Tuta rossa con giglio ad altezza cuore, capello al solito scarmigliato, scarpini ai piedi: Mihajlovic è pronto per scendere in campo, è già pronto per Juventus-Fiorentina. Potesse affronterebbe lui stesso Del Piero & c., dovrà invece provare a fermarli dalla cabina di regia. Non sarebbe però la prima volta: da allenatore ci è già riuscito un anno fa quando col Catania sbancò a sorpresa Torino: 2-1 Martinez su rigore e Izco a 3’ dalla fine. Juve con testata, Sinisa sugli scudi. Fu il primo successo da tecnico dei siciliani che a Torino non vincevano dal ‘62-63. Ora tenterà il bis con la Fiorentina.
Buongiorno Mihajlovic sta per tornare a Torino dove il 20 dicembre 2009 col Catania sconfisse la Juve. Il primo pensiero? «Cercherò con la Fiorentina di andare là per vincere».
Qualcuno storcerà il naso davanti al suo ennesimo proclama, specie se non dovesse andare a buon fine.«Attraverso la stampa io mando messaggi alla mia squadra. Avete mai sentito un allenatore dire che gioca per perdere? Ebbene, io non dirò mai neppure che gioco per pareggiare».
Che ricordi ha di quella domenica, di quella vittoria?«Ero arrivato da poco a Catania, all’esordio avevamo perso in casa col Livorno. Durante la tradizionale cena d’auguri (eravamo vicini al Natale) parlò alla squadra l’ad Lo Monaco e fece riferimento alla sfida col Bologna in programma dopo la sosta. Io lo interruppi: prima c’è la Juve, andremo là per vincere dissi rivolgendomi ai giocatori. Non volevo che passasse un messaggio sbagliato, come fossimo arresi in partenza. A Torino facemmo una grande partita».
Adesso che Juve è, che Juve troverà?«E’ una squadra organizzata, compatta come tutte quelle allenate da Del Neri. Ha il miglior attacco del campionato, è in salute. Però ogni gara va giocata, questa è importante ma non ancora fondamentale. Sappiamo che possono metterci in difficoltà ma pure noi possiamo farle del male».
E’ una Juve da scudetto? «Può esserlo. Magari Milan e Inter hanno un po’ più di qualità e più individualità che possono decidere una gara ma come organizzazione e come squadra la Juve è superiore».
Intanto il club bianconero vuole Gilardino.«Beh, ci dia allora Krasic, Chiellini, Aquilani e Felipe Melo » ride.
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Sfidare la Juve significa affrontare anche il connazionale Krasic. Può diventare il numero uno nel suo ruolo?«Per me è già fra i numeri uno per quello che ha fatto vedere finora. Lui è decisivo per la Juve come lo è Eto’o per l’Inter».
Sorpreso di come ha saputo ambientarsi in fretta nel calcio italiano? «Devo ammetterlo, un po’ lo sono. Anche se Milos lo conosco e lo seguo fin da ragazzo visto che è cresciuto, come me, a Novi Sad. La Juve ha fatto un ottimo acquisto. Però per migliorare ancora Krasic dovrà cambiare un po’ il suo modo di giocare, deve comunicare di più coi compagni, portare meno palla. Altrimenti a lungo andare gli avversari imparano a conoscerlo e a fermarlo».
Lei sa già come riuscirci sabato prossimo? «Ci proveremo. Non dico come per non svelare troppo, ma sono convinto che la mia Fiorentina riuscirà a fermare Krasic ».
Il calcio serbo ha molti talenti: Ljajic dove può arrivare?«Molto lontano ma dipende da lui. Gli piace ancora troppo fare colpi di tacco, tunnel, è ancora poco concreto. Basta guardare i gol: ne ha fatto due su rigore, per le occasioni avute avrebbe potuto segnarne almeno 4-5 di più. Insomma deve essere meno bello e più ‘cattivo’ ».
Se Ljajic gioca, dovrà vedersela fra gli altri con Chiellini.«Per me Giorgio è il miglior difensore d’Italia. Insieme a Nesta che però ormai (risata) è ‘vecchio’. Chiellini è il più forte e può ancora migliorare».
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A proposito di grandi giocatori: riuscirà a recuperare Mutu?«Vedremo. Magari sabato viene in panchina».
Per la sua Fiorentina crede ancora possibile un posto in Europa?«Io resto ancora convinto che possiamo essere la rivelazione del campionato guardando ovviamente all’ultimo disputato. E non abbandoniamo la Coppa Italia».
Diego Della Valle dopo il ko con il Milan ha confermato che lei non è mai stato in discussione. Stupito?«No, perché lo sapevo già. Fermo restando che non cerco mai di pensare a queste cose, si sa che il destino di un allenatore dipende più dai risultati che da suo lavoro. Io cerco di avere sempre la coscienza a posto».
Condivide il progetto di Diego Della Valle improntato sui giovani?«Sì. I giovani sono il nostro futuro. Purtroppo in Italia si guarda troppo al risultato e ciò condiziona le scelte di un allenatore. Ma così non si va lontano. Io preferisco rischiare sui giovani».
Cosa vorrebbe rivedere a Torino della Fiorentina di San Siro?«La buona prova complessiva ma bisogna sfruttare meglio le occasioni. Anche perchè la Juve rispetto a Milan e Roma concederà assai meno. Purtroppo siamo poco cattivi in area e se non segna Gila bisogna inventarsi qualcosa»..
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=67733Miha: ''Mai alla Juve con Moggi. Ma quella di oggi...''Nel corso dell'intervista a Tuttosport Sinisa Mihajlovic ha parlato così della Juventus:
«L’ho detto e lo confermo. Per me sfidare la Juve non è un derby».Quindi se in futuro la chiamassero direbbe sì?«Chi non vorrebbe da giocatore ma anche da allenatore lavorare alla Juve? Ma sia chiaro, non intendo mancare di rispetto a Del Neri né alla Fiorentina e ai tifosi. Aggiungo che mai sarei andato alla Juve di Moggi. Questa invece è tutta un’altra cosa. Mi piace il suo presidente, mi piacciono Marotta e Paratici, eppoi c’è Nedved. Sono molto contento del suo ritorno, la persona giusta al posto giusto, un uomo di grande spessore, di grande personalità, darà tanto, sarà un valore aggiunto per la società. Mi pare insomma che stia tornando la Juve per bene di qualche anno fa».
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=67734Mihajlovic e l'impresa a Torino (VIDEO)Fra le perle più importanti di Sinisa Mihajlovic nella sua parentesi catanese c'è senza dubbio la vittoria esterna con la Juventus. Gli etnei, andati in vantaggio, si fecero raggiungere, ma riuscirono poi a ricolpire i bianconeri in contropiede e portare i 3 punti a casa. In vista del ritorno di Sinisa all'Olimpico di Torino vi riproponiamo la sintesi di quella gara.
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