FIRENZE - Due Fiorentine allo specchio. Da una parte c'è quella che dall'arrivo di Corvino a oggi ha scritto pagine importanti di storia viola, culminate nelle vibranti notti di Champions, dall'altra c'è quella fantasma, quella che ha visto giocatori rivelarsi 'piccoli fallimenti', salvo poi riuscire a riscattarsi lontano da Firenze. A bilancio, comunque, non è mai comparso un segno meno, tutt'altro. Pantaleo Corvino, il responsabile dell'area tecnica, dal canto suo non si è mai sottratto di fronte alle critiche. «Sbaglia solo chi non lavora» ci aveva detto qualche settimana fa. Perché quelle che, almeno sulla carta, sembravano essere scommesse vinte, in realtà in viola hanno incontrato più difficoltà del previsto.
SORPRESE - E' accaduto con i due portieri, Lobont prima e Storari dopo, il primo già protagonista con la Roma e il secondo titolare fisso nella Juve aspettando Buffon. In difesa, in questa squadra di giocatori diventati in brevissimo tempo eterei, spiccano Mazuch e Da Costa al centro, con Potenza (ma anche Zauri, quasi sempre titolare nella Samp o Vandenborre, oggi al Racing Genk) a destra e Balzaretti a sinistra. Il terzino ex Juventus ceduto proprio al Palermo, in un attimo si è ripreso tutto, compresa quella maglia azzurra che a lungo aveva rincorso. In viola non aveva convinto, tanto da mettere insieme in sei mesi soltanto 6 presenze. Approdato in rosanero, la sua metamorfosi è stata assoluta.
MEDIANA DI FERRO - A centrocampo, in questa specialissima formazione, sulla mediana svettano due ex, Zdravko Kuzmanovic, perno dello Stoccarda - per il quale è stata realizzata una plusvalenza di oltre 4,5 milioni e uno tra l'argentino Almiron e Pazienza. Tutti e tre lontano da Firenze si sono come rigenerati: Almiron ha trovato a Bari la sua dimensione, così come Pazienza al Napoli è diventato uno dei punti di riferimento. Là davanti, l'unico grande rimpianto è quello rappresentato da Franco Semioli: pagato al Chievo oltre 7 milioni di euro (7,2), è stato rivenduto a soli 6 milioni, mentre Nsereko Savio, arrivato nell'ambito della trattativa per la cessione di Da Costa, ha permesso comunque di monetizzare il prestito dal Monaco 1860.
RIMPIANTI? - Discorso a parte merita invece il capitolo Osvaldo, l'italo-argentino che grazie ai suoi gol ha riportato i viola nell'olimpo del calcio europeo e che oggi è il terminale offensivo dell'Espanyol. Acquistato a 4 milioni è stato rivenduto a 7, un po' come accaduto con Reginaldo passato al Siena (plusvalenza di 3,7 milioni) e con Jimenez, rinato a Cesena. Anche Giampaolo Pazzini, acquistato dalla precedente gestione da Lucchesi, nella Genova doriana è riuscito a trovare la propria dimensione e gli 11 gol realizzati tra Europa e campionato ne sono l'effettiva testimonianza. Cacia e Bonazzoli, altre due vecchie conoscenze della Fiorentina, in serie B sono diventati punti di riferimento rispettivamente di Piacenza e Reggina, mentre Christian Vieri ha abbandonato il calcio. E' evidente che la Fiorentina da tutte queste operazioni ci ha comunque guadagnato se non altro sotto il profilo economico, ma il dubbio resta sempre vivo: forse, cederli non è stata poi la soluzione migliore.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=69428