Per i Mondiali di Russia nel 2018 è quasi impossibile, ma per Qatar 2022 forse sì: la Fiorentina potrebbe arrivarci con lo scudetto sul petto, il terzo della sua storia, 53 anni dopo l’ultimo trionfo e (speriamo...) dieci anni dopo l’inizio dei lavori della Cittadella viola nel 2012. Tenendo conto delle lungaggini burocratiche possiamo infatti avanzare questa ipotesi: 2012 la prima pietra, 2019 fine dei lavori e poi tre anni affinchè un flusso di denaro consistente possa cominciare ad entrare nelle casse viola grazie agli introiti derivanti dal nuovo stadio e dagli investimenti immobilari sorti nei quasi ottanta ettari messi a disposizione dei Della Valle.
E pare di vederlo Diego, che avrà allora 68 anni, a gioire con il foulard viola al collo nel suo box presidenziale accanto al fratello Andrea, 57 anni nel 2022, e ai rispettivi figli ormai grandi. Lo scudetto sarebbe un bel modo per festeggiare il ventesimo anno di presidenza, una delle più lunghe della storia del calcio se non fosse per Berlusconi che, eterno come ha promesso, nel 2022 spegnerà le 36 candeline come proprietario del Milan. Magari ci sarà anche Corvino, come ds, che nel frattempo avrà visto crescere generazioni di talenti e un paio di ulivi made in Vernole piantati davanti al suo ufficio. Ospite d’onore quel giorno allo stadio (sul cui nome non ci avventuriamo: sarà sponsorizzato, come prevede la modernità) ci sarà lui, Matteo Renzi, non tanto perché presidente del Consiglio-tifoso viola, quanto per essere stato il sindaco che rese possibile nel comune di Firenze la nascita di quella che sarà considerata una «struttura gioiello» in tutta Europa. Solo un sogno? Forse, ma se si comincia subito, chissà che non possa diventare realtà.
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