Zero squadre nazionali a playoff o finali: prosegue il trend negativo. Un fallimento che deve far riflettere
Zero. Come le squadre della Fiorentina qualificate ai playoff o alle fasi finali dei campionati nazionali Under 17, Under 16 e Under 15. Due sesti posti e un settimo che messi insieme tolgono la squadra viola dalla geografia dell’élite dei settori giovanili in Italia.
Un fallimento su tutta la linea, soprattutto se confrontato con i risultati di altre realtà, sia superiori che inferiori: Inter, Juventus e Roma con tre squadre su tre alle finali, Napoli e Atalanta ne portano due direttamente alle finali e una playoff, una e una per Novara, Torino e Sassuolo, una formazione alle finali per Ascoli e Lazio, tre ai playoff per Milan e Genoa, due playoff per Sampdoria, Frosinone e Bari, una sola ai playoff per Benevento, Cagliari, Palermo, Cesena, Salernitana, Avellino e Udinese.
Ci sono tutte, mancano solo Chievo, Empoli e Fiorentina appunto. E l’assenza dei viola fa molto rumore, perché è la conferma di un trend negativo iniziato la scorsa stagione, quando solo gli Under 16 centrarono la qualificazione ai quarti di finale (dove poi arrivò l’eliminazione), mentre Under 17 e Under 15 arrivarono rispettivamente settimi e ottavi. Con la riforma dei campionati, e quindi con la separazione tra club di A e B da quelli di C, nonché con l’introduzione della categoria Under 16, la Fiorentina si è fortemente ridimensionata.
Perché i risultati (scadenti) sono la conseguenza di una linea strategica, evidentemente, da ripensare. Nel corso degli anni si è pescato a piene mani un po’ ovunque, in Italia e all’estero, rivoluzionando intere rose nel passaggio dai Giovanissimi Prof agli Under 15, e poi ancora aggiungendo elementi su elementi fino alla Primavera, dove ulteriori tagli orizzontali hanno disperso qualche talento che adesso si sta mettendo in luce altrove (vedi alla voce Zaniolo).
Una gestione che nel corso di questi anni non solo ha prodotto appena una manciata di calciatori da Serie A (Bernardeschi, Babacar, Chiesa e D’Ambrosio i casi più illustri, con Mancini, Capezzi, Venuti e Iemmello in rampa di lancio, all’estero c’è Piccini), ma neanche ha ottenuto risultati a livello di competizioni nazionali. I numeri parlano chiaro: a livello Under 17 l’ultima finale scudetto giocata (e vinta) risale alla stagione 2008/09, a livello Under 15 (anche qui giocata e vinta) all’annata 2010/11. Nel mezzo solo mancate qualificazioni o eliminazioni nella fase a eliminazione diretta, spesso prima delle semifinali.
Saranno giorni di riflessione profonda, o almeno speriamo, perché, per non buttare via il bambino con l’acqua sporca, serve un cambio di rotta. Anche e soprattutto per dare senso allo sbandierato progetto di voler investire e puntare sul settore giovanile a livello di strutture. Perché alla fine si raccoglie sempre quello che si semina. E se decidi di tagliare di netto la pianticella che hai cresciuto con cura e dedizione, in favore di una pianta solo apparentemente più robusta, il raccolto non potrà che essere di livello scadente.