Nicchi? C’è posta per te. E come insegna la De Filippi conviene «aprire la busta». Dopo 180 minuti di campionato la pazienza della Fiorentina è già al limite. Due giornate, due errori madornali che hanno zavorrato i viola. Nella prima partita in casa col Napoli avvio tutto in salita dopo il gol-non gol di Cavani. Il pallone sul colpo di testa non supera la riga. Gervasoni invece si consulta con Galloni, il suo guardalinee, e convalida la rete che costringe la Fiorentina a una difficile rincorsa culminata con il gol del pari di D’Agostino.
Seconda giornata: stavolta è il guardalinee Cariolato a sbagliare ad alzare la bandierina sul fuorigioco fischiato dall’arbitro Orsato. Kroldrup infatti è in posizione regolare quando parte il cross di D’Agostino che il danesone mette in rete di testa in tuffo. E stavolta la Fiorentina non ce la fa più a pareggiare il risultato con il Lecce.
Errori e limiti dei viola in campo non vanno dimenticati e i protagonisti, dal tecnico ai giocatori, non si sono attaccati ai due svarioni, rifiutando alibi. Ma le partite, si sa, vengono decise anche dagli episodi. Avesse raggiunto il pari a Lecce, nonostante i difetti di gioco e personalità palesati, l’aria a Firenze sarebbe più serena.
E la società? A Lecce scelto il basso profilo pubblicamente ( « L’errore era talmente evidente che non c’era bisogno di evidenziarlo ulteriormente», faanno sapere dal club), per non creare subito confusione, per non fornire giustificazioni al gruppo. I vertici della società sono delusi dalla prestazione opaca della squadra e nonostante l’erroraccio subito ritengono che la Fiorentina, per come è attrezzata, dovesse vincere ugualmente o comunque fornire una prestazione totalmente diversa. Detto questo però, per le vie ufficiali, si farà sentire. Probabilmente con una lettera da inviare al presidente dell’Aia Marcello Nicchi e al designatore arbitrale Stefano Braschi. Toni decisi ma non troppo polemici né minacciosi, non è nello stile della società viola alzare sguaiatamente la voce, ma alla luce anche dei tanti episodi «sfortunati» dello scorso anno, la Fiorentina vuole chiedere— ma sarebbe meglio: pretende — rispetto e attenzione nei suoi confronti. Direzioni di gara equilibrate e meno svarioni. Non viene messa in discussione la buona fede, ma il calcio di oggi richiede da parte di arbitri e guardalinee la massima attenzione. Altrimenti errori così marchiani come quelli subiti non verranno più accettati con la proverbiale eleganza.
I Della Valle non vogliono partecipare al chi urla di più (cattiva abitudine inaugurata quest’anno da Galliani dopo Cesena-Milan) ma neanche passare per coloro che subiscono sempre senza reagire. «Rispetto per Firenze e per la Fiorentina», lo abbiamo sentito dire spesso da Diego e Andrea, e aggiungiamo noi, anche rispetto per la famiglia Della Valle e per i suoi investimenti. Dunque verrà scritta una lettera, ma non si escludono anche altre forme per esprimere il proprio dissenso e malumore, magari utilizzando come nel recente passato il sito ufficiale del club.
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