Piccini, dalla panchina in Primavera alla serie A. Grazie a...La sorpresa è stata talmente tanto grande che ai primi due palloni che gli sono arrivati non se l’è cavata troppo bene. Poi ha preso le misure e alla fine ha raccolto i complimenti di Mihajlovic. Cristiano Piccini, ha esordito con il Cagliari in serie A, fra lo stupore generale. Perché se Michele Camporese è sempre stato il predestinato, quello che se non fa strada lui qualcuno ha sbagliato a gestirlo, lui, il coetaneo Piccini, è era invece quello «bravino». Però in serie A ci è arrivato domenica, appena 15 giorni dopo Camporese, che ormai se gioca con la sicurezza di un veterano non fa neanche più notizia.
Anche in maglia viola erano arrivati lo stesso anno, quando ne avevano 13, il pisano Camporese dall’Acli Garzella, il fiorentino Piccini dallo Sporting Arno. Erano venti, presi per fare gli Esordienti, sono rimasti solo loro due, uno titolare fisso della Primavera (ma ora non solo), e spesso e volentieri pure capitano, uno altrettanto spesso emeno volentieri in panchina. Il 19 giugno 2009, nella finale Allievi contro l’Inter, Piccini entrò in campo a venti minuti dalla fine, sul 2-0 per i viola, e lasciò il campo dopo 16’, e il gol dei nerazzurri. Quest’anno, con in rosa il brasiliano Matos e il ghanese Acosty, che prima di arrivare a Firenze aveva pure trovato il tempo di segnare in C, Piccini si sarebbe giocato un posto in panchina col ’93 Grifoni, col rischio di perdere pure quello in caso di dirottamento in fascia di Carraro o Seferovic.
Corvino, allora, deve aver fatto due conti, e ha suggerito a Buso che Piccini, che sfiora il metro e novanta, poteva far più comodo se avesse arretrato il raggio d’azione da esterno d’attacco a terzino destro. In quel ruolo c’era già Andrea Bagnai, classe ’92 pure lui, il quarto viola che un anno fa era al Mondiale Under 17, insieme a Camporese (ovviamente), Carraro e Iemmello. L’Italia uscì contro la Svizzera di Seferovic, Bagnai era in panchina, ma solo perché al suo posto c’era il talento emergente dell’Inter Felice Natalino. E Bagnai, che sabato ha giocato con la Primavera contro il Cesena, era uno di quelli che poteva sperare nella convocazione di Mihajlovic. L’altro, il primo, era Federico Masi, utilizzato in settimana nel finale della gara di Coppa Italia con la Reggiana, che quando gli è passato avanti un compagno di due anni più giovane, ci è rimasto male. Tanto che il padre ha attaccato la Fiorentina, ricevendo in cambio una querela dal club e dall’ex procuratore.
Piccini però non si è fatto certo condizionare. E il giorno della prima convocazione ha pure esordito: al 34’ della ripresa fuori Pasqual, De Silvestri a sinistra, a destra Piccini, maglia numero 40 e guanti neri che facevano a cazzotti con le maniche corte. Al primo spunto Agostini lo lascia sul posto, al secondo pure, il terzo spunto lo prova Matri ma stavolta il ragazzino è bravo, lo porta sull’esterno, gli leva palla senza fallo e appoggia su Gamberini. E peccato che quello stesso pallone, scagliato in avanti per Vargas, sia stato poi calciato su Agazzi. La favola sarebbe stata ancora più bella.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=68610