ne è l'ultima conferma, sì che ci potrebbe stare anche l'esborso oneroso. E, a proposito di obiettivi, Rogelio Funes Mori, attaccante classe 1991 del River Plate, è uno che piace tantissimo a Corvino e non da oggi. Storia particolare e molta ricca professionalmente per un ragazzo appena diciannovenne, quella di Funes Mori, che dalla natìa Mendoza ha seguito i genitori emigrati a Dallas e in Texas ha giocato, poi è tornato in Argentina non prima però di aver inserito nel curriculum personale anche un provino effettuato al Chelsea. Provino non andato a buon fine soprattutto per l'impossibilità da parte dei 'Blues' di tesserarlo senza contravvenire alle leggi sull'immigrazione straniera. Un po' com'è successo al Manchester United con Ljajic...
OSTACOLO PREZZO - Il fatto che il sudamericano sia di proprietà del River Plate è altro elemento a vantaggio della società viola per quanto riportato sopra in merito all'affare-Bolatti, quello che invece frena la realizzazione del colpo è l'agguerrita concorrenza in Italia (Juventus, Inter, Palermo) e all'estero (Manchester City e Tottenham), causa naturale e automatica di un deciso rialzo del costo del cartellino. Funes Mori è forte, ha fisico, ha cifrà tecnica, salta l'avversario diretto, ha capacità balistiche e vede la porta avversaria, ma rimane pur sempre un giovane di 19 anni che in questo momento si piazzerebbe ovviamente alle spalle di Gilardino accanto a Babacar e la Fiorentina non ha alcuna voglia di spendere una decina di milioni per un'alternativa seppur di qualità pregiata.
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