Author Topic: La 'scuola elementare Della Valle': un regalo da 3,7 mln  (Read 642 times)

Offline Chiesa

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Si chiama « scuola elementa­re Della Valle» anche se è in colli­na. Come tradiscono le maiusco­­le della scritta, che appare a carat­teri cubitali sul timpano con co­lonne e orologio che ne disegna la facciata, abbellita da alberi d’ulivo,nellascelta del nome non c'entra la location , ma gli omoni­mi imprenditori, i fratelli Diego e Andrea, che qui a Casette d’Ete, frazione di 3.500 anime di Sant’El­pidio a Mare, nelle Marche, han­no fondato il loro impero parten­do dall’impresa di calzature di fa­miglia, e arrivando a fare le scar­pe al mondo, esportando ovun­que marchi come Tod’s, Hogan e Fay, tra i gioielli del made in Italy.

La loro ultima avventura è que­sta struttura di tremila metri qua­drati, coperta di pannelli solari per strizzare l’occhio alle energie rinnovabili: campo sportivo, pale­stra coperta, cinque laboratori, sale dedicate alla musica e all’in­formatica, persino un orto botani­co, e dieci aule illuminate da gran­di pareti vetrate che, da ieri, ospi­tano 280 piccoli studenti. Anche il progetto della scuola, tra le più moderne della regione, è «griffa­to» dalla famiglia: l’architetto è Barbara Pistilli, moglie del pa­tron della Fiorentina, Diego. Ma la «primaria Della Valle» non fa parte del gruppo imprendi­toriale. È una scuola pubblica, un «regalo» della famiglia più in vi­sta di Casette d’Ete alla propria co­munità. Un regalo da 3,7 milioni di euro, che è formalmente stato donato al comune di Sant’Elpi­dio a Mare martedì scorso, quan­do Della Valle ha consegnato le chiavi della scuola al sindaco, Alessandro Mezzanotte.

Un gesto che ha chiuso l’unica polemica a margine di questa sto­ria, innescata dal mancato invito del primo cittadino all’inaugura­zione “ vip”della struttura,la scor­sa settimana. C’erano “tutti”: Gianni Letta, Clemente Mastella e signora, Enrico Mentana e Car­lo Rossella, Maurizio Belpietro e Sinisa Mihajlovic, e poi Luca di Montezemolo e il gotha degli im­prenditori italiani, da Benetton a Merloni. Ma non c’era il sindaco, che pure di lì a poco sarebbe di­ventato «proprietario» della scuo­la. Ma l’incidente diplomatico che sembrava inevitabile è stato solo sfiorato. Tant’è che la scuola do­veva chiamarsi «Collodi», e inve­ce è stata dedicata, come segno di gratitudine, proprio ai benefatto­ri. E che le tensioni siano poi state superate lo conferma proprio il primo cittadino: ieri inauguran­do (insieme al parroco del paese, don Gino) l’inizio delle lezioni nella nuova sede dell’elementare di Casette D’Ete ha esordito pro­prio ringraziando per la generosi­tà la famiglia di imprenditori.

«L’idea è nata nel 2006 - raccon­ta il sindaco al Giornale, dopo la cerimonia - ma solo a ottobre del 2007 abbiamo individuato que­st’area, pubblica, che era destina­ta a verde attrezzato. Fatta la va­riante, nel 2008 sono cominciati i lavori. I Della Valle si sono occu­pati di tutto, dal progetto alla scel­ta dell’impresa, e dato il carattere dell’opera abbiamo trovato la chiave giuridica per evitare di do­ver fare un bando per affidare i la­vori, come sarebbe prassi trattan­dosi di edificare su suolo comuna­le. Poi hanno consegnato al pae­se la scuola “ chiavi in mano”,mo­derna ed efficientissima».

Ascensori in cristallo portano dal piano terra al secondo livello. Grandi vetrate lasciano che un so­le settembrino ancora molto ge­neroso diffonde luce in abbon­danza per le pareti di corridoi e aule, rigorosamente bianche. Ma questa piccola scuola è solo «un progetto fatto in casa per restitui­re al territorio una parte di quello che guadagniamo», come ha spie­gato Diego Della Valle, o è davve­ro qualcosa di molto nuovo. Quel «grande passo per lo Stato» di cui ha parlato, al taglio del nastro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, salu­tando il nuovo «modello di colla­borazione tra pubblico e priva­to »? La risposta la darà il tempo, e soprattutto la capacità di «conta­gio » del modello. «Per ora le maestre sono con­tente, ho parlato con loro e dico­no che la struttura è funzionale e comoda, e credo che questa sia la cosa più importante, anche se na­turalmente spero che tutto que­sto sia d’esempio per altri», spie­ga Andrea Della Valle, quando ar­riva a fine lezioni a prendere i suoi figli.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=63758
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