Author Topic: Fra rosiconi, cricche e gufi, Firenze terra di veleni e congiure  (Read 421 times)

Offline Chiesa

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Che strana città Firenze. Se un turista fosse arrivato in città un paio di volte quest’anno ci avrebbe capito poco o nulla. Passando da Campo di Marte avrebbe sentito parlar di partito del non fare e contestualmente dei rosiconi come fosse una famiglia piena di invidie e di veleni. Poi, tornando, avvicinando sempre da sud la città avrebbe in contrato una nuova storia, questa volta con protagonisti quelli della cricca per poi finalmente entrare dentro le mura, raggiungere Palazzo Vecchio e sentir annunciare dal primo cittadino che sopra i merli si erano da mesi e mesi appollaiati i gufi.

Sì, proprio una strana città, bellissima e portata al tradimento e perché no alla congiura. I Primi, che siano i Della Valle o i Medici, qualche problema lo devono sempre incontrare. D’altra parte il pellegrino che secoli fa avesse voluto arrivare a Fiorenza sempre trappole e assalti avrebbe trovato. Partendo dai Guelfi e dai Ghibellini, al punto che pure il sommo Poeta, Dante, fu costretto ad andarsene di corsa perché era Guelfo  e pure Bianco. Per non dire poi dei Medici alle prese con i Pitti, decisi a non lasciar libero il passaggio, o peggio ancora i Pazzi che andavano veramente poco per il sottile e che tentarono di ammazzare Lorenzo, Magnifico di nome e di fatto, ma si dovettero accontentare del fratello Giuliano. Pure allora erano storie di colpi bassi e di fratelli.
Diego e Andrea, messeri ben più attuali ma comunque decisi a battersi contro avversari che dalla Congiura dei Pazzi sono passati alla Congiura della... Cricca.

Banalissimo gioco con la storia? Vero, ma è indiscutibile che Firenze sia abituata da sempre a farsi male da sola. Chi cercava di redimerla finì come Savonarola, pure lui non simpaticissimo ai Medici. Le vicende di oggi sono molto meno affascinanti e meno drammatiche, però è altresì indiscutibile che alla fine dentro o fuori le mura la gente di Firenze sia sia un po’ rotta le scatole. Co sì che finalmente si inizia a intravedere una fioca luce. E’ la speranza che davvero questa città che pure l’Arno ha cercato di affogare possa avere uno stadio vero dove tornare a divertirsi e vincere qualcosa. Lo stadio che, alla faccia dei gufi, ha promesso proprio lunedì il sindaco Matteo Renzi. E magari pure la Cittadella che non sia solo dello sport ma della riconciliazione generale. Per la prima volta abbiamo ascoltato parole che iniziano a piacere alla gente, ma come ha detto lo stesso sindaco rivolgendosi al presidente della Regione, «adesso aspettiamo i fatti».

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=65223
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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