Adrian Mutu ha voglia di ricominciare. Il suo count down è già scattato. Il D-Day è fissato per il 31 ottobre, a Catania. Il fenomeno, adesso, sogna solo di sdebitarsi. In tanto, attraverso il socialnet work Twitter, ha voluto dire grazie a tutti i tifosi che in questi mesi non lo hanno abbandonato -«grazie a chi mi ha sempre sostenuto».Poi ha lanciato la sua sfida:« Sono pronto » .Già, perché archiviata la vicenda legata alla squalifica per sibutramina, il campione romeno non pensa altro se non al riscatto. Per sé stesso, ma anche per la squadra. Perché dopo essere stato sospeso per via della positività al doping, niente è stato più uguale a prima. Neppure per la Fiorentina.
SENZA MUTU, IL BUIO - Fin dalla gara contro il Cagliari, la prima senza Adrian, tutto è come precipitato. Sono arrivate le sconfitte, l’eliminazione dalla semifinale di Coppa Italia e pure quella dagli ottavi di finale di Champions League (con la complicità, in questo caso, della svista arbitrale di Ovrebo), con la conseguente uscita dalla corsa verso un nuovo piazzamento europeo. Si disse che un ciclo era finito, quello legato alla gestione Prandelli, che semplice mente avrebbe dovuto iniziarne un altro, con Sinisa Mihajlovic. Eppure, nelle prime due gare di campionato, contro Napoli e Bari, sono emerse le stesse difficoltà. Costretti a fare a meno di Mutu, i viola non hanno saputo ripartire.
DODICI KO - Detto che l’ultima vittoria della Fiorentina risale addirittura al 28 marzo scorso e che da allora si contano quattro pareggi (contro Parma, Inter, e Siena la scorsa stagione, a cui va aggiunto l' 1- 1 con il Napoli di due settimane fa) e ben cinque sconfitte, i viola da quando sono stati costretti a rinunciare ad Adrian hanno messo ben 12 ko. Troppi per una squadra che pure era riuscita ad arrivare, un anno fa, prima nel girone di qualificazione di Champions League. I soli cinque successi, arrivati tutti nella passata stagione, mettendo insieme Europa e campionato, sono troppo pochi. Serve un’immediata inversione di rotta. Più o meno la stessa che proprio Mutu era riuscito ad imprimere alla stagione subito dopo la sosta invernale, mettendo insieme sette gol in sei gare (tra campionato e Coppa Italia).
MOTIVAZIONE - La sua motivazione, ora, è pure doppia. Intanto vuole dimostrare alla società di essere ancora il giocatore in grado di cambiare il destino di una partita con una giocata, poi vuole pure sdebitarsi con Firenze, la città che mai gli ha voltato le spalle. Adrian è pronto a mettersi in discussione. Non si tira indietro, anzi freme. Mancano 47 giorni e l'incubo, suo e di una Fiorentina incredibilmente Mutu- dipendente, sarà davvero finito.
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