Author Topic: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2  (Read 1942 times)

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Re: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2
« Reply #72 on: 04/03/18, 23:25 »
Dabo: "Una vittoria per Davide"

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Re: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2
« Reply #73 on: 04/03/18, 23:26 »
Presidente Cognigni: "Grande qualità dei ragazzi. Accoglienza Udinese ottima in uno stadio di proprietà"

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Re: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2
« Reply #74 on: 04/03/18, 23:27 »
Le curiosità del dopo gara

Per la prima volta nella sua storia l’Udinese ha perso sette partite di fila in Serie A.

Dall’altra parte invece, la Fiorentina non vinceva cinque gare consecutive in campionato da ottobre 2015.

Era da settembre 2015 inoltre, che l’Udinese non usciva sconfitto in tre match casalinghi di fila in campionato.
   
Nono gol di Giovanni Simeone in questo campionato, l'attaccante argentino non segnava fuori casa dallo scorso ottobre.
   
Quinta rete per Jordan Veretout in Serie A, prima su rigore nel massimo campionato italiano.
   
Solo in un'altra occasione Jordan Veretout aveva segnato in due match fuori casa consecutivi nei top-5 campionati europei, quando vestiva la maglia del Nantes tra ottobre e novembre 2014.
   
Prima di questo rigore l'Udinese era l'unica squadra che non aveva subito gol dal dischetto in questa Serie A.
   
La Fiorentina ha terminato un primo tempo in vantaggio in quattro delle ultime cinque partite in campionato, tante quante volte ci era riuscita nelle precedenti 19.
   
Per la prima volta in questo campionato la Fiorentina ha cambiato cinque titolari rispetto alla partita precedente.
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Re: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2
« Reply #75 on: 04/03/18, 23:28 »
Highlights: la vittoria viola Udinese-Fiorentina 0-2 (Veretout, Simeone)

Guarda la sintesi della partita.

http://it.violachannel.tv/dettaglio-pagina-video/items/id-03-04-2018_22-03-21_highlights-la-vittoria-viola-udinese-fior.html
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Re: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2
« Reply #76 on: 04/03/18, 23:52 »
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Re: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2
« Reply #77 on: 04/04/18, 22:20 »
Pioli ha in mano timone e ricetta: così la Fiorentina sta superando se stessa

La mano ferma di Pioli ha contribuito a costruire il sentimento di unità che lega la squadra. L’Europa è un “di più”, ma con fiducia ed entusiasmo si può costruire il futuro

Non è mai facile restare obiettivi quando le cose che succedono sul campo piacciono e producono risultati. Non è facile a maggior ragione oggi, considerate le premesse di una Fiorentina che a tutto poteva pensare meno che di ritrovarsi in scia per l’Europa a due mesi dal rompete le righe. La sensazione è che lo scossone prodotto dai fatti recenti abbia agito da contrappeso per un ambiente che scosso lo era già, ma per motivi ben più futili. E che da una reazione imprevedibile siano emerse più note positive che negative.

Cinque vittorie consecutive sono un bel numero, e poco importa se gli avversari non erano propriamente di grido. Per chi avesse la memoria corta è utile ricordare che, prima di batterlo al Franchi, la Fiorentina col Crotone aveva perso, e pure male. Quello che ha liquidato l’Udinese oggi è un collettivo più unito, banalmente più in fiducia e quindi più efficace. Nell’arco della partita si sorride di più, ci si applaude di più, ci si muove di più. Ci si aiuta di più. E quindi si mettono in pratica con più fluidità i movimenti, si va più decisi e più numerosi sui contrasti. A tutto questo è da aggiungersi la fluidità tattica, che dopo mesi di stenti ha raggiunto un livello quantomeno soddisfacente: nell’arco dei novanta minuti i giocatori chiave si spostano con i tempi giusti, si conoscono meglio. La difesa passa continuamente da tre a quattro, Benassi gioca in tre posizioni diverse ogni domenica, Chiesa ha capito come limitare il suo anarchismo senza ridurne gli effetti positivi. O ancora: Saponara che lancia segnali di speranza, Dabo che in un contesto dove le cose funzionano può essere prezioso.

I meccanismi sono oliati e l’ingranaggio sta iniziando a muoversi nel modo giusto. Si vedono ad occhio nudo, non più al microscopio, le potenzialità della squadra nel suo complesso. Poi è naturale che la questione obiettivi sia altra cosa. Nella conferenza stampa del post Pioli ha ribadito di non voler parlare di Europa e ne ha tutto l’interesse. Questa Fiorentina non era né è oggi costruita per piazzarsi in una delle prime sette posizioni, pertanto da parte sua far filtrare segnali di ottimismo in quel senso rappresenterebbe un errore strategico. Ricordiamo sempre quali erano le ambizioni di fine agosto: un mercato al ribasso e la parola “transizione” sempre più diffusa erano indicatori precisi tanto per i tifosi quanto per lo stesso allenatore.

Però un merito particolare per quanto successo fin qui a qualcuno deve andare, e quel qualcuno è proprio lui: in campo vanno i giocatori, è fuori discussione, ma Pioli è stato fondamentale nella gestione delle pubbliche relazioni; un’attività che per un gruppo così nuovo, oltre che giovane, non poteva e non può essere trascurata. Si è assunto in estate un impegno considerevole, e lo sta onorando con professionalità ed umiltà sin dal primo giorno. Ha dovuto affrontare una vera e propria rifondazione tecnica, è stato costretto ad accontentarsi, ad investire un sacco di tempo nella socializzazione della squadra. Ha preso batoste ed ha anche commesso errori, che è sempre bene ricordarlo. Però da parte sua non è mai arrivata una parola destabilizzante, mai un mugugno, un accenno di polemica: nessuno come Pioli ha contribuito alla costruzione del sentimento di unità che la Fiorentina di oggi esprime sul campo. È stato paziente nel ribadire le sue posizioni, non ha mai mancato di difendere i suoi giocatori, si è sempre schierato dalla parte di società e proprietà anche quando sembrava che tutto stesse andando alla deriva – e che in mare dovesse finirci pure lui. Ha tenuto in mano con fermezza il timone e oggi la sua ricetta sta dando i frutti che merita.

È un discorso che va al di là del piazzamento finale, qualsiasi esso sarà. Sabato la Fiorentina farà tappa a Roma per affrontare una squadra sempre più coinvolta nella lotta al terzo posto. L’entusiasmo e la spensieratezza saranno armi preziose, ma una sconfitta è da mettere in conto così come lo è una perdita di terreno nei confronti di Atalanta e Sampdoria. Il succo del discorso è che per la Fiorentina oggi l’Europa rappresenta un di più, un qualcosa che non era previsto, e tale dovrà rimanere da oggi fino alla trentottesima per evitare gonfiature. Conta piuttosto dare continuità alle prestazioni positive dell’ultimo mese, conta dare fiducia a chi sta rispondendo presente, e conta farlo soprattutto in vista della prossima stagione.

Questa squadra non è fatta per resistere alla pressione e perciò sarà conveniente per tutti guardare realmente partita per partita, fino alla trentottesima. Se l’entusiasmo e la mano di Pioli saranno sufficienti per fare l’impresa gli scenari futuri potrebbero cambiare in termini di ambizioni: Europa significa appeal, appeal significa giocatori di livello più alto, eccetera eccetera. Servirà una Fiorentina che vada oltre se stessa, o meglio: una Fiorentina che continui ad andare oltre se stessa. E ci sarà bisogno ancora di Pioli, della sua pacatezza e della mano ferma che sin qui lo ha contraddistinto.

Simone Torricini
@TorriciniSimone
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Re: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2
« Reply #78 on: 04/04/18, 22:20 »
Centro Sportivo per le giovanili, la Fiorentina spera nell’iter breve: ecco perché

Il punto di Cognigni sul futuro delle strutture societarie

Il Presidente della Fiorentina Mario Cognigni ha parlato ai microfoni di Radio Bruno al termine della gara contro l’Udinese, anche del progetto per il Centro Sportivo delle giovanili gigliate:

    Futuro non può che prescindere da campioni da formare in casa. Abbiamo la necessità di farlo, come lo stadio: dovremo essere autonomi nell’acquisizione delle aree e della costruzione per il Centro Sportivo, spero sia un iter più spedito

Redazione VN
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Re: UDINESE CALCIO - ACF FIORENTINA 0:2
« Reply #79 on: 04/04/18, 22:29 »
Vista sull’Europa: la Fiorentina vola sempre più in alto

La Fiorentina non gioca sempre bene a Udine, ma lo fa da squadra vera e consapevole: molta presenza fisica e determinazione per estrarre tre punti nella miniera dura bianconera

Quinta vittoria consecutiva e aggancio del settimo posto con vista sull’Europa, l’abbraccio di gruppo dopo il raddoppio di Simeone decolla verso l’alto dove qualcuno molto speciale sta – di sicuro – guardando la partita. La Fiorentina – scrive La Nazione – torna nel posto del suo dolore più devastante e onora la memoria del capitano Astori giocando non sempre bene, ma da squadra vera e consapevole: molta presenza fisica e determinazione per estrarre tre punti nella miniera dura dell’Udinese, precipitata in un tunnel lungo sette sconfitte e assatanata nei contrasti. Dall’altra parte, molti muscoli viola: roba da uomini, non da ragazzi.

Vittoria meritata, il gol su rigore di Veretout e il raddoppio di Simeone sono la sintesi di una superiorità esercitata con caparbietà, più che con stile, ma chi fa lo schizzinoso? Molte cose succedono a Udine, compresa la contestazione dei tifosi contro il presidente Pozzo, ma qui interessa la storia della Fiorentina e le cinque vittorie consecutive (come nel primo anno di Sousa, quando la squadra schizzò al primo posto in classifica) sono una pozione magica che apre prospettive insospettabili. E’ ancora più significativo che tutto questo succeda a Udine, dove l’inno viola viene applaudito dai tifosi dell’Udinese, che al tredicesimo minuto si alzano in piedi e srotolano uno striscione per ricordare Astori: ‘Mandi Davide’. Ciao Davide, la Fiorentina si immerge nei sentimenti e riaffiora fortificata, unita, perfino cattiva a livello agonistico: e ora la Roma sabato prossimo, senza Chiesa.

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