Author Topic: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0  (Read 2033 times)

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Re: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0
« Reply #96 on: 03/12/18, 02:41 »
Dopo il fischio finale

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Re: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0
« Reply #97 on: 03/12/18, 15:23 »
Le prime pagine dei quotidiani sportivi nazionali

Le aperture oggi in edicola de La Gazzetta dello Sport ed Il Corriere dello Sport

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Re: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0
« Reply #98 on: 03/12/18, 15:26 »
Buon viaggio Capitano: Fiorentina-Benevento come una terapia collettiva

In 35mila al Franchi per l’ultimo saluto a Davide Astori

Vi proponiamo una parte dell’articolo de La Nazione sulla giornata di ieri al Franchi in ricordo di Davide Astori:

“Come si fa a spiegare quello che è successo a Firenze, fra lacrime, orgoglio e Davide che non c’è più ma sembra ci sia più di prima, come ci si difende dai brividi quando Vitor Hugo salta così in alto da sembrare in fase di decollo e segna – proprio lui che ha preso il posto di Astori – il gol che decide la partita? Come si fa a non emozionarsi per la polverina magica che scende da una spiegazione incredibile, dopo una una morte che nessuno è riuscito ad accettare? E allora anche i numeri possono diventare poesia: Davide con il 13, Hugo con il 31, invertite dunque solo le cifre, e 31 erano anche gli anni di Astori. Poi guardate il tabellone elettronico: rete segnata esattamente alle 13. Subito dopo il gol, il cielo rovescia un temporale e tutti provano a decifrare le nuvole: qualcuno con la barba ci sta guardando, da lassù?

Più che una partita di calcio, Fiorentina-Benevento è stata una terapia collettiva. Tanti tatuaggi scritti con il cuore: «Ci sono uomini che non muoiono mai, ci sono storie che verranno tramandate in eterno… Buon viaggio capitano».E’ lunga una sessantina di metri la dedica di stoffa sotto la curva Fiesole, altri striscioni compaiono ovunque, i palloncini bianchi e viola sono pronti al decollo e tutti sanno che al tredicesimo minuto la partita si fermerà per un altro saluto a Davide, con una coreografia mozzafiato in curva Fiesole. Il silenzio è l’unico messaggio comune fra le 35mile tristezze diverse che riempiono il Franchi, gli applausi sgorgano quando lo speaker legge le formazioni. Le squadre si riuniscono al centro del campo e nessuno fiata, l’abbraccio di tutti i giocatori è muto fino a quando la Fiesole scandisce il nome del capitano viola con un muro sonoro che fa venire i brividi”.

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Re: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0
« Reply #99 on: 03/12/18, 15:35 »
L’edicola ‘Fiorentina’ di oggi

Tutto il viola sulle colonne de La Nazione-QS, La Repubblica Firenze, Il Corriere Fiorentino

LA NAZIONE-QS




REPUBBLICA FIRENZE

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Re: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0
« Reply #100 on: 03/12/18, 15:37 »
I titoli viola dei quotidiani di oggi

La nostra rassegna stampa ‘ultra veloce’ sulla Fiorentina

QUOTIDIANI SPORTIVI


A pagina 16 e 17: “Firenze e la Serie A ricordano Astori“. In taglio basso, a pagina 16, le parole di Pioli: “Niente sarà più come prima”. In taglio basso, a pagina 17: “Segna l’erede Vitor Hugo: vince la Fiorentina”.


In apertura “Sempre con noi”, nell’occhiello “Astori nel destino e nel futuro, al minuto 13 tutti fermi. La Fiorentina vince con Hugo, maglia 31. La commozione dei Della Valle”. A pagina 2 “Astori per sempre”, mentre in taglio basso “Dal Franchi a Marassi: ciao Davide”. A pagina 3 “Giusto sia andata così”, nel sommario “Pioli: Bisogna credere in qualcosa… Giocare? Lo hanno deciso i ragazzi”. In spalla “Vitor Hugo, una trama da romanzo”. A pagina 4 “Un ponte nuovo Viola-Della Valle”, mentre a pagina 5 “Senza più lacrime, abbiamo vinto. Con Davide”.

QUOTIDIANI POLITICI


In apertura del QS: “Ha vinto lui” (in foto la coreografia della Curva Fiesole e gli occhi di Davide Astori che guardano idealmente il Franchi). A pagine 2 e 3: “Buon viaggio capitano”. A pagina 4 le parole dei Della Valle: “Grazie al popolo viola”. A pagina 5 le parole di Pioli: “Sappiamo cosa fare”. A pagina 6: “Saponara gioca, con lui c’è Asto”.


Nella fotografica centrale “Astori, silenzio e lacrime allo stadio: omaggio nel segno del numero 13”, nel sommario “In 35.000 al Franchi. I simboli e il gol della vittoria del difensore che l’ha sostituito”. A pagina 2 “Lacrime nel silenzio, così il popolo viola ricorda il capitano”. A pagina 3 “Il suo aiuto da lassù nel giorno più triste”.


In apertura: “Onore al capitano“. A pagina 2: “Ripartiamo da qui”, con sottotitolo: “Il tributo del Franchi, il ritorno alla vittoria. I Della Valle in lacrime: ‘Grazie Firenze'”. A pagina 3: “Gli incroci del destino: gol alle 13, dedicato al 13”. In taglio basso: “Buffon piange e Cagliari si alza tutta in piedi”. A pagina 4 l’articolo di David Guetta: “La mia radiocronaca nel silenzio”.

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Re: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0
« Reply #101 on: 03/12/18, 15:38 »
Hugo, partita tutta muscoli e cuore: il gol è un altro tocco di magia

La partita di Vitor Hugo è stata tutta tackle, grinta e colpi di testa: il gol è un premio

Sul Corriere Fiorentino si parla di Vitor Hugo, autore, contro il Benevento, del primo gol in maglia nel segno del destino. Ieri il brasiliano ce l’ha messa tutta per onorare Astori. Sulle sue spalle (e su quelle di Badelj), capitano con la fascia dei 4 colori del Calcio Storico pesava l’onere più grande: sostituirlo in campo, senza che l’assenza della “luce, come l’ha chiamato Badelj in Santa Croce si facesse sentire troppo. Hugo ha usato muscoli e cuore, come piace a lui. La sua partita è stata tutta tackle, grinta e colpi di testa: il gol è un premio, la dedica al capitano, con quella maglia celebrativa tenuta in mano dal massaggiatore viola (Daniele Misseri) che ha trovato Davide in camera ormai privo di vita, è un altro tocco di magia di una domenica indimenticabile.

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Re: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0
« Reply #102 on: 03/12/18, 15:39 »
Onore al Capitano: una domenica che è già nella storia della Fiorentina

Il tributo del Franchi ad Astori, il ritorno alla vittoria, i Della Valle in lacrime. I tifosi hanno lasciato un po’ meno soli Marco e Renato, fratello e babbo di Astori

Di seguito una parte dell’articolo del Corriere Fiorentino sul ricordo di Davide Astori:

“Il fondo e la rinascita. Il momento più difficile: entrare allo stadio senza di lui. E quello del conforto, a singhiozzare abbracciati in mezzo al campo, dopo essersi lasciati cadere, stremati da una giornata entrata nella storia della Fiorentina. “Trovate la forza” aveva chiesto Diego Della Valle ai giocatori. Lui che prima della partita è commosso, solitario, davanti alle sciarpe, ai messaggi, ai fiori che nell’ultima settimana hanno rivestito le cancellate del Franchi e che insieme al fratello Andrea ha trovato la forza di rimettersi al timone di questa nave viola sperduta in mezzo alla tempesta.

E’ stata una domenica speciale quella del Franchi, alla ricerca di un appiglio a cui aggrapparsi per ripartire insieme, sapendo che prima o poi anche le lacrime sono destinate ad asciugarsi. Lo sanno anche Marco e Renato, fratello e padre di Astori, presenti in tribuna nonostante tutto, a raccogliere l’emozione collettiva di un Franchi che ha saputo farli sentire un po’ meno soli”.

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Re: ACF FIORENTINA - BENEVENTO CALCIO 1:0
« Reply #103 on: 03/12/18, 15:40 »
Ferrara scrive: “Lacrime nel silenzio, così il popolo viola ricorda il capitano”

Perché rinascere da questa domenica vuol dire avere un’anima che è un fiume in piena. E ripartire tutti in insieme, verso un’unica direzione

L’eredità di Davide è uno stadio pieno come non vedevamo da anni, è il silenzio e poi le lacrime, è la voglia di ricominciare senza sapere come sarà mai possibile. L’eredità di Davide è la mistica dei numeri, quando pensi che niente è un caso e scopri che Vitor Hugo ha il numero trentuno sulle spalle, come gli anni di Davide, e segna un gol saltando in cielo alle tredici in punto e che quella di ieri era la sua tredicesima presenza con la maglia viola addosso. In più si chiama Vitor come la piccola Vittoria, e gioca nel ruolo che fu del capitano. Tutto questo non spiega niente, o forse tutto, perché racconta ciò che è stata questa domenica che non dimenticheremo mai, perché le ripartenze della vita nascono sempre da dolore, dalla rabbia, dal desiderio di dedicare qualcosa di importante a chi non c’è più. Ma ciò che nasce dal pianto e dal senso di vuoto è questo farci coraggio sotto la pioggia, questo ritrovare l’umanità in un mondo che la nasconde dietro frasi fatte e giochi di parole a effetto che fanno i titoli sui giornali e in tv.
L’eredità di Davide è anche l’immagine della tribuna d’onore che è una fuga indietro nel tempo: i Della Valle applauditi dal Franchi, i fratelli di Davide commossi e incoraggiati dai pensieri affettuosi di 35 mila tifosi che anche per questo sono arrivati qui. È buffo pensare come solo i drammi facciano saltare gli umori del calcio dall’isteria all’amore in purezza. (…)

Rinascere da questa domenica vuol dire avere un’anima che è un fiume in piena. Vuol dire, per i compagni di Davide, attraversare questo dolore nel tempo e scoprire, tra le lacrime, nuove energie. L’eredità di Davide sta nel ricordarsi di quell’appartenenza di cui parliamo sempre, e che quella ha bisogno di unità e lealtà. Che non vuol dire appiattarsi su un pensiero unico, ma ritrovarsi però sotto lo stesso tetto, come una famiglia, ovvero ciò che siamo, anche nel nostro modo di litigare, guardando sempre nella stessa direzione, però. Ma non è un aggettivo zuccheroso a spiegare dove siamo ora. È questo sentirsi confusi, non avere il coraggio di pensare al calcio come lo pensavamo otto giorni fa. Oggi quei pensieri non ci somigliano più, perché, volenti o nolenti, non potremo essere più quelli di prima. E, soprattutto, non lo saranno più quei giocatori, che improvvisamente ci sembrano uguali a noi. Fragili, in cerca di certezze. Sì. Purtroppo questi giorni hanno denudato il cuore di una città. Quella coreografia esplosa in Fiesole al minuto tredici riassume tanto di questo sentimento. Ora è il momento di ricominciare, ricordandoci sempre del nostro capitano e della sua preziosa eredità, che è una lezione da ricordare sempre, anche quando la nostra testa sarà altrove, anche quando discuteremo del mercato o del modulo. E la lezione di Davide è pura e semplice: se vogliamo arrivare lontano dobbiamo camminare tutti insieme nella stessa direzione, forti di un parola che vale tutto: rispetto.

L’ARTICOLO COMPLETO DI BENEDETTO FERRARA IN EDICOLA CON LA REPUBBLICA

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