Author Topic: Non tesserati: ''Perchè è giusto continuare a protestare''  (Read 365 times)

Offline Chiesa

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“Perchè è un ulteriore strumento di identificazione; perchè è un pass commerciale perchè sta svuotando gli stadi; perchè è una forzatura. Ma anche perchè sussistono clamorose incongruenze sul suo utilizzo;perchè le botte sugli spalti continuano a darsele e perchè è addirittura la stessa Uefa a non veder di buon occhio. Dunque crediamo sia giusto non mollare la presa e proseguire questo cammino senza tornare indietro”.

Ecco perchè anche stasera, in occasione della gara casalinga col Bari, i supporters fiorentini anti-tessera del tifoso (,“noi non tesserati”) non arretreranno di un centimetro e continueranno nella protesta. Protesta, sempre civile, che stasera presenterà una novità: i ragazzi non entreranno, come consuetudine di queste ultime domeniche casalinghe con Lazio, Parma e Palermo, a partita cominciata, bensì molto tempo prima del fischio di inizio. Una scelta ben precisa, in rispetto al “fuori-programma” previsto prima dell’ingresso delle squadre sul terreno di gioco: il giro di campo di Giancarlo Antognoni che festeggerà davanti al suo Franchi il Golden Foot ricevuto la scorsa settimana a Montecarlo. E i “non tesserati” vogliono esserci, vogliono partecipare a questo momento per rendere omaggio al ragazzo che “giocava guardando le stelle”, al capitano, all’unico dieci, all’unica vera bandiera viola.
Plauso per Giancarlo a parte, l’idea della protesta alla tessera resta ferma e imprescindibile per questa nutrita frangia di tifoseria.
Parlarne, discuterne al fine di aprire un vero e proprio dibattito, coinvolgendo chiunque è interessato (e per “chiunque” si intendende tanto chi l’ha sottoscritta e ce l’ha nel portafoglio quanto chi invece non ne vuole proprio sapere) è l’intento che si è dato e porterà avanti Metropoli perchè se è vero che in Italia si mangia pane e calcio così come in America cheeseburger e baseball, e quella palla che rotola su un prato è argomentazione d’interesse collettivo nonchè patrimonio della parte più consistente del popolo, i tifosi, il nostro giornale non vuole sposare questa tendenza generale dei media locali e nazionali dove, al contrario, regna incontrastato un silenzio surreale e ingiustificato.
Se tra coloro che la reputano uno strumento che non ha ragione di esistere ci sono uomini della politica, dello spettacolo, giocatori, società e addirittura un signore che risponde al nome di Michel Platini che siede su quella poltrona così tanto ambita da parecchi, allora un motivo ci sarà.
Anzi, ce n’è più d’uno secondo i ragazzi che si trincerano dietro la loro ferma presa di posizione.
“Ne hanno sbandierato il carattere identificativo. Ci chiediamo: ma non bastavano i biglietti nominali e le telecamere piazzate ovunque in un Franchi versione Grande Fratello? Siamo di fronte ad un’operazione di schedatura di cui non c’è traccia neanche in Inghilterra, ovverosia il paese preso a modello quando si parla di norme anti-violenza e di hooligan messi al bando”. Un provvedimento che ha smosso le perplessità dello stesso Platini che tempo fa ha dichiarato: «Personalmente, non mi piace. L'Uefa non fa schedature».
Qualcuno si affanna a sbandierare ai quattro venti i primi risultati eccellenti di queste domeniche di “pace”. Sì, in serie A, glissando però sugli incidenti che hanno avuto come teatro le tribune della serie cadetta e sulle guerriglie nei gironi di Lega Pro, testimonianza più significativa che il meccanismo non ha mai smesso di incepparsi vuoi solo per quel madornale paradosso che sostanzialmente permette di acquistare il tagliando del settore riservato agli ospiti ai possessori della tessera e a nessun altro, salvo poi vedere chi non ce l’ha muoversi per conto proprio, acquistando biglietti di settori riservati ai tifosi di casa.
Ed è così che il diavolo finisce insieme all’acqua santa col risultato che se in serie A è filato quasi tutto liscio salvo qualche scaramuccia in Brescia-Palermo, Sampdoria-Napoli e Cesena-Parma, in B e Lega Pro siamo già ad una quindicina di partite contrassegnate da tafferugli sugli spalti scatenati proprio dalla pericolosa vicinanza”.
Poi il discorso si concentra su uno dei requisiti più “dibattuti”, imprescindibile al fine di ottenere la tessera, e su quella domanda che in tanti continuano a porsi: perchè gli stadi vanno gradualmente svuotandosi?
“Ciò che non riteniamo giusto è il dictat di un “documento” dal quale è sì esente chiunque sia stato o è sottoposto a Daspo ma anche chi ha una denuncia o un processo in corso, determinando ciò che è a tutti gli effetti una sorta di condanna preventiva.
Sul reale motivo che sta inesorabilmente svuotando i nostri stadi a fine settembre si contavano già 70mila spettatori in meno), Franchi compreso,non ci si è mai interrogati con onestà di intenti, glissando sul caro-biglietti che incentiva parecchia gente a rimanersene inchiodata davanti a Sky o Mediaset, e scaricando con una facilità disarmante la colpa sui soliti facinorosi impazienti che arrivi la domenica per andare a sfogare tensioni e stress di una settimana di lavoro in un antistadio o sulle tribune, dimenticando come se nulla fosse che non poche volte queste persone si sono rese artefici di iniziative benefiche e di solidarietà e che spesso si sono fatte in quattro per “vestire” le curve a festa con coreografie che hanno lasciato tutti a bocca aperta e che sono il frutto di nottate insonni, lavoro e sacrifici economici. Vogliono costringerci a metterci in tasca un'altra “prepagata”, l’unica ad avere la fotografia, valida per fare l’abbonamento, comprare un biglietto o qualsiasi altra cosa. Ma non è il mezzo con cui si dovrebbe debellare la violenza?”.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=65830
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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