Author Topic: La Fiorentina buona e quella cattiva: i 5 anni di Corvino  (Read 229 times)

Offline Chiesa

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FIRENZE - Due Fiorentine allo specchio. Da una parte c'è quella che dall'arrivo di Corvino a oggi ha scritto pagine importanti di storia viola, culminate nelle vibranti not­ti di Champions, dall'altra c'è quella fanta­sma, quella che ha visto giocatori rivelarsi 'piccoli fallimenti', salvo poi riuscire a riscat­tarsi lontano da Firenze. A bilancio, comun­que, non è mai comparso un segno meno, tutt'altro. Pantaleo Corvino, il responsabile dell'area tecnica, dal canto suo non si è mai sottratto di fronte alle critiche. «Sbaglia so­lo chi non lavora» ci aveva detto qualche set­timana fa. Perché quelle che, almeno sulla carta, sembravano essere scommesse vinte, in realtà in viola hanno incontrato più diffi­coltà del previsto.

SORPRESE - E' accaduto con i due portieri, Lobont prima e Storari dopo, il primo già protagonista con la Roma e il secondo titola­re fisso nella Juve aspettando Buffon. In di­fesa, in questa squadra di giocatori diventa­ti in brevissimo tempo eterei, spiccano Ma­zuch e Da Costa al centro, con Potenza (ma anche Zauri, quasi sempre titolare nella Samp o Vandenborre, oggi al Racing Genk) a destra e Balzaretti a sinistra. Il terzino ex Juventus ceduto proprio al Palermo, in un attimo si è ripreso tutto, compresa quella maglia azzurra che a lungo aveva rincorso. In viola non aveva convinto, tanto da mette­re insieme in sei mesi soltanto 6 presenze. Approdato in rosanero, la sua metamorfosi è stata assoluta.

MEDIANA DI FERRO - A centrocampo, in questa specialissima formazione, sulla mediana svettano due ex, Zdravko Kuzmanovic, per­no dello Stoccarda - per il quale è stata rea­lizzata una plusvalenza di oltre 4,5 milioni ­e uno tra l'argentino Almiron e Pazienza. Tutti e tre lontano da Firenze si sono come rigenerati: Almiron ha trovato a Bari la sua dimensione, così come Pazienza al Napoli è diventato uno dei punti di riferimento. Là davanti, l'unico grande rimpianto è quello rappresentato da Franco Semioli: pagato al Chievo oltre 7 milioni di euro (7,2), è stato ri­venduto a soli 6 milioni, mentre Nsereko Sa­vio, arrivato nell'ambito della trattativa per la cessione di Da Costa, ha permesso comun­que di monetizzare il prestito dal Monaco 1860.

RIMPIANTI? - Discorso a parte merita invece il capitolo Osvaldo, l'italo-argentino che gra­zie ai suoi gol ha riportato i viola nell'olimpo del calcio europeo e che oggi è il terminale offensivo dell'Espanyol. Acquistato a 4 mi­lioni è stato rivenduto a 7, un po' come acca­duto con Reginaldo passato al Siena (plusva­lenza di 3,7 milioni) e con Jimenez, rinato a Cesena. Anche Giampaolo Pazzini, acquista­to dalla precedente gestione da Lucchesi, nella Genova doriana è riuscito a trovare la propria dimensione e gli 11 gol realizzati tra Europa e campionato ne sono l'effettiva te­stimonianza. Cacia e Bonazzoli, altre due vecchie conoscenze della Fiorentina, in se­rie B sono diventati punti di riferimento ri­spettivamente di Piacenza e Reggina, men­tre Christian Vieri ha abbandonato il calcio. E' evidente che la Fiorentina da tutte queste operazioni ci ha comunque guadagnato se non altro sotto il profilo economico, ma il dubbio resta sempre vivo: forse, cederli non è stata poi la soluzione migliore.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=69428
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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