Author Topic: Fiorentina sconvolta, è scomparso il capitano Davide Astori  (Read 11237 times)

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Badelj, capitano coraggioso: si è preso gli oneri e gli onori di Astori

Badelj vuole ereditare l’esempio di Davide Astori, vuole onorare la sua memora portando avanti il suo credo

Il Corriere Fiorentino parla di Milan Badelj, nuovo capitano dopo la scomparsa di Davide Astori. Il croato si è preso oneri e onori e senza pensarci un minuto di più. Lo ha fatto per Davide, il suo punto di riferimento, la “luce” che ha ispirato quella splendida dichiarazione d’amore letta durante i funerali in Santa Croce.

A fine partita domenica è crollato in un pianto disperato. Milan vuole ereditare il suo esempio, vuole onorare la sua memora portando avanti il suo credo.

Giovedì pomeriggio è entrato in sede e si è messo a scegliere le foto migliori di Davide: voleva creare le maglie celebrative, i poster, le foto ricordo. Voleva che tutto fosse perfetto nella domenica che sarebbe dovuta passare alla storia per il tributo ad Astori. Così è stato perché quella maglietta saluta da Vitor Hugo sull’attenti ha fatto il giro del mondo.

Milan aveva guidato il gruppo anche nella commovente camminata verso il muro di sciarpe, tenendo in mano una rosa bianca. Prima della partita è stato lui a parlare alle pay-tv, un piccolo gesto che i compagni – già scossi e quasi impauriti – hanno apprezzato.

Astori utilizzava tre fasce. Badelj vorrebbe donarne una alla famiglia, l’altra se l’è portata a casa come ricordo di un amico scomparso. La terza, quella coi 4 colori di Firenze, l’ha indossata domenica scorsa e l’ha mostrata ai tifosi a fine partita.

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VIDEO – Astori, la Panini lo omaggia così

Un altro modo, l’ennesimo, per ricordare Davide Astori

http://www.violanews.com/news-viola/video-astori-le-figurine-panini-lo-omaggiano-cosi/

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Jovanotti e la dedica ad Astori: ‘Ciao capitano’ dopo la canzone-tributo


Stefano Rossi
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Il retroscena: tutta la Juventus si ritrovò per volare da Davide

Tutti i giocatori della Juventus sarebbero voluti andare al funerale di Astori, ma il jet privato aveva posti limitati

La Nazione racconta un retroscena sulla partenza della Juventus da Londra direzione Firenze per i funerali di Davide Astori dopo la vittoria contro il Tottenham in Champions League.

“Abbiamo trovato un aereo privato che ci porterà a Firenze domani mattina, ci sono i funerali di Davide. Se qualcuno di voi vuole venire si faccia trovare stanotte nella hall, noi partiamo alle 4 e mezzo”, disse Buffon. Tutta la Juve si ritrovò al piano terra per imbarcarsi sul piccolo jet inizialmente prenotato e pagato dal portiere bianconero. Posti limitati, solo 12 compreso l’equipaggio e infatti sul charter Londra-Firenze sono saliti solo Allegri, Buffon, Chiellini, Benatia, Pjanic, Barzagli, Marchisio, Rugani e Landucci. A Firenze si presentò anche Bernardeschi che era arrivato direttamente da Torino, non avendo partecipato alla trasferta perché infortunato.

Altro retroscena: ai giocatori bianconeri era stato proposto di entrare in Santa Croce passando da un percorso riservato, ma Buffon a nome di tutti ha chiesto di presentarsi sul sagrato per testimoniare insieme ai compagni la propria vicinanza a Firenze.

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Davide per sempre

Per non disperdere tutto questo amore e per mantenere vivo il ricordo di Davide, la Fiorentina provvederà a raccogliere foto, disegni, frasi, poesie, sciarpe e bandiere lasciati ai cancelli di tribuna dello Stadio Franchi.
Tutto il materiale sarà custodito nel rispetto di chi ha voluto lasciare un messaggio per il nostro Capitano ed insieme alla famiglia decideremo come meglio conservare queste dimostrazioni d’amore per mantenerle nel tempo.
 
Cliccando sul link sottostante è stata ricreata la cancellata del Franchi che è visitabile on-line.
- it.violachannel.tv/davidepersempre.html
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Fiore su Astori: “Era come Moretti, leader silenzioso e maturo da sempre”

L’ex giocatore di Torino e Fiorentina Stefano Fiore ha parlato così a Toronews.net:

Emiliano Moretti? Abbiamo giocato insieme a Valencia e lui è quel che si dice un leader silenzioso, uno che non si è mai permesso atteggiamenti egoistici o sbagliati, anche quando, come nel Torino, è una figura di riferimento. Anche da ragazzino sembrava più grande e maturo di quanto fosse, io l’ho sempre detto. Dava l’esempio in silenzio, allenandosi e non fiatando mai, anche quando veniva considerato poco dagli allenatori. Lui non è uno che ti colpisce in campo, ma è affidabile e quando hai una carriera lunga come la sua vuol dire che gli allenatori apprezzano le doti tecniche, ma anche quelle umane. Emiliano è sempre stato positivo, pronto a fare quello che serviva nei modi e nei tempi giusti e in maniera da essere seguito dal gruppo. Questo aspetto della sua persona credo che gli abbia allungato la carriera. Emiliano è un ragazzo speciale.

Non ho avuto la fortuna di conoscere Davide Astori perché quando lui iniziava a giocare, io finivo. Non ho fatto in tempo a incrociarlo, ma secondo me avrebbe potuto diventare un “Moretti”. Anche lui è sempre stato uno sì ben considerato, ma mai da prima pagina, un ragazzo pacato, non alla ricerca di chissà che cosa. Per motivi drammatici abbiamo scoperto dalle testimonianze di tutti quelli che gli volevano bene che le nostre impressioni erano esatte, che tutti quei valori che si intravedevano dall’esterno, li portava davvero dentro di sé. Abbiamo perso una gran bella persona.

Queste figure nel mondo del calcio sono sempre più rare, in via di estinzione. Un po’ perché le difficoltà fanno emergere chi sei davvero e spesso svelano chi pensa più a sé che al gruppo, un po’ perché i tempi cambiano e le valutazioni sono diverse. Io rimango un romantico e per quanto un cambiamento ci sia stato, anche a livello “genetico” (un calciatore di oggi è molto diverso fisicamente anche solo da uno della mia generazione), ciò che non deve cambiare è l’importanza dei valori umani. Bisognerebbe considerarli di più, perché se è vero che a pallone si gioca coi piedi, col fisico e con la testa, le partite si vincono anche col cuore e le qualità morali. E quelle non si allenano, o le hai o non le hai. Però queste risorse – e non uso un termine a caso – dovrebbero essere sottolineate e valorizzate nei modi e nei tempi giusti. Non solo, come successo con Davide, quando ormai è troppo tardi.

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Morte Astori, professor Peter Schwartz: “Bradiaritmia? Sono molto scettico”

Il parere del professore esperto sul decesso di Astori

In attesa dei risultati dell’autopsia, che chiariranno le effettive cause della morte di Davide Astori, dell’improvvisa scomparsa del difensore della Fiorentina ha parlato a Sportmediaset il professor Peter Schwartz, medico, cardiologo e scienziato che studia da sempre, sia sotto il profilo clinico che genetico, la morte cardiaca improvvisa ed è per questo riconosciuto, a livello internazionale, come uno dei massimi esperti in materia. Schwartz, che ha diretto per venti anni l’Unità di cardiologia dell’Università di Pavia presso il Policlinico S. Matteo e attualmente è direttore del Centro per lo studio e la cura delle aritmie di origine genetica dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano, ha spiegato: “Attraverso i media si è parlato di “morte per bradiaritmia” (cioè per rallentamento progressivo della frequenza cardiaca fino all’arresto).

Personalmente sono molto scettico su questa interpretazione. Sono rarissimi i casi (alcune malattie genetiche familiari) nei quali una grande riduzione della frequenza cardiaca porta a morte, in assenza di altre patologie. Il fatto che negli atleti la frequenza cardiaca di notte scenda a livelli molto bassi (intorno ai 30 battiti/minuto) può aver spinto le ipotesi in questa direzione, ma non si muore per questo. Sembrerebbe che dall’autopsia gli esperti periti abbiano dedotto che la morte è stata lenta; un elemento che potrebbe supportare questa ipotesi di solito è la presenza di un imponente edema nei polmoni. Tuttavia quest’ultimo può verificarsi anche con una morte da tachiaritmia (cioè da aritmia ad alta frequenza cardiaca), che è la causa più frequente di morte improvvisa. Pur non avendo alcun dato sull’autopsia è questo il meccanismo che io ritengo più probabile”.

Entrando nello specifico medico, Schwartz, che sempre lavorato a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti e in Sud Africa, ed è l’unico ricercatore europeo le cui ricerche sono state finanziate dal governo americano ininterrottamente, proprio per la loro importanza, per oltre quaranta anni, ha aggiunto che “La morte improvvisa è dovuta a fibrillazione ventricolare (il cuore passa di colpo da 60-70 battiti/minuto a 4-500 battiti/minuto e non riesce più a espellere il sangue nelle arterie, la pressione arteriosa crolla a zero e dopo pochi minuti vi è la morte cerebrale). In molte malattie cardiache genetiche, e tipicamente negli atleti, questa fibrillazione ventricolare è preceduta da una aritmia meno veloce (circa 170-250 battiti/minuto), la tachicardia ventricolare, che fa scendere di molto la pressione arteriosa ma, se il soggetto è in posizione orizzontale (come quando si dorme), non sotto a 40-50 mmHg di pressione arteriosa. A questi livelli si perde la coscienza ma non si muore e il cervello continua a ricevere un po’ di ossigeno. Senza un pronto intervento esterno, dopo un tempo variabile da pochi a parecchi minuti, la tachicardia evolve in fibrillazione ventricolare e la persona muore. Questo tempo, relativamente lungo, può benissimo causare un importante edema polmonare. In questa fase il paziente emette dei suoni preagonici (“gasping”) che svegliano l’eventuale compagno/a di camera e che spesso permettono di salvargli la vita”.

Ma quali malattie potrebbero quindi aver causato la morte di Astori?
“Senza aver visto gli esami clinici fatti negli anni ad Astori, e soprattutto gli elettrocardiogrammi (ECG), è poco cauto pronunciarsi – spiega Schwartz -. Due malattie associate a morte improvvisa nel sonno sono la sindrome del QT lungo tipo 3 e la sindrome di Brugada. Mi sembra però improbabile che i cardiologi che controllano tutti gli atleti professionisti come Astori non se ne fossero accorti. L’esame genetico potrebbe portare le risposte giuste”.

Quali sono le ricerche su questo argomento che lei e il suo team state conducendo?
Io mi sono sempre occupato della morte improvvisa, nei bambini, negli adulti, e negli atleti. Recentemente abbiamo ricevuto dal Ministero della Salute un importante finanziamento per studiare, insieme a due grandi esperti di cardiologia dello sport quali il prof. Pelliccia di Roma e il dott. Sarto di Treviso, 1000 atleti con l’obiettivo di identificare malattie genetiche associate a rischio di gravi aritmie. Lo studio è nato anche dalla nostra scoperta che alcuni giovani sportivi mostrano delle alterazioni dell’ECG che fanno pensare ad una malattia pericolosa come la sindrome del QT lungo ma che invece sono dovute soltanto ad una predisposizione genetica per cui il training fisico allunga l’intervallo QT. Queste alterazioni sono spesso reversibili con il “detraining” (una importante riduzione nella frequenza e intensità degli allenamenti) e portano ad escludere la malattia evitando devastanti danni psicologici. Allo stesso tempo questo studio permette di identificare i giovani realmente a rischio”.

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Butragueño: “Astori? Impressionato dai tifosi della Fiorentina”

Emilio Butragueño, direttore delle relazioni istituzionali del Real Madrid, ha parlato da Nyon attraverso le frequenze di RMC Sport in merito all’abbinamento con la Juventus per i quarti di Champions League. Nel corso dell’intervista anche un passaggio sulla Fiorentina e la morte di Astori:

La famiglia del calcio è composta da tutti noi. E’ stata una notizia triste, quando accade una tragedia del genere bisogna unirsi. Siamo stati vicini alla Fiorentina e alla sua famiglia, abbiamo pensato che doveva essere così. Abbiamo affrontato Astori nel torneo Santiago Bernabeu della scorsa estate. Mi ha impressionato il comportamento dei tifosi della Fiorentina, hanno avuto rispetto per il calciatore e per tutti gli altri presenti alla cerimonia. Quando si verificano queste brutte situazioni, tutti noi dobbiamo essere uniti.

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