Vigilia di Sampdoria-Fiorentina, in sala stampa parla il tecnico viola Sinisa Mihajlovic. Queste le sue parole: "Prima di tutto anticipo due sentimenti riguardanti ciò che è successo tra Italia e Serbia: amarezza e dispiacere. Sono andato a Genova con la speranza di vedere una bella partita e invece ho visto una situazione difficile, con molta violenza e paura, sono cose che non c’entrano nulla con il calcio. Mi dispiace perché – per colpa di qualche tifoso – la mia nazionale non ha fatto una bella figura.
La partita con la Samp? A centrocampo siamo in emergenza, non possiamo negare l’evidenza. Per quanto riguarda Bolatti vediamo oggi se ce la fa, in ogni caso andrà in panchina: se eravamo al completo, non lo avrei portato nemmeno in panchina viste le condizioni fisiche ma visto che c’è emergenza non possiamo fare altrimenti. Sono comunque ottimista, faremo una grande gara. La squadra è concentrata al 100%.
Di cosa ha bisogno questa squadra per fare la sua partita? A questa squadra non manca la qualità, ma devono sentirsi sereni e tranquilli, devono andare in campo pensando positivo, senza pensare che si va a Genova e non possiamo fare un buon risultato. Loro sono capaci di ogni cosa, sono contento perché li ho visti sereni, non sentono la pressione. Ci sono alcuni calciatori che domani giocheranno ed hanno meno esperienza, ma hanno tanta voglia di farsi vedere: non dobbiamo avere paura di giocare una partita, dobbiamo essere coraggiosi. In queste due settimane non potevamo fare un allenamento con tutti a disposizione, abbiamo provato diverse soluzioni ma questo periodo ci è servito comunque per capire come stanno le cose, questo periodo è stato utile ito in particolare per chiarirmi ancor più le idee.
Qualche sorpresa magari ci sarà… Santana? Negli anni precedenti ha fatto il centrocampista, come Vargas: avendo un solo centrocampista, Donadel, e siccome io non ce la faccio a giocare (risate ndr) giocheranno loro.
Il clima a Genova? Il clima è sempre lo stesso, se mi fischiano non ho problemi, mi fa sempre piacere tornare a Genova perché sono rimasto molto legato a società, giocatori e all’ambiente in generale.
Rispetto alla mia Sampdoria? Il calcio è cambiato, sono passati tanti anni: Cassano e Pazzini sono vicini a Vialli e Mancini, loro due però hanno vinto tanto e invece la Samp attuale non ha ancora vinto. Il paragone comunque ci può stare, Pazzini e Cassano sono all’altezza di Vialli e Mancini. Voglio bene a Cassano, è un bravissimo ragazzo ed è migliorato molto, ma io lo avrei fatto giocare anche quattro anni fa, Cassano è uno che fa vincere le partite e non capisco le precedenti critiche.
Ljajic? Non ha paura dei fischi, chi proviene dalle nostre parti ha paura delle bombe, non certo dei fischi. Facciamo la nostra partita, pensando sempre all’avversario, l’attenzione deve essere su Cassano come su tanti altri, quando noi abbiamo la palla dobbiamo attaccare, così come dobbiamo difendersi in fase di non possesso. Non sono abituato a giocare partite, con il solo scopo di difendermi.
Se la sorpresa sarà Gulan? Tutto può essere, io ho già deciso ma non lo posso dire, abbiamo comunque un ultimo allenamento oggi, l’unica sorpresa è che io non gioco (altra risata ndr)...".
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