Prandelli: “Sono deluso. Squadra fragile, si abbatte alla prima difficoltà”
Ai microfoni di Sky Sport, il tecnico viola Cesare Prandelli ha commentato il suo ritorno sulla panchina viola:
"Le emozioni che ho provato non hanno importanza. Devo capire alcune cose, c’è da lavorare veramente tanto e sono molto deluso. La squadra alla prima difficoltà diventa chiusa, interpreta la partita singolarmente, le emozioni sono state forti ma c’è solo da lavorare. Mancanza di fame? Non penso, le aspettative sono alte per tanti giocatori, per reggerle devi avere personalità e capacità di prendere l’iniziativa. La cosa che mi preoccupa di più è la fragilità, non è un problema di sistema di gioco ma la squadra si è persa a livello mentale e di ordine alla prima difficoltà. Poco tempo per lavorare? Dobbiamo diventare gruppo, unione di pensieri, altrimenti ognuno pensa a sé stesso e se non c’è spirito di squadra è complicatissimo. Ci saranno discussioni aperte e sincere, i giocatori si sono resi conto di questa difficoltà e lavoreremo su questo aspetto. Ribery e Bonaventura? Jack aveva dato disponibilità ma abbiamo dovuto cambiare nel riscaldamento. Borja è da agosto che non gioca una partita e non ha i 90 minuti. Franck ha avuto un risentimento al flessore, aggiungiamo difficoltà alle difficoltà perché Ribery è un riferimento per tutti e la sua assenza è un aggravante".
Ancora Prandelli: “Poche scusanti. Peccato per Ribery, unico che può dare qualcosa in più”
Cesare Prandelli ha parlato dalla pancia del Franchi dopo la sconfitta contro il Benevento: "Vlahovic? Il primo controllo diventa determinante in questi casi. Castrovilli doveva farsi trovare tra le linee, ma siamo stati lenti nel risalire con la palla. I ragazzi forse hanno sentito anche i carichi di lavoro, ma io voglio intensità, c’è da lavorare. La personalità? Diventa importante quando la squadra ha un’idea di gioco. Non voglio trovare scusanti, ma l’avevamo preparata con Bonaventura e poi abbiamo perso Ribery, unico giocatore che può dare qualcosa in più. La squadra ha potenzialità, ma è molto fragile a livello mentale, e la fragilità non è vissuta come gruppo ma ognuno a modo suo. Non siamo stati squadra. Se le cose funzionano diventano tutti giocatori di grande sicurezza, ma adesso i movimenti sono prevedibili, nessuno vuole la palla. Dovrò lavorare tanto per far migliorare i giocatori che ho. Di mercato non parlo. Dovevamo andare a cercare spesso gli esterni per aprire gli spazi, invece abbiamo preso tanti contropiedi. Ripeto, non è un problema di modulo".
Pezzella: “C’è preoccupazione. Abbiamo qualità, ma dobbiamo dimostrarlo in campo”
Il capitano viola German Pezzella ha commentato a Sky Sport la sconfitta contro il Benevento e il momento durissimo che sta attraversando la Fiorentina: "Non si è rotto qualcosa, ma quando abbiamo un episodio contro abbassiamo la testa e pensiamo troppo. Non deve essere così, perché nel calcio gli episodi capitano ma dobbiamo essere noi a fare un passo avanti. La spiegazione? La tengo dentro, non posso dirla in tv, la farò al momento giusto con i miei compagni, dobbiamo solo fare meglio e fare punti. Preoccupazione? Nei momenti difficili c’è sempre, dobbiamo uscire da questo momento e l’unica maniera che conosco è lavorando e dando tutto, abbiamo giocatori di qualità ma dobbiamo mettere in campo la convinzione giusta per dimostrarlo".
Pradè, umore nero: “Distrutti psicologicamente, dobbiamo tirarci fuori da situazione che non ci appartiene”
E’ un’analisi dura, sincera, preoccupante. Il ds viola Daniele Pradè, dopo la sconfitta casalinga con il Benevento, ha commentato il momento nero che sta passando la Fiorentina: "In questo momento siamo distrutti psicologicamente ed emotivamente, la prestazione non ci sta e che ha fatto venire fuori tutte le nostre problematiche. Alla prima difficoltà siamo andati in depressione e non abbiamo più giocato, il Benevento ci ha chiuso ogni spazio e ci dispiace per i tifosi e per il presidente. Non possiamo mollare ora ma tirarci fuori da una situazione che non ci appartiene. Insieme alla società dobbiamo aiutare l’allenatore e la squadra a passare questo periodo. E’ un momento dove ognuno di noi deve tirare fuori appartenenza e metterci più del 100% delle forze mentali per uscirne. L’allenatore ha lavorato duramente su ogni aspetto in questi 15 giorni, credo molto nel lavoro di Cesare che porterà dei benefici: ma adesso dipende da noi. Non ci sono scuse e dobbiamo rimboccarci le maniche e dimostrare che non siamo questi, una squadra che in tutta la partita calcia due volte in porta e arriva seconda in ogni duello".