Sciopero? I club potrebbero giocare con i PrimaveraUNO SCHIAFFO alla Lega, uno alla Federcalcio e, per non farsi mancare nulla, uno anche al Coni. L’ultimo sgarbo arriva dunque con lo sciopero ufficializzato a ventiquattr’ore dall’appuntamento con l’Alta Corte di Giustizia del Coni, che oggi alle 17 incontrerà (separatamente) Lega, Aic e Figc per affrontare la questione della nomina del commissario ad acta che Aic e Lega non vogliono e, dopo aver consultato i loro giuristi, ritengono non possa essere imposta.
La Lega proporrà un’alternativa al commissario. Una figura dall’alto profilo giuridico che possa agire «ad adiuvandum», sentendo le parti per poi redigere il contratto. L’Aic continua ad assumere un atteggiamento provocatorio: «Credo che andremo per educazione davanti all’Alta Corte, anche se non si capisce qual è l’obiettivo», ha dichiarato Leonardo Grosso, vicepresidente dell’Aic, dopo che, lunedì scorso, Sergio Campana aveva detto chiaramente che non avrebbe aspettato (come poi ha fatto) l’appuntamento del Foro Italico per dichiarare lo sciopero. Una posizione intransigente, che ha provocato la dura reazione del presidente del Coni Gianni Petrucci: «Non si partecipa per educazione ma per doveroso rispetto istituzionale verso il massimo organo di giustizia sportiva», ha tuonato il numero uno dello sport, che poi ha lanciato un chiaro messaggio all’Aic, sul «tema del rispetto delle regole sociali circa l’ambiguità di chi è governo e anche sindacato, un argomento di rilievo statuario sul quale è arrivato il momento dell’approfondimento».
La sensazione è che il colpo di scena potrebbe essere dietro l’angolo, anche in virtù dei dieci giorni che mancano alla messa in onda dello sciopero. La Lega già a metà settembre aveva lavorato ad una svolta in grado di sparigliare le carte che potrebbe tornare alla ribalta: far scendere in campo le rappresentative Primavera di ogni società. La giornata sarebbe così garantita, perché i presidenti eventualmente contrari farebbero cadere le proprie resistenze davanti al rischio dello 0-3 a tavolino. Una strada che servirebbe anche a capire se dietro la decisione dell’Aic c’è tutto il movimento calciatori — a maggior ragione dopo la nascita del nuovo sindacato di A e del caso Chiellini — o se qualcuno potrebbe scegliere comunque di scendere in campo con i compagni più giovani.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=68218