Coronavirus in Toscana – Più di 480 nuovi casi, 24 decessiIl bollettino giornaliero sulla pandemia in Toscana e a Firenze
I graficiPer visualizzare in maniera immediata la situazione vi mostriamo una carrellata di grafici. Cominciamo illustrando i nuovi casi accertati che dai primi di ottobre hanno avuto una decisa impennata fino a superare per la prima volta la quota 2000 il 26 ottobre. Nelle ultime due settimane l’aumento esponenziale di è bloccato e negli ultimi giorni il numero dei nuovi positivi è sotto la curva della media mobile a 5 giorni il che significa che la pressione sta calando e negli ultimi giorni il calo è stato sensibile e siamo tornati agli incrementi giornalieri di metà ottobre

Qui sotto invece i pazienti attualmente positivi che dalla seconda settimana di ottobre seguono l’andamento delle nuove infezioni e sono aumentati in modo elevato fino ad arrivare vicini a quota 55.000 verso la metà di novembre ma come si evince dal grafico la curva ha cambiato tendenza e il calo giornaliero è continuo e sta aumentando giorno dopo giorno.

Passiamo ad un grafico molto importante: quello relativo ai pazienti ricoverati. Dobbiamo notare che a fronte di un forte aumento dal mese di ottobre dei pazienti ricoverati in reparto e in terapia intensiva da qualche settimana la curva soprattutto dei ricoverati in reparto ha invertito la tendenza.

In questo caso il numero dei pazienti deceduti a novembre è decisamente cresciuto fino a superare diverse volte quota 50 e ancora non si vede un’inversione di tendenza significativa, ma questo fattore è l’ultimo a cambiare rispetto ai precedenti. Adesso vediamo un calo dei decessi giornalieri ancora troppo lieve che auspichiamo possa aumentare giorno dopo giorno nelle prossime settimane.

Per chiudere aggiungiamo due grafici tratti da
www.ars.toscana.it che riportano i pazienti ospedalizzati dall’inizio dell’epidemia. Nonostante i nuovi positivi abbiano numeri 5 volte superiori quelli di marzo aprile possiamo vedere che i ricoverati in reparto sono di poco superiori alla prima fase mentre in terapia intensiva sono ancora meno rispetto alla prima ondata primaverile.


Redazione VN