La Fiorentina punta tutto sulla Coppa ItaliaFIRENZE - Novanta minuti per il riscatto. Novanta minuti, o anche centoventi, domani contro il Parma, in cui voltare pagina. Per dimenticare il black out di Udine, ma soprattutto per dare una svolta alla stagione. La Fiorentina di Sinisa Mihajlovic non si piega e rilancia. Proseguire il cammino in Coppa Italia ora più che mai vale doppio. Intanto perché significherebbe tenersi comunque aperta una strada che porta dritta fino all'Europa League, a prescindere dal campionato e dalla corsa al sesto posto, e poi perché permetterebbe di continuare a cullare il sogno della vittoria del primo trofeo dell'era Della Valle, otto anni dopo il loro ingresso nel mondo del calcio.
SUCCESSO ESTERNO - Ma non è tutto. Perché battere gli emiliani, oltre a spalancare le porte dei quarti di finale di Coppa Italia, significherebbe anche conquistare la prima vittoria in trasferta della stagione, vittoria che manca dal 28 marzo scorso (a Napoli). In gioco c’è l'orgoglio di una squadra oltre che di una città intera, annichilita di fronte alle tante difficoltà di questo avvio di stagione. I viola, sconfitti in campionato nell'ultima gara di questo 2010 - la partita contro l'Inter verrà recuperata a gennaio - non vogliono arrendersi. A cominciare da Parma, dallo stesso avversario contro cui dieci anni fa, prima dei tempi bui del fallimento, la Fiorentina ha conquistato l'ultimo alloro della sua storia. In panchina, allora, c'era Roberto Mancini, il tecnico che in quei mesi fece di tutto per convincere l'amico Sinisa Mihajlovic, ancora giocatore, ad accettare l'offerta dei viola. Dieci anni dopo, Mihajlovic può chiudere il cerchio, programmando la sua squadra per vincere.
PARMA, VECCHI RICORDI - Le motivazioni, dunque, non mancano. Specie al Tardini, lo stesso stadio che ha fatto da cornice alla nascita di campioni. A cominciare da Adrian Mutu, il fenomeno che segnando gol uno dietro l'altro a Parma ha fatto innamorare pure Abramovich, fino ad arrivare a Marco Donadel, il gladiatore gentiluomo diventato uno dei leader della squadra. La differenza proveranno a farla in diversi, compreso Marco Marchionni, ex gialloblù, ormai recuperato dopo il forfait di sabato sera.
IN CAMMINO VERSO L'EUROPA - I viola ci credono. Tutti sanno che il cammino verso l'Europa, reso più impervio da un andamento in campionato tra alti e bassi, non permette passi falsi. Contro il Parma, non ci sarà alcuna prova d'appello: o dentro o fuori e fallire rischierebbe di compromettere tutto. E' già lontano il ricordo delle vibranti sfide di Champions League contro il Bayern Monaco, adesso occorre se non altro riportare una ventata d'entusiasmo.
OBIETTIVO TROFEO - La Fiorentina vuole vincere. Per sé stessa, ma soprattutto per dimostrare ai detrattori che niente è stato perso. L'obiettivo è se non altro quello di provare a cancellare l'amarezza incassata ad Udine, per lasciare come ultima istantanea del 2010 una vittoria, aspettando la ripresa del campionato, il 6 gennaio, e pure il recupero della lunga lista di infortunati. Mihajlovic, poi, punta in alto: vorrebbe essere lui il primo allenatore dell'era Della Valle ad alzare un trofeo, otto anni dopo l’ingresso nel calcio della famiglia Tod's, lui ad entrare nella storia esattamente dieci anni dopo l'ultima volta. Anche per questo ha chiesto ai suoi un riscatto immediato. E’ l’ultima occasione, quella più importante per non mettere nel dimenticatoio un 2010 iniziato con i migliori propositi e poi sgretolatosi come un castello di sabbia. Mihajlovic non ci sta. In 90 minuti, ne è convinto, il mondo si può ancora rovesciare.
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