Dopo la sconfitta, il confronto. E' la nuova e sempre più frequente abitudine di casa Fiorentina. E' il terzo dall'inizio della stagione. Uno al mese. Prima "i calci in c..." post Lecce e il conseguente faccia a faccia negli spogliatoi del Franchi dal quale Sinisa Mihajlovic uscì con una salda convinzione. Con questo gruppo urla e calcioni non funzionano.Poi venne la Lazio, una pessima figura e il secondo round tra il tecnico e la squadra. Tutto a posto, tutto risolto e "tutti insieme come un'onda che non si fermerà". Sembrava quasi vero. Sembrava, appunto, fino alla preoccupante esibizione di ieri sera. All'Olimpico la prestazione di Pasqual (uno a caso) e compagni ha mandato su tutte le furie il tecnico serbo. "Ci è mancato il coraggio, così sei destinato a perdere", ha tuonato.
Nell'immediato post partita i primi sentori e oggi, alla ripresa degli allenamenti, la conferma. Mihajlovic è decisamente contrariato. Troppo distante quello che visto sul campo dalla sua idea di pallone. E così, via alla terza ripresa. Un'ora di confronto, nelle segrete stanze del Franchi, e quindi in campo per riprendere immediatamente la preparazione in vista della gara col Cesena (sabato alle 18 al Franchi).
Rispetto alle altre volte, sussurri raccontano, è stato più un monologo del mister che un vero e proprio dialogo, un fiume di parole per esprimere tutto il suo disappunto. La classica sfuriata o, per dirla con toni più graditi allo spogliatoio, una semplice lavata di testa. "Senza personalità, senza coraggio e cattiveria, non si va da nessuna parte. Non ci siamo". Riassunto breve ma che rende l'idea.
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