Author Topic: Corvino sui giovani ''Il raccolto è solo agli inizi''  (Read 382 times)

Offline Chiesa

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Ecco la parte dell'intervista che riguarda il settore giovanile.

A proposito di Brasile: c'è chi dice che lei torna sempre a mani vuote dal Sudamerica.
«Matos classe 1993, Beckham e Alan classe 1994, Everton classe 1995, sono figli di quei viaggi, giovanissimi di talento presi a pochi euro nei raduni che organizzo in tutto il Brasile, pure Felipe Melo lo vidi in quei viaggi (poi lo ha rivenduto a 25 milioni, ndr)».

E' vero che il settore giovanile della Fiorentina vale 30 milioni di euro?
«Considerate le potenzialità del settore giovanile con le varie squadre quasi tutte in testa ai campionati di appartenenza e considerate le qualità emerse come dimostrano i ragazzi approdati in prima squadra, per codesta cifra non glielo farei vendere (risata di Corvino, ndr). Posso soltanto dire che io, come responsabile dell'area tecnica e del settore giovanile, e di questo ringrazio la proprietà che ha in vestito sul mio modello che oggi è il modello-Fiorentina, faccio un plauso a tutti quelli che ci lavorano con passione e impegno, non abbiamo strutture adeguate e dobbiamo allenarci a giro per la città elemosinando i campi, eppure siamo riusciti in così poco tempo a metterci alla pari con i grandi settori giovanili d'Italia».

Ci parli di Camporese e Piccini, è vero che con il secondo ha consigliato a Buso di farlo giocare non più come esterno alto ma basso?
«Mi è successo anche in passato di prendere giocatori che facevamo l’esterno alto per proporli poi ai miei allenatori come esterni bassi e visto il successo a Lecce con Zeman per Cassetti e con Angelo (oggi al Parma), mi è venuta l’esterna idea per Piccini. E per con vincere il ragazzo gli ho predetto, esagerando, che sarebbe arrivato in Nazionale in questo ruolo. In Under 20 c'è già, speriamo un domani che possa andare oltre».

Seculin, Masi, Agyei, Carraro, Babacar l’anno scorso, ora Camporese e Piccini, è quasi una squadra pagata poche decine di migliaia di euro.
«Siamo un settore giovanile... giovane, abbiamo iniziato solo da cinque anni, il raccolto è solo agli inizi. Altri ne arriveranno in prima squadra, eppure per i giovani arrivare a grandissimi livelli è difficile specie in un club importante come il nostro e sarà così pure per loro perché per un giovane oltre all’aspetto tecnico è importante che emergano anche gli elementi caratteriali, comportamentali».

Seferovic?
«Campione del mondo Under 17 con la Svizzera, miglior calciatore e capocannoniere della manifestazione. Stiamo lavorando anche su di lui».

Chi è il prossimo da lanciare in prima squadra?
«Bittante, Panatti, Bagnai, Matos e Taddei, Agey diventeranno calciatori, ne sono certo, ma i più vicini al debutto sono Acosty e Iemmello ».

Ci spiega la vicenda Masi? E’ stato detto dal padre che lei è andato da Mihajlovic a far convocare Piccini invece del suo ragazzo.
«Sulla Fiorentina in questi anni sono state dette tante falsità e sono state fatte tante insinuazioni. Adesso basta, tutto questo la Fiorentina vuole che venga dimostrato davanti agli organi competenti; abbiamo sporto de nuncia contro queste falsità e lo faremo pure per le strumentalizzazioni. E ci chiediamo come mai tutto questo avvenga oggi con tutte le squadre protagoniste nei loro campionati».

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=68729

Corvino su Nastasic ''E' un fenomeno. Cassano...''

Altro pezzetto dell'intervista con Pantaleo Corvino del Corriere dello Sport-Stadio

Il miglior italiano?
«Camporese e Ljajic, quanti altri ‘92 giocano in A?»

Dove va Cassano?
«Penso possa andare all'Inter».

Pato, Jovetic, Neymar sono i tre fenomeni che ci aveva annunciato di anno in anno: il prossimo?
«Cambio ruolo e punto su un difensore: forse Nastasic, ci credo molto».

Che la Fiorentina ha già preso...
«...(silenzio, ndr)...».

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=68730
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Corvino, Ljajic e una carta d'identità... 'alterata'

Leggendo la lunga e interessante intervista di Pantaleo Corvino al Corriere dello Sport - Stadio, si nota con curiosità una risposta del diesse della Fiorentina alla domanda "Il miglior italiano del campionato?". Corvino cita, ambiziosamente, il baby viola Camporese e ci mette insieme Adem Ljajic, commentando "quanti altri '92 giocano in A?" (leggi qui).

Non sarà sfuggito a molti l'alterazione, probabilmente frutto di una distrazione, fatta dal buon Pantaleo a proposito del trequartista della Fiorentina: Ljajic infatti non è italiano ma bensì serbo ed è più 'anziano' di un anno rispetto a Camporese, essendo nato il 19 settembre 1991.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=68749
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Corvino: ''I rinforzi sono gli infortunati che recupereremo''

Incontro con Pantaleo Corvino, due ore e frazioni. Ecco i pezzi salienti dell'intervista di Alessandro Rialti sul Corriere dello Sport-Stadio

Quali squadre si rafforzeranno a gennaio?
«Il mercato invernale offre sempre poche possibilità, ma ogni società deve vigilare per vedere se c'è un'occasione».

Il Napoli come la Fiorentina degli ultimi quattro anni?
«Per essere come la Fiorentina deve fare quello che ha fatto la Fiorentina per quasi cinque anni in Italia e in Europa. Ovvero: classificarsi due volte davanti al Milan e due volte davanti alla Roma; arrivare ad un passo dalla finale di Coppa Uefa; sfiorare i quarti di finale di Champions League; vincere uno scudetto Allievi».

In Champions League chi va più avanti tra le italiane?
«Questo è l'anno del Milan, per cui dico Milan».

Un giudizio su Mihajlovic.
«Sotto il profilo umano è straordinario, anche perché se giri l'angolo non hai sorprese...».

Sotto l'aspetto tecnico?
«Nell’analizzare un tecnico il giudizio va a sua volta diviso in due parti: la gestione del gruppo e il campo. Nella gestione si merita dieci e lode, perché credo che pochi allenatori, con tutto quello che è successo da luglio alla Fiorentina, avrebbero potuto mantenere vive al massimo le energie psico-fisiche. Senza dimenticare un aspetto importantissimo: questo gruppo viene da cinque stagioni di logorìo per lo sforzo enorme di raggiungere de terminati obiettivi inizialmente insperati».

E in campo?
«Davanti a tutti questi inconvenienti, devo dire che giudicarlo oggi al cento per cento non è giusto. Però 19 punti sono stati fatti a dispetto del rigore non dato col Palermo, del gol convalidato col Napoli o quello non assegnato col Lecce, del vantaggio fino a otto minuti dal termine a Genova contro la Sampdoria o a Torino contro la Juventus. Bastava avere quei punti per essere oggi dove pensavamo di essere ad inizio di stagione»

Cosa risponde a chi la critica per il mercato estivo?
«Rispondo dicendo che un direttore sportivo deve seguire una logica. C'era da migliorare il settore alle spalle di Frey e ho pensato che Boruc ci avrebbe fatto crescere e infatti si è rivelata una scelta azzeccata. Siamo stati sempre rimproverati di avere molta quantità e poca qualità a centrocampo, portando D'Agostino a Firenze ho colmato questa presunta lacuna. Poi, D'Agostino si è sacrificato per accelerare i tempi di recupero, ma non l'abbiamo preso rotto».

La logica su Cerci (due gol, due assist, due pali, un rigore procurato).
«Avendo Vargas, Marchionni e Santana, per il quarto del ruolo o prendi un super campione che sia migliore degli altri tre o prendi un giovane. Non è stato possibile prendere un campione, così è stato preso un giovane che sta benissimo accanto a questi tre spendendo circa dieci milioni di euro complessivi e nessuno deve alterare queste cifre».

Osvaldo in Spagna sta volando, Mazuch è titolare nell'Anderlecht, Pazzini e Balzaretti giocano in Nazionale, Bonazzoli e Cacia sono cannonieri in B, Lupoli sta facendo benissi mo, Pazienza è punto fermo del Napoli terzo in classifica, Storari idem, Kuzmanovic di più: presi come alternative, perché li ha venduti?
«Sbaglia chi non lavora e io lavoro e quindi posso sbagliare. Su questi calciatori ci fu un’accanimento mediatico e non solo, poi se vengono a chiederti piangendo di andare via... non puoi che accontentarti».

Bolatti e Felipe i due errori?
«Avevo provato a prendere Vidic e Barzagli, ma per tanti motivi mi sono sfuggiti. L'anno scorso ho completato il reparto con Natali, dopo che Mazuch è andato via; bene, si sono scatenati contro di me perché avevo preso Natali e non Felipe che era sul mercato. A gennaio Dainelli, davanti al rischio di non giocare, mi ha chiesto di essere ceduto e ho preso Felipe. Il quale dopo un inizio promettente ha accusato qualche difficoltà. Se guardo indietro a fronte dell’investimento, per l’interesse del ragazzo e non della Fiorentina, mi augurerei che su Felipe si possa dire in futuro quello che si è appena detto sui calciatori sopra citati».

E Bolatti?
«Quando hai Montolivo e Zanetti che stanno facendo benissimo e ti stanno portando agli ottavi di Champions League, tra le prime quattro in Coppa Italia, e tra le prime sei in campionato, in mezzo al campo o inserisci un campione - come stavamo facendo con Cassano - per dire questo è migliore di Zanetti e Montolivo o prendi un’alternativa. Abbiamo preso Bolatti, nazionale argentino, pagato 3 milioni di euro...».

Mutu cosa deve fare per farsi perdonare?
«Certe cose mi piace dirle sempre di persona».

Cognigni ha detto che se lei vuole può restare a vita alla Fiorentina.
«L'ho detto io prima di lui, quando giravano certe voci e non erano solo voci».

Sempre Cognigni ha detto che i Della Valle daranno l'ok per comprare a gennaio.
«Io il massimo sforzo l’ho fatto nei primi tre quattro anni per costruire questa squadra. La scorsa estate abbiamo riconfermato una squadra che, escluse le ultime cinque partite di campionato per le quali hanno inciso altri fattori che tutti sanno, è figlia di un quarto di finale di Champions mancato come tutti sap piamo, di una semifinale di Coppa Italia e al 17 aprile era in lizza per un posto in Europa. A questo gruppo sono stati aggiunti D'Agostino, Boruc e Cerci. I nostri rinforzi saranno gli infortunati che recupereremo. Questa squadra è difficile migliorarla nei suoi titolari a giugno alla luce di quello che hanno fatto, a gennaio è ancora più difficile».

Jucilei lo sta seguendo?
«Sto seguendo tanti giocatori, tra cui Jucilei. Ma devo capire se migliorare i titolari o le al ternative, adeguando il costo dell'investimento alle necessità. Oggi Jucilei lo dovrei pagare sovrapprezzo».

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