CAMBIARE subito, cioè domani a Genova, perché il modulo ambizioso con due centrocampisti ha fatto sbandare la Fiorentina, incapace di sostenere la struttura dei ricami offensivi con la forza del collettivo. Solo con la corsa e l’entusiasmo — caratteristiche che ora la Fiorentina ha in quantità limitata — ci si possono permettere due esterni d’attacco, un trequartista come Ljajic e una punta centrale. Al contrario il rischio è quello di correre a vuoto, fulminare i giocatori meno in forma e complicare la fase difensiva, allungando la squadra e facendole perdere contatto con l’idea del gruppo.
COME anticipato ieri da La Nazione, dopo tre giornate e un punto in classifica Mihajlovic ha deciso di cambiare modulo. L’obiettivo è quello di ritrovare distanze fra i reparti che si sono polverizzate. La Fiorentina deve recuperare identità e fiducia, di questo ha parlato ieri Mihajlovic con la squadra per introdurre il cambio di assetto, confrontandosi con i giocatori. Una scelta non facile quella del cambio di modulo, considerato che più volte l’allenatore si era espresso per una tesi esattamente opposta: ma i rischi di tenuta hanno nel corso della stagione convinto l’allenatore a rivedere i piani.
E ALLORA via con il 4-3-3, fra l’altro il sistema di gioco che Mihajlovic aveva considerato come il più praticabile all’inizio della stagione, per sua inclinazione e adattabilità del materiale a disposizione. «Ma sono i giocatori che fanno il modulo — considerazioni successive di Sinisa — e quindi ho cambiato idea». Anche per venire incontro a Montolivo, convinto di aver trovato il proprio ruolo ideale nell’assetto disegnato l’anno scorso da Prandelli? Non sembra questo il momento giusto per approfondire concetti scivolosi, perché la Fiorentina deve uscire da un’impasse preoccupante e ci saranno occasioni in seguito per affrontare questa sfumatura. Alcune certezze in vista del match di domani contro il Genoa, che giocherà con un modulo speculare a quello viola; la prima riguarda l’assenza di D’Agostino, ancora a riposo per il «sovraccarico» al ginocchio già operato: a centrocampo dunque Donadel davanti alla difesa, con Montolivo mezzala destra e Zanetti mezzala sinistra (difficile il recupero di Bolatti, neanche convocato contro la Lazio).
LA LINEA AVANZATA sarà formata (da destra) da Cerci-Gilardino-Vargas, con il peruviano chiamato a sostenere il centrocampo con più frequenza. Fuori all’inizio Ljajic, che ha giocato un buon primo tempo da trequartista contro la Lazio, ma in questo momento il ruolo di raccordo fra i due reparti non è considerato fondamentale. Magari il giovane Ljajic potrà entrare a partita in corso, per cambiare gli equilibri in attacco e cercare la conclusione personale quando gli spazi saranno maggiori. I dubbi veri sono in difesa, dove sembra solo teorica la possibilità dell’avvicendamento Frey-Boruc. Gli esterni De Silvestri e Pasqual hanno sofferto moltissimo nelle chiusure offrendo pochissimo nella fase di spinta. Sulla destra torna in corsa Comotto, finora mai utilizzato e lasciato in disparte dopo la brutta prestazione nella fase finale di Valencia-Fiorentina; ma Comotto dà più garanzie di De Silvestri in fase di chiusura e la potenza del Genoa — che da quella parte spinge con Criscito e Mesto — è da considerare con molta prudenza.
ANCHE PERCHÉ in questo momento la Fiorentina non sembra avere le energie per ribaltare rapporti di forza rispondendo sul piano della spinta offensiva. Meglio allora puntare sui movimenti sicuri in difesa, con Comotto più attrezzato nella fase di pattugliamento.
AL CENTRO della difesa confermato Gamberini, mentre il ritorno di Natali — in ripresa dopo un problema tendineo — fa teoricamente scivolare Kroldrup in panchina; a sinistra possibile un turno di riposo per Pasqual, con Felipe terzino sinistro sulla fascia occupata in alto da Vargas e controllata a distanza da Zanetti. La situazione della Fiorentina è delicata e il momento difficile non sfugge alla proprietà, che ha confernato in ogni modo la fiducia a Mihajlovic. Sul momento della squadra viola è intervenuto anche Prandelli, intervistato da Sky: «La squadra viola ha iniziato la stagione come peggio non poteva a causa degli infortuni di Jovetic, Vargas e De Silvestri. In più Montolivo e Gilardino hanno cominciato la preparazione in ritardo. Credo che la situazione attuale sia solo un problema di condizione fisica». E forse anche di equilibri, ma questo Prandelli non poteva aggiungerlo.
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