LA FIORENTINA ha avuto in passato grandi specialisti dei calci di punizione. Il primo nome che viene in mente è quello del terzino Cervato, uno dei protagonisti del primo scudetto. Lui calciava di potenza e spesso faceva centro «bucando» la barriera. Subito dopo un altro specialista fu l’argentino Lojacono, il quale pure sferrava tiri violenti, ma anche carichi di effetto. All’epoca del secondo scudetto fu il turno del brasiliano Amarildo, la cui specialità erano le punizioni a foglia morta. Negli anni settanta ecco la volta di Antognoni, che preferiva la potenza. Nei primi anni ottanta un autentico fenomeno è stato Passarella, capace di imprimere un effetto diabolico alle sue bordate. Dall’argentino il testimone passò a Roberto Baggio. Lui preferiva piazzare la palla nel sette, dove il portiere non poteva arrivare. Poi è arrivato Batistuta, il quale ha segnato nella Fiorentina, fra campionato, coppa Italia e coppe europee ben 22 gol su punizione. Anche Chiesa era bravo. Aveva una sua zolla prediletta, un po’ spostata sulla sinistra, da cui calciava rasoiate imprendibili.
DA ALLORA È FINITA l’era degli specialisti in viola. Al ritorno in A, nel 2004/05, un’ottima fama la vantava Miccoli, ma di gol ne segnò uno solo, sia pure importantissimo, sul campo del Chievo. Un altro lo realizzò la meteora spagnola Portillo. Due i gol su punizione anche nel 2005/06, autori Donadel e Pasqual. Soltanto 1 nel 2006/07, grazie a Liverani. E addirittura nessuno nel 2007/08. Per tornare a 2 gol sia nel 2008/09, entrambi di Mutu, che nello scorso campionato, con Vargas. Quest’ anno la Fiorentina possiede in panchina, in qualità di allenatore, il più grande specialista che abbia solcato i campi italiani, Sinisa Mihajlovic, detentore del record di gol (28) segnati su punizione nel nostro campionato. La speranza era che riuscisse ad insegnare i suoi segreti ai giocatori dell’attuale rosa.
MA FINORA i risultati sono stati desolanti. Nella prima giornata di campionato, contro il Napoli, una punzione di D’Agostino è finita fuori bersaglio ed una di Cerci è stata facilmente bloccata dal portiere. Nella seconda, a Lecce, D’Agostino ha calciato una prima volta a lato e una seconda sulla barriera, e identica sorte per le due successive conclusioni di Ljajic. Nella terza, con la Lazio, solo una punizione dalla lunga distanza che Vargas ha spedito contro la barriera. Nella quarta, a Genova, ci hanno provato Donadel con una botta altissima sopra la traversa ed ancora Vargas sulla barriera. Infine contro il Parma una conclusione debole di Cerci in bocca al portiere ed ancora un pallone contro la barriera di Ljajic.
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