La Fiorentina batte il Mainz ai rigori: Lafont è un muro, bene anche Sottil. Gerson e Norgaard da rivedere
I nostri “più” e “meno” della Fiorentina dopo l’amichevole col Mainz
La Fiorentina si aggiudica la Opel Cup battendo ai rigori i padroni di casa del Mainz. Questi nostri “più” e “meno” dell’amichevole:
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Un muro. Sostantivo che calza alla perfezione per descrivere l’inizio di stagione di Alban Lafont. Dopo aver ben figurato nelle scorse partite, il portiere francese si conferma anche nell’amichevole contro il Mainz valida per la Opel Cup. Nel corso dei quarantacinque minuti compie tre parate miracolose: la prima al decimo negando il gol a Gbamin, la seconda al dodicesimo in occasione di una sassata mancina sugli sviluppi di un angolo, la terza al ventunesimo quando devia in corner il tiro di De Blasis. Impreziosisce la sua bella prestazione parando un rigore nella lotteria dei penalty. Non solo perché Lafont dà sicurezza alla difesa anche nelle uscite alte e nell’impostazione della manovra. L’acquisto del classe 1999 si sta rivelando, fin qui, il più azzeccato. Se son rose…
Bene anche Sottil, schierato sulla fascia destra in supporto a Vlahovic. Quando può punta il diretto marcatore e spesso lo salta. La personalità e il coraggio non gli mancano. Non a caso è il giocatore della Fiorentina che va più vicino al gol: al ventiduesimo con una botta dalla distanza, al trentaquattresimo con un tiro di destro dopo un bel doppio passo e al trentottesimo con un piattone che, però, non crea problemi al portiere del Mainz. Sottil c’è, anche se la sua permanenza a Firenze è in bilico, visti gli arrivi di Mirallas e Pjaca.
MENO
Da rivedere, invece, Norgaard e Gerson. Il primo è stato provato da Pioli come regista davanti alla difesa, ruolo che ricoprirà contro la Sampdoria vista la squalifica di Veretout. Il danese fatica ancora a creare gioco, le gambe – com’è normale che sia – sono imballate. E non dimentichiamoci che sta imparando l’italiano. Al quindicesimo ha l’occasione di portare in vantaggio la Fiorentina, ma spara il pallone in curva a porta a vuota. Peccato. Sarebbe stata una bella iniezione di fiducia.
Anche il secondo, schierato mezz’ala, ha faticato a mettersi in moto. I carichi di lavoro si stanno facendo sentire e per di più arriva da un infortunio. Gli manca ancora il ritmo di gioco, ma col tempo arriverà. Al decimo perde una palla velenosa a centrocampo. Il Mainz riparte in contropiede, ma poi Lafont compie il miracolo su Gbamin. Che dire: meglio sbagliare adesso che fra due settimane.
Stefano Niccoli
@stefanoniccoli3