Diego Della Valle entra poi nello specifico ripercorrendo la loro storia a Firenze:
"Otto anni fa abbiamo raccolto l'invito del sindaco di prendere una squadra che non aveva più nulla e sono stato sorpreso che nessuno in città si fosse fatto avanti. Siamo partiti dalla C2 senza battere ciglio, senza avere neanche il nome e siamo andati su campi difficili per l'orgoglio dei fiorentini, eppure lo stadio era sempre pieno, roba incredibile, da farci un film e applaudire. E da lì passo passo siamo arrivati a oggi.
Quando dicono che abbiamo preso la società gratis rispondo che abbiamo speso qualche decina di milione di euro, c'era tutto da ricostruire basti pensare al settore giovanile in cui un grande esperto come Corvino sta ancora lavorando. Abbiamo costruito una società che doveva essere a livello di questa città e visto il trauma economico subito in passato la prima cosa era avere bilanci sani, e oggi sono tra i migliori d'Europa. Nella società abbiamo investito tra i 150 e i 170 milioni di euro.
Abbiamo instaurato un rapporto straordinario con i tifosi e questo non è stato capito da qualcuno che in passato ho definito 'rosiconi'. Le nostre assenze sono dovute ad impegni di lavoro, siamo a giro per il mondo. Veniamo da fuori e siamo entrati in punta di piedi. Potevamo chiedere qualcosa in cambio ma non l'abbiamo fatto.
Firenze ha fatto cose straordinarie, dal fair play in poi, con una tifoseria che aveva la fama di essere impegnativa e invece si è dimostrata di grandissima qualità, pensiamo alla stagione scorsa quando abbiamo subito dei torti che in altre piazze non sarebbero stati presi allo stesso modo.
Dicono che abbiamo comprato terreni per costruire il centro sportivo a prezzi stracciati a Incisa - e vorrei conoscere il fesso che lo ha fatto, perchè non lo conosco. Abbiamo comprato i terreni che potevano essere comodi per farci un centro sportivo e avevamo prospettato all'allora sindaco di Incisa - un grande uomo - la nostra idea di un'operazione immobiliare che avrebbe dovuto autofinanziarsi. Morto il sindaco non è stato più possibile realizzare quello che volevamo costruire a supporto del centro sportivo e allora ci siamo fermati perchè volevamo una cosa utile ma senza l'aggravio di costi. Tutto è rimasto là e non ci abbiamo nessuna speculazione immobiliare, anzi se qualcuno ce la vuole ricomprare allo stesso prezzo ci fa un grande regalo.
La Cittadella? E' stato detto che era una grande fonte di guadagno per noi furboni, a cui la Fiorentina non interessa.... Anche se siamo qui da 8 anni. L'idea della Cittadella è nata a me pensando in questo modo di mettere in condizione la Fiorentina di avere introiti importanti ogni anno per competere con società ad oggi irraggiungibili e lottare per lo scudetto. L'investimento era a nostro rischio con l'unico obiettivo di rientrare negli anni di quell'investimento, ammesso di non aver sbagliato i calcoli perchè rischiavamo 1 miliardo di euro, e destinare gli introiti attraverso una Fondazione alla Fiorentina.
Ci siamo messi a discutere con il mondo politico con cui non avevamo dimestichezza e col tempo ci siamo messi il cuore in pace anche a causa dei problemi di ordine giudiziario che sono sorti. Noi avevamo solo chiesto se c'era un'area come quella che ci serviva per attuare il nostro progetto. E per onestà con i tifosi abbiamo detto che con quel progetto avremmo potuto arrivare in alto, senza quello dovevamo fare i conti con i bilanci e con gli sforzi fatti negli altri anni. Abbiamo detto che ci volevano circa 100 ettari di spazio per realizzare tutto e abbiamo fatto fare un progetto ad uno dei più grandi architetti. Ma siamo finiti in un tritacarne politico e ci siamo sentiti anche in imbarazzo. Qualcuno voleva indirizzarci altrove ma perchè dovrei portare fuori dal comune di Firenze il progetto, siamo la Fiorentina. A questo punto come ha detto mio fratello, per noi l'argomento è chiuso e pregherei i politici di non parlarne più. Vedremo adesso se avremo altre idee per permettere a Firenze di fare il salto e giocarsela con lo scudetto.