Mai vista una trattativa di mercato che sfuma per un gol di troppo. Come la storia dell’affare che stava per portare a Firenze Milos Krasic. Da una parte il campione serbo, dall’altra sempre lui, Pantaleo Corvino, d.s. viola, una garanzia quando si parla di talenti dell’est (e non solo).RetroscenaSuccede tutto a dicembre scorso, in una notte da sogno per chi tifa Fiorentina. É la notte di Anfield, del gol di Gilardino e della vittoria sul Liverpool. Nella festa per il passaggio agli ottavi di finale di Champions ci sarebbe spazio anche per un regalo speciale: un rinforzo per il mercato di gennaio. Perché il primo che mette gli occhi addosso a Krasic è Corvino. Non solo: c’è già un primo accordo tra Fiorentina e Cska, sulla base di 13 milioni di euro. E c’è anche l’intesa con il giocatore. Insomma, è (quasi) tutto fatto. Se non fosse che nella notte di Anfield arriva la marcia indietro: a Mosca decidono di togliere Krasic dal mercato e lo comunicano ai dirigenti viola. Il motivo? Un gol, segnato da Milos a Istanbul, contro il Besiktas, il giorno prima della vittoria viola a Liverpool. Un gol che regala (anche) al Cska la qualificazione agli ottavi di finale Champions, un traguardo troppo importante per essere sciupato dalla cessione di Milos in Italia.
Processione a MoscaPrandelli, neo c.t. ed ex allenatore della Fiorentina, avrebbe potuto conoscere Krasic molto meglio di quanto non lo conosca adesso. Ma da Mosca avevano detto no, e lo ripeteranno anche quando arriva l’offerta di Daniele Pradé, direttore sportivo della Roma. Milos non si muove. Almeno fino ad agosto.
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