Se è scoccata la scintilla, è forse ancora presto per stabilirlo. Il tentativo di accenderla è stato comunque avviato e il via è stato dato dalla vecchia guardia, la schiera di giocatori che hanno la maglia viola addosso dall’estate del 2005 e che a Firenze hanno vissuto gioie e piccoli dolori. Hanno conquistato risultati prestigiosi, fino ad arrivare a sfiorare i quarti di finale in Champions League. Adesso sono loro che possono dare la scossa. Sono loro che conoscono il valore e il peso della casacca della Fiorentina. Mercoledì sera a Genova, nel momento più delicato di quest’inizio stagione, hanno fornito segnali positivi, indicando ai compagni la strada da seguire, sacrificandosi e stringendo i denti. Frey, Kroldrup, Gamberini, Donadel e Montolivo. Eccoli i giocatori dalla lunga militanza in viola. Mihajlovic si è affidato a loro, al loro orgoglio e al loro senso d’appartenenza.
FreyÈ tornato ad essere lo straordinario portiere che per quattro anni ha regalato sicurezza e soprattutto punti. L’anno passato ha attraversato una piccola flessione ma la prestazione di ieri ha cancellato ogni dubbio sulla sua forma, allontanando anche quelle voci che lo volevano in bilico, sul punto di essere sostituito da Boruc. Il francese ha puntato pure sull’orgoglio personale, che gli ha permesso di affrontare nel miglior modo possibile la concorrenza del portiere polacco e ha poi fatto leva sull’immensa passione per il suo mestiere. C’è anche una sua frase che rende bene l’idea del tentativo di cambiare passo di tutta la squadra: «Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di reagire». Già perché chi come lui ha vissuto a Firenze stagioni sempre di alto livello sa che certe prestazioni come quelle con la Lazio non sono ammesse.
KroldrupMa la Fiorentina di adesso è anche quella di questo danese che quando arrivò dall’Everton nel gennaio del 2006 sembrò un semplice acquisto di secondo piano. E invece nel corso del tempo si è dimostrato un autentico «regolarista», capace di offrire una discreta continuità di rendimento fino a diventare quasi un titolare fisso. Non sarà Puyol, ma è un usato sicuro che difficilmente tradisce. Passano gli anni ma lui, in silenzio, alla fine è sempre al centro della difesa. Firenze è la sua città ideale. La sua passione per l’arte e per imusei lo ha fatto ambientare velocemente in città, dove ha potuto dare sfogo alla sua sete di conoscenza. «Ho visitato gli Uffizi, Palazzo Vecchio e il Bargello», disse il giorno del suo arrivo alla Fiorentina.
GamberiniMihajlovic su di lui fa grandissimo affidamento. Quando ha parlato del centrale gli ha riservato solo elogi. «Il ritorno di Gamberini è molto importante per noi. È un difensore vero, che ha carattere». E ancora. «Contro la Lazio per me imigliori sono stati Kroldrup e Gamberini». Reduce da una stagione tribolata, piena zeppa di infortuni, ora l’ex bolognese vuol riprendersi il tempo perduto. E per la squadra può tornare ad essere una certezza.
DonadelÈ arrivato a Firenze nel gennaio del 2005 e forse più di ogni altro sa cosa significhi navigare in acque agitate, considerato che la sua prima Fiorentina si salvò all’ultimo secondo dell’ultima giornata in una stagione ricca di difficoltà e torti arbitrali. Fino amercoledì sera era sempre rimasto in panchina, ma Mihajlovic lo ha comunque sempre ritenuto un titolare. Se c’è da aumentare il tasso di combattività, il mediano di Conegliano Veneto non si tira indietro.
MontolivoI segnali incoraggianti sono arrivati anche dal capitano che pian piano sta progredendo anche a livello di condizione, dopo aver giocato stringendo i denti per qualche acciacco fisico. Ragazzo sensibile, ha forse risentito delle discussioni intorno al suo futuro. Ma consapevole delle grandi aspettative intorno a lui, a Genova ha risposto sul campo. Niente di trascendentale, ma la sensazione è che adesso possa ulteriormente crescere. E con lui tutta la Fiorentina.
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