Diego Della Valle torna poi su un tema scottante come quello relativo a Prandelli:
"Prandelli è venuto a Firenze, portato da Corvino, è diventato amico di mio fratello visto che sono quasi coetanei. Insieme abbiamo creato qualcosa di importante e lui, che prima di Firenze non aveva vinto quasi niente, ha lavorato più per sè. E così quando ho saputo per certo che Prandelli stava per andare alla Juventus le ho prese come semplici voci. Finchè non mi ha chiamato il presidente della Juventus per dirmi che Prandelli stava parlando di questo con Bettega ma che lui non aveva intenzione di prenderlo per rispetto di noi e perchè aveva in testa un altro allenatore. Ci sono rimasto molto male e ho dovuto cercare il modo meno grave per fermare la macchina con quella mia affermazione a mezzo stampa, cosicchè lui rinunciasse ad andare ala Juventus e tutto rientrasse alla normalità. Invece questo ha scatenato un meccanismo mediatico che è stata fatta passare come una delegittimazione. La città non è stata informata correttamente, da qualcuno anche in malafede fino a sentir dire che la mia uscita era come un licenziamento. Mi sono riletto l'intervista e mi sembrava il contrario, chiedevo una conferma a Prandelli. Quando ho capito che tutto stava prendendo una brutta piega, mi sono messo in disparte per lasciare la squadra tranquilla e concentrata sul campo.
Fino a 3 giorni fa quando il nostro ex allenatore, in un momento di grande difficoltà per la Fiorentina, ha accusato i nostri ragazzi definendoli viziati e ha ammesso di essere stato vicino alla Juve. Non me lo aspettavo ma mi sarei aspettato un altro comportamento. Di Prandelli ho rispetto come persona ma mi piaceva di più quello di Orzinuovi, di qualche anno fa, e insieme abbiamo fatto cose di cui siamo ogogliosi permettendogli di andare in nazionale. Perchè oltre al suo merito personale non sarebbe arrivato dov'è, da 11esimo in classifica, senza avere avuto una reputazione e un lavoro alle spalle importante. Noi gli facciamo l'in bocca al lupo e gli ricordiamo che la Fiorentina è casa sua a patto che si chiariscano errori del passato. Io l'ho salvato da un errore che stava per fare, mandandolo in nazionale visto che non voleva più stare a Firenze.