«Dopo ciò che è accaduto chiedo provvedimenti esemplari nei confronti della tifoseria bianconera. Quello a cui abbiamo assistito è stato un attacco premeditato. Mentre volavano petardi e bombe carta, la curva juventina ne accompagnava il lancio con gli ‘‘ohh’’, come si fa per i rigori. È assolutamente inaccettabile, adesso chi ha sbagliato deve pagare e non con una multa, ma con il divieto di trasferta per almeno 6mesi oppure con qualche partita a porte chiuse. Altrimenti, se non ci sarà severità, non mi sentirò più responsabile di quello che succede a Firenze. Anche perché ancora una volta a farne le spese è stata una tifoseria, quella viola, che rispetta le regole. Chi era all’Olimpico, per quanto ci riguarda, aveva la tessera del tifoso».
Il giorno dopo Juventus-Fiorentina, l’ad viola Sandro Mencucci attacca per difendere i propri tifosi. La serata dell’Olimpico, oltre a lasciare l’amaro in bocca sul campo, ha messo in luce le lacune di un sistema di sicurezza che non riesce ad affermarsi, almeno in alcuni stadi. Ma questa volta non si è trattato solo di qualche fumogeno o di qualche tamburo (consentito in alcune piazze come a Milano sabato scorso e vietato invece a Firenze), perché nel gelo di Torino sabato sera sono tornati fantasmi di ieri, con il fuggi fuggi generale sugli spalti e l’ambulanza addirittura a bordo campo.
Le tensioni tra le due tifoserie erano iniziate già fuori dall’Olimpico prima della partita mentre i sostenitori viola arrivavano allo stadio. Ma è stato dentro l’Olimpico (impianto tra l’altro tra i più moderni in Italia) che è scoppiato il caos. Neanche il tempo di gioire per il gol di Vargas, che nel curvino viola si sono vissuti attimi di tensione. Due bombe carta e un petardo sono scoppiati a distanza di cinque minuti, lanciati dalla curva nord bianconera, mentre dalla parte opposta dello stadio saliva il coro: «Uccideteli, uccideteli». Il bilancio, fortunatamente, è stato meno tragico, ma comunque preoccupante. Tanta paura e due tifosi viola feriti. Il primo ha riportato una ferita alla gamba, una scheggia impazzita è penetrata appena sopra il ginocchio. Il secondo invece ha riportato un danno alla cornea.
A raccontare quei momenti di follia Stefano Sartoni, presidente del Collettivo Autonomo Viola, presente all’Olimpico: «Una delle bombe carta è finita sotto un seggiolino che è volato in aria portando con sé detriti impazziti. Ho visto ragazzi giovani con la paura negli occhi, anche perché non sapevamo per quanto sarebbe continuato il lancio. Quello che mi fa arrabbiare è il solito discorso dei due pesi e delle due misure. Credo che tutte le tifoserie dovrebbero unirsi per chiedere regole certe e applicate in tutti gli stadi senza distinzioni». La partita era stata ‘‘limitata’’ dal Casms, con i soli possessori della tessera del tifoso abilitati ad acquistare i biglietti. Ma il provvedimento aveva riguardato la tifoseria viola, non quella della Juventus.
Mencucci poi rincara la dose: «Se non verranno presi provvedimenti si dica che questo modello di sicurezza non funziona, che è stato tutto sbagliato e che la tessera del tifoso è un fallimento. Le regole devono essere applicate da tutte le parti allo stesso modo. E voglio rimarcare come invece i nostri tifosi siano rimasti tranquilli (c’è stata in verità una reazione con il lancio di qualche seggiolino, ndr) perché si rischiava la guerriglia. Mi stupisco anche dell’arbitro che non abbia interrotto la partita con l’ambulanza a un metro dal campo. In questo caso il regolamento dice che devono essere fatti annunci dagli speaker. Ma nulla di tutto questo è successo». Già, le due squadre hanno continuato a giocare mentre venivano prestati i soccorsi al tifoso viola ferito alla gamba. Una situazione al limite, con la calma che si è ristabilita solo con un rafforzamento della presenza degli steward nella curva bianconera. Ma non ha lenito la rabbia viola.