Marco, ma i capelli li hai tagliati anche te? «Mai avuto problemi, li ho sempre tenuti corti, il problema è che ormai sono più bianchi che neri. Ma su quella storia del richiamo di Berlusconi a Massimiliano per la lunghezza della chioma c’è stato un equivoco: aveva già fissato di andare dal barbiere il giorno dopo».
Sì va bene, facciamo finta di crederci, non fosse altro che per la lunga frequentazione con questo distinto signore di 46 anni. Adesso Marco Landucci è il primo consigliere di Allegri («questione di fortuna, tre campionati fa ero tra i dilettanti»), l’allenatore dei portieri del Milan e giusto venti anni orsono consumava la sua ultima stagione a Firenze. «La più amara- ricorda- ma prima ci sono state grandi soddisfazioni. Non eravate troppo buoni con me, però, nel 1988 vinsi il premio come calciatore viola col miglior rendimento».
E quell’anno c’era pure Roberto Baggio in lotta. Ma alla fine la spuntò lui, con le sue parate: «A Firenze ho fatto quattro anni molto buoni, poi c’è stato il calo, una certa incompatibilità con l’ambiente, anche per colpa mia. Ho due partite che metto nella mia bacheca personale: lo spareggio con la Roma a Perugia e la serata di Madrid in Uefa, contro l’Atletico».
In realtà ne manca una, la terza perla. Landucci, si schermisce, poi torna indietro con la memoria: «La vittoria a San Siro contro il Milan di Sacchi con i gol di Diaz e Baggio. Qui, al Milan, qualcuno se la ricorda ancora e mi rimprovera per tutte quelle parate».
Già i rossoneri, finalmente un grande club dopo tanta gavetta: «Da dove sono adesso posso solo ‘‘scendere’’. L’organizzazione è straordinaria, ma non credo di essere il primo a dirlo».
E pensare che in estate la coppia Allegri-Landucci era sembrata a un passo da Firenze. Landucci però nega: «Mai saputo se ci sia mai stato davvero qualcosa di concreto. Allegri ha sempre taciuto sull’argomento, certamente sarebbe stata una bella soluzione, per me un ritorno a casa. Poi è arrivato il Milan, che è sinceramente il massimo».
E i portieri del Milan? Oltre al titolare Abbiati, qualche perplessità l’aveva suscitata Amelia, non proprio reduce da grandi stagioni: «Invece mi ha sorpreso, avevo sentito delle brutte voci su di lui, che poi si sono rivelate false».
Domani Landucci si ritroverà di fronte la sua vecchia Fiorentina con un portiere tutto da scoprire: «Sono curioso di vedere Boruc, mi sembra di grande affidabilità e non è giusto insistere sull’errore dell’Olimpico. Sappiamo che i viola sono forti e per noi non sarà facile. Però una cosa è certa: qui a Milano sono abituati a vincere e quindi non esiste minimamente il pericolo di essere contagiati dall’euforia post vittoria nel derby».
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