Author Topic: Boruc e tutti gli altri scontenti viola  (Read 267 times)

Offline Chiesa

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Appena lascia Firenze per andare in Nazionale, Artur Boruc non perde occasione per dire che la sua permanenza in viola è appesa a un filo. «Non sono abituato - ha ribadito ai media polacchi - a stare in panchina e non credo di essere adatto a fare il dodicesimo. Nessuno della Fiorentina mi aveva promesso la maglia da titolare, non accade da nessuna parte, ma questa era ed è la mia speranza perché non sono uno che sta volentieri a guardare». «Non sono pentito - ha precisato - della scelta di andare alla Fiorentina, il tempo darà la risposta, ma se non gioco me ne vado: non posso dire se già a gennaio». Boruc non sembra esattamente il tipo che le manda a dire ma se lui neè indubbiamente il capofila, il partito degli “scontenti” in casa viola è forzatamente  abbastanza numeroso. Sebbene non si siano registrate altre prese di posizione pubbliche così esplicite. A giudicare dalle parole del suo procuratore Carlo Pallavicino, uno che ne fa sicuramente parte è ad esempio  Cristiano Zanetti. «E’ stufo  dell’ambiente e nella sessione invernale di mercato cambierà sicuramente aria» ha detto la scorsa settimana il suo manager. E nonostante il ds Corvino non perda occasione per assicurare che a gennaio nonci saranno addii, un altro che pare con la valigia in mano è Mario  Ariel Bolatti, fin qui mai titolare anche se ultimamente sempre subentrato a gara in corso: magari avrebbe giocato domenica a Genova ma stavolta lo ha tolto di mezzo un infortunio. Chi invece per entrare in campo ha avuto bisogno che andasse ko un compagno è Gianluca  Comotto. Per ora Mihajlovic gli ha sempre preferito De Silvestri e all’ex granata - spesso titolare con Prandelli - sono rimaste solo le briciole: di sicuro non farà i salti di gioia. Ma il difensore che scalpita maggiormente è senz’altro Felipe. Arrivato lo scorso gennaio da Udine con la fama del grande giocatore, a Firenze non è mai riuscito ad esprimersi al meglio ed anche a causa di un pessimo pre-campionato è finito fisso in panchina. Ultimamente ha gridato almondo tutta la sua voglia di dimostrare quanto vale davvero. Chissà se ne avrà l’occasione. Che il suo posto fosse tra le riserve, Babacar lo sapeva invece benissimo ma a parte che anche quando è stato chiamato in causa non ha inciso, magari avrebbe evitato volentieri le strigliate pubbliche estive di Mihajlovic. Infine Papa Waigo. Lui in precampionato era stato tra i più positivi ma tutti continuavano a dire che sarebbe stato venduto. Invece è rimasto, ma fin qui ha collezionato soltanto tribune. E c’è chi lo indica tra i simboli di una campagna acquisti estiva assolutamente deludente.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=65216
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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