Author Topic: ACF FIORENTINA - CHIEVO VERONA 6:1  (Read 1155 times)

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Re: ACF FIORENTINA - CHIEVO VERONA 6:1
« Reply #144 on: 08/29/18, 21:11 »
GerShow, la doppia missione del brasiliano e una promessa mantenuta

Il brasiliano difende la palla come pochi, gioca di prima, cerca la verticalizzazione rapida, ma soprattutto è la molla che fa scattare il flipper viola

All’interno dell’edizione odierna di Stadio si parla anche di Gerson, tra i più positivi domenica scorsa contro il Chievo. Il brasiliano difende la palla come pochi, la copre abbassandosi, gioca di prima, cerca la verticalizzazione rapida, ma soprattutto è la molla naturale capace di scatenare il “flipper” viola. Chiesa, in occasione della rete del 4-0 lo ha fatto vedere con una naturalezza disarmante, testimonianza di un feeling costruito in poco più di un mese.
Quando la lente del mercato ha stretto sul brasiliano, non ci sono stati dubbi: è considerato come la miccia della dinamite del gioco della squadra di Pioli e questa centralità, lui, l’ha percepita subito.

Di certo c’è che Gerson ha tenuto fede alla promessa fatta nel giorno della sua presentazione. Gol e assist con la Fiorentina per cancellare la ferita della sconfitta di cui fu protagonista con la Roma dieci mesi fa. La sua missione, adesso, è doppia: punta a far parte del nuovo ciclo della Seleçao e anche a mettersi in mostra con i dirigenti giallorossi, quelli che non hanno accettato nemmeno di quantificare il prezzo di un diritto di riscatto, profondamente convinti del suo talento. Ora, però, c’è da trascinare la Fiorentina verso un sogno chiamato Europa.

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Re: ACF FIORENTINA - CHIEVO VERONA 6:1
« Reply #145 on: 08/29/18, 22:47 »
Micheletti: “Esordio ok, ma qualcuno pensa già alla Champions. Contestazione? Un autogol”

Il collega Giorgio Micheletti è intervenuto nel corso di Anteprima Viola, trasmissione in onda su Radio Blu: “Fiorentina-Chievo ha detto delle cose molto importanti, alcune forse taciute, ma ne devono essere dette ancora tante. Dopo il 6-1 le trombettine della Champions sono iniziate a suonare nelle orecchie di qualcuno, altri hanno consolidato le speranze di Europa League.

Non dobbiamo mettere asticelle sempre più alte a questi ragazzi, altrimenti non arriveranno mai. Non dobbiamo chiedere più di quanto oggi sono in grado di dare. Gerson? Ha piedi più sopraffini rispetto a Edimilson, che però ha più fisico. Sono due giocatori che si completano. Divisione della tifoseria? Il tifoso è ancora la parte più sana del calcio. Detto questo, quando in casa vince 6-1, secondo me dovresti trovare un altro momento per contestare, altrimenti rischi di far perdere di significato le tue parole. E’ un autogol”.

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Re: ACF FIORENTINA - CHIEVO VERONA 6:1
« Reply #146 on: 08/29/18, 23:04 »
Gamberini: “Fio-Chievo è stata combattuta per un tempo”. Poi racconta la sua nuova vita

L’ex difensore della Fiorentina si è appena ritirato dal calcio giocato: “Le prime settimane è stata durissima”

Ritiratosi dal calcio giocato al termine della scorsa stagione, Alessandro Gamberini ha appena iniziato ad allenare nelle giovanili del Chievo. E ieri, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, ha raccontato: “All’inizio è difficile metabolizzare l’addio al calcio giocato, ti viene a mancare l’ambiente in cui hai vissuto per 20 anni. Mi sono reso conto che diventi quasi dipendente dalla tensione e dall’adrenalina del campo. Le prime settimane sono state complicate poi ho avuto la fortuna di buttarmi in un progetto stimolante per me, da allenatore negli Allievi Nazionali del Chievo”. Su Fiorentina-Chievo 6-1 ha poi aggiunto: “Sono molto legato sia alla Fiorentina che al Chievo, ho seguito la partita di domenica con grande partecipazione. Ho visto un primo tempo molto combattuto, dove la Fiorentina è stata brava a sbloccare ma c’è stato un’ottima reazione del Chievo prima che arrivasse il 2-0, ma il primo tempo è stato giocato alla pari. La rete del 3-0 in avvio di ripresa ha tagliato le gambe al Chievo e da lì non c’è più stata partita” le parole di Gamberini a Sportiva.

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Re: ACF FIORENTINA - CHIEVO VERONA 6:1
« Reply #147 on: 08/29/18, 23:39 »
Bucciantini a VN: “Viola già squadra, in due mi hanno colpito. Protesta? Rispetto ma non capisco, vi spiego”

ViolaNews ha contattato il noto giornalista e opinionista per sapere la sua opinione sul momento che sta vivendo la Fiorentina, tra un grande esordio e il clima di contestazione

ViolaNews ha contattato il noto giornalista e opinionista Marco Bucciantini per sapere la sua opinione sul momento che sta vivendo la Fiorentina tra un grande esordio e il clima di contestazione:

Impressioni sull’esordio?
“La Fiorentina si muove già da squadra, ha buone distanze; deve attaccare la palla, accorciare il campo in avanti perché non ha il regista che la fa ripartire dal basso, se aspetta e contiene bassa diventa poi prevedibile e faticosa. Per questo nel primo gol la posizione di Milenkovic mi è piaciuta, la sua aggressività, è già addosso all’attaccante e toglie aria all’uscita di palla avversaria. In un’azione con gli attaccanti in area e Benassi al tiro, lui ha accorciato benissimo il campo in avanti, coerentemente. La partita poi ci ha mostrato che in campo aperto, se può correre, la Fiorentina può fare male ed essere anche bella da vedere. Poi mi piace sottolineare che i nostri 5 marcatori hanno un’età media intorno ai 22 anni: in questo momento, con questa proprietà e questi propositi (a volte deludenti), questo è almeno un modo ragionevole di fare calcio a Firenze, che ha nella sua storia l’idea di essere una squadra giovane, forte e bella”.

Qualche singolo che l’ha colpita?
“Gerson: è venuto in Italia da fenomeno, ha trovato difficoltà all’inizio a Roma, la concorrenza lo ha penalizzato, ha perso fiducia e ha mostrato limiti di “velocità” di esecuzione. Ma potrebbe esplodere a Firenze, qui ha la fiducia di tutti, qui sa che ci sono minuti da giocare, errori da poter permettersi. Anche Simeone mi è piaciuto, ha un impatto agonistico sulla partita fantastico, da esempio per i compagni. Da sottolineare anche il gesto di Milenkovic sul primo gol poi decisivo, infine ho apprezzato tanto la personalità degli esterni bassi anche in vantaggio”.

Contestazione?
“La proprietà ha dichiarato le sue intenzioni. Ha “proclamato” la distanza, mandando un messaggio a volte altezzoso e arrogante: ogni tanto si riavvicina, ogni tanto si allontana nuovamente. Ho denunciato l’avarizia umana come più fastidiosa di quella economica e credo che le contestazioni s’infilino in questa distanza perché il calcio è sentimento, è la condivisione di un’emozione, di un sogno, anche di una delusione. E il tifoso è l’unico che nel calcio investe a fondo perduto. C’è chi investe il capitale di rischio e spera di “rientrare”, c’è chi ci guadagna (giocatori, staff tecnici e dirigenziali) e c’è chi mette i soldi, e basta, per passione. E’ quasi come l’amore verso un figlio: puro. Questa differenza va capita, e va rispettata. Detto questo, non ho mai capito chi va allo stadio per contestare. Quando ero bambino e facevo 400 km per andare allo stadio mi realizzavo vedendo la partita, l’evento. Lì consumavo tutta l’adrenalina, l’attesa, la passione. Per me lo stadio è questo: un (raro) momento di condivisione. Ma finché la contestazione è civile, è politica (nel senso che è manifestata nell’unico momento di raduno), va accettata, ascoltata. Andrebbe anche capita: però vedo la solita tendenza all’esasperazione, pro e contro, e questo è privo di costrutto e di senso. Vorrei comunque una società più presente, più generosa: tra l’altro, c’è un’idea – tattica, anagrafica, culturale – dietro questa squadra, che davvero sembra meno spontanea e più costruita di altre edizioni. Bisogna saperla diffondere, e per farlo devi andare fra la gente. Ma allo stadio divertiamoci, in quel biglietto paghiamo il nostro diritto alla felicità”.

Emanuele Russo Fiorillo
@E_RussoFiorillo
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