Author Topic: Fiorentina sconvolta, è scomparso il capitano Davide Astori  (Read 2509 times)

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Da Taccola ad Astori, quando la morte colpisce in diretta

Sono diversi i calciatori scomparsi per problemi, per lo più cardiaci, durante una partita o un allenamento, sotto gli occhi delle telecamere, dei compagni e dei tifosi, o comunque mentre erano in ritiro o per le conseguenze del lavoro in palestra

Decessi nel calcioSono diversi i calciatori scomparsi per problemi, per lo più cardiaci, durante una partita o un allenamento, sotto gli occhi delle telecamere, dei compagni e dei tifosi, o comunque mentre erano in ritiro o per le conseguenze del lavoro in allenamento. Dall’improvvisa morte di Giuliano Taccola, avvenuta nel marzo del 1969 a Cagliari, si sono susseguiti una serie di decessi che hanno particolarmente colpito i tifosi e gli appassionati di calcio italiani e non solo.
Quella che segue è una lista, già elaborata dal Corriere.it negli anni scorsi, con cui vogliamo ricordare la memoria di questi ragazzi che ci hanno lasciato troppo presto.

Giuliano Taccola
L’attaccante della Roma è morto il 16 marzo 1969, all’età di 25 anni, allo stadio Amsicora subito dopo la partita Cagliari-Roma. Prima della gara aveva detto al medico della Roma, professor Massimo Visalli, che non si sentiva molto bene: temperatura di 37,4° e aveva assunto medicinali per ridurre la febbre. Rientrato negli spogliatoi a fine partita, aveva accusato un nuovo malore e si era adagiato su un lettino: poco dopo aveva cominciato a rantolare fino a perdere conoscenza. Allo stadio non c’era già più l’ambulanza. Taccola viene dichiarato morto alle 17.55 all’ospedale.

Renato Curi
Il centrocampista del Perugia muore il 30 ottobre 1977 a 24 anni, durante Perugia-Juventus, giocata sotto un temporale. Cinque minuti dopo l’inizio del secondo tempo, durante uno scatto, Curi si accascia a terra: Romeo Benetti, Roberto Bettega e Gaetano Scirea, che gli sono vicini, lo aiutano a rialzarsi, ma subito dopo ricade con gli occhi rovesciati. Portato fuori dal campo, Curi riceve due iniezioni, poi è sottoposto a massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca prima di essere trasportato al Policlinico. Alle 16:30, circa un’ora dopo il malore, viene dichiarato morto. L’autopsia rileva un’anomalia cronaca che risultava dagli esami compiuti con le diverse società con cui aveva giocato.

Andrea Cecotti
Il centrocampista della Pro Patria aveva 25 anni. È morto a Treviso il 14 novembre 1987, sei giorni dopo un malore che lo aveva colpito in campo. Durante la partita il ragazzo aveva avvertito un formicolio a una gamba e aveva chiesto il cambio. Rientrato negli spogliatoi, si era aggravato ed era stato trasportato all’ospedale, dove gli è stata diagnosticata una trombosi alla carotide. Il giorno dopo il coma, il 14 la morte.

Hernan Gaviria
L’ex nazionale colombiano è morto in allenamento il 24 ottobre 2002, colpito da un fulmine. Aveva 32 anni.
Marc-Vivien Foé
Il centrocampista camerunese è morto il 26 giugno 2003. Stava disputando, a Lione, la semifinale di Confederations Cup tra Camerun e Colombia: al 72’ si è improvvisamente accasciato a centrocampo, perdendo conoscenza. Secondo alcuni un defibrillatore sul posto avrebbe potuto salvagli la vita. Aveva 28 anni e giocava nel Manchester City, l’autopsia ha rivelato una cardiomiopatia ipertrofica, cioè un ventricolo sinistro sproporzionato.

Miklòs Fehér
L’attaccante ungherese del Benfica, 24 anni, è morto per un malore durante la partita con il Vitoria Guimaraes il 25 gennaio 2004. Partito in panchina, nei minuti di recupero ricevette un’ammonizione. Pochi minuti dopo si piegò in avanti, appoggiando le mani sulle ginocchia, e poi svenne. Immediati i soccorsi con massaggio cardiaco, mentre l’ambulanza intervenne solo dopo 14’. Alle 23 l’ospedale di Guimaraes ne annunciò la morte.
Serginho (Paulo Sergio Oliveira da Silva)
Il difensore del Sao Caetano aveva 30 anni. È morto dopo un attacco cardiaco sul campo, il 27 ottobre 2004, durante la partita contro il Sao Paulo: intorno al 60’ svenne in area di rigore, fu subito soccorso con massaggio cardiaco e respirazione artificiale, fu dichiarato morto in ospedale. L’autopsia rivelò un’ipertrofia: un cuore grande quasi il doppio del normale.

Antonio Puerta
Il mediano del Siviglia, 22 anni, è morto il 28 agosto 2007 dopo aver perso conoscenza in campo nella partita Siviglia-Getafe di tre giorni prima. Soccorso immediatamente da compagni e personale medico, e trasportato all’ospedale, è stato colpito da ripetuti attacchi cardiaci. L’autopsia confermerà la cardiomiopatia ventricolare destra aritmogena, che è spesso causa di morte improvvisa tra i giovani ma che può essere diagnosticata in anticipo.

Phil O’Donnell
Il centrocampista del Motherwell è morto a 35 anni, il 29 dicembre 2007, dopo essere collassato subito dopo un gol segnato al Dundee. Soccorso dai medici e da un’ambulanza, è morto durante il tragitto verso l’ospedale. L’autopsia svelò il collasso del ventricolo sinistro.

Daniel Jarque
Non in diretta sul campo, ma al telefono. Il difensore dell’Espanyol, 26 anni, muore l’8 agosto 2009 mentre è in ritiro a Coverciano con la sua squadra. Stava parlando con la fidanzata al telefono. A ucciderlo un’asistolia. Ogni partita, i tifosi dell’Espanyol lo ricordano al 21’ (il numero della sua maglia): un minuto di applausi in sua memoria.

Goran Tunjic
Goran Tunijc, difensore dei dilettanti del Mladost, in Croazia, ha avuto un attacco cardiaco durante la partita con lo Hrvatski Sokola il 6 marzo 2010. Si accasciò in campo ma il direttore di gara non comprese subito la gravità della situazione, e ammonì il 32enne per simulazione. Soccorso poi dai medici sociali e da un’ambulanza, è stato dichiarato morto.

Naoki Matsuda
Il difensore del Matsumoto Yamaga è morto il 4 agosto 2011, a 34 anni, due giorni dopo un malore accusato in allenamento. Matsuda era anche un ex nazionale.

Piermario Morosini
Il 14 aprile 2012 il centrocampista del Livorno, 25 anni, si accascia sul campo del Pescara durante uno scatto. Era il 31’ del primo tempo. Soccorso da compagni e medici, ma non con un defibrillatore, morirà poco dopo in ospedale. L’autopsia rivelerà una rara malattia ereditaria, la cardiomiopatia aritmogena.
Patrick Ekeng
Il 26enne camerunense della Dinamo Bucarest, è morto in campo venerdì 6 maggio 2016 durante la partita col Vitorul Constanta, dopo essersi accasciato improvvisamente a terra: arresto cardiaco.

Bernardo Ribeiro
Il 17 maggio 2016, in una partita amatoriale e senza le televisioni, è stato stroncato da un infarto l’ex centrocampista Bernardo Salim Ribeiro, 26 anni, un passato anche nelle giovanili del Catania e in Australia con i Newcastle Jets. Il giovane si è accasciato in campo sul finire del primo tempo, subito dopo aver chiesto il cambio per un forte dolore al torace. Trasportato all’ospedale, è stato dichiarato morto.

Micael Favre
Colpito due volte. E morto sul campo il 22 maggio 2016, tra l’ incredulità e le prime polemiche che montano. Uno degli ultimi decessi in ordine di tempo in una partita di calcio ha uno scenario minore — un incontro della Liga Departamental di Colón, gara del campionato regionale di Entre Rios in Argentina — e come vittima il giocatore Micael Favre del San Jorge de Vila Elisa. Favre, 24 anni, ha subito un doppio intervento, inspiegabile, da parte dei suoi avversari: in un primo momento ha ricevuto una ginocchiata involontaria alla testa, poi, rialzandosi, ha incassato un pugno sferrato da un altro avversario.

Fran Carles
Capitano del Deportivo Linares (terza serie spagnola), è morto l’8 luglio 2016 per le conseguenze di un incidente in palestra. Il 26enne, durante un allenamento, si è colpito a una coscia con un manubrio: un incidente all’apparenza da poco che ha però causato un’emorragia interna, rendendo vano anche un intervento chirurgico d’urgenza per salvarlo.

Davide Astori
La mattina del 4 marzo 2018 il capitano della Fiorentina viene trovato morto nella sua camera d’albergo ad Udine, in cui si trovava per disputare la gara di campionato Udinese-Fiorentina.
 
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Uomo, padre e imprenditore, ancor prima di calciatore: ciao, Davide

Il nostro capitano.

Su di lui la retorica non funziona. Era schietto, ben voluto. Tutti volevano bene ad Astori. E la notizia, arrivata nelle prime ore del mattino, ha sconvolto tutti. Davide era prima di tutto padre, Vittoria ha due anni, e compagno di Francesca. Poi un uomo, incontestabile da quel punto di vista, il primo a esporsi, a spendere il proprio carattere nei momenti di necessita. E anche la Sardegna, con la sua tappa cagliaritana, talmente importante per la sua vita da farla diventare anche base per il futuro: qui si sviluppava l’altro lato di Astori, quello del Davide imprenditore. Gelaterie e locale, aveva messo le radici. Il calciatore, infine, il nostro capitano, quello che rimarrà per sempre. Una tragedia impensabile, di lui ricorderemo soprattutto il lato fuori dal campo: questo ha saputo darci, mostarci. Un ragazzo con gli attributi, sembianze rare per il proprio mestiere. Quando ne parli e ne parlavi, lo fai e lo facevi sempre senza toccare note negative. Per questo era amato. E per questo sarà per sempre il nostro capitano.

Giacomo Brunetti
@giacomobrun_24
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Galliani: “Astori un ragazzo serissimo, notizia sconvolgente”

Parla l’ex ad del Milan che ha conosciuto Astori nelle giovanili rossonere

L’ex amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani ha affidato a MilanNews il suo ricordo di Davide Astori: “Me lo ricordo benissimo Davide. Lo abbiamo preso nel 2001 ed ha fatto con noi tutta la trafila nel settore giovanile. Ragazzo serissimo, educato, preciso, puntuale. Già da giovanissimo aveva tutte le caratteristiche del professionista. Poi, ultimato il suo periodo in Primavera, lo abbiamo mandato in prestito e nel 2008, in accordo con lui e Cellino, lo abbiamo ceduto al Cagliari. Tutto quello che è successo è sconvolgente. Sconvolgente. Sconvolgente. Mi viene da piangere al pensiero che abbia lasciato una moglie ed una figlia di due anni che crescerà senza conoscere il suo papà. In questi casi c’è da stare in silenzio e pregare, per chi è credente. Sono scioccato. Era un nostro ragazzo, uno di quelli con lo stile Milan addosso”.

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Fiorentina, la squadra rientrerà a Peretola attorno alle 15

Fiorentina di rientro in Toscana, alle 15.15 viola a Peretola

La Fiorentina è di rientro nel capoluogo toscano. Dopo la tragica scomparsa nella notte di Davide Astori i calciatori viola hanno lasciato il Friuli e sono in volo. Alle 15.15 è previsto l’atterraggio allo scalo di Peretola

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Procuratore Capo Udine: “Decesso Astori per arresto cardiocircolatorio”

Le parole di Antonio De Nicolo in merito alla morte di Davide Astori

In merito al decesso di Davide Astori, il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo ha parlato in un comunicato: “L’idea è che il giocatore sia deceduto per un arresto cardiocircolatorio per cause naturali, anche se è strano che succeda una cosa del genere a un professionista così monitorato senza segni premonitori”.

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Andrea Della Valle al centro sportivo in attesa dell’arrivo della squadra

Il patron viola, in viaggio all’estero, starebbe rientrando in Italia per stare vicino alla squadra e alla famiglia del capitano viola

16:00 La Fiorentina è atterrata a Peretola e si appresterà a raggiungere il centro sportivo quanto prima. Intanto, il patron viola Andrea Della Valle ed è già arrivato a Firenze ed è già all’interno del centro sportivo in attesa di ricevere la squadra e lo staff viola. Insieme a lui c’è anche il presidente esecutivo Mario Cognigni.

15:50 Secondo quanto raccolto da Violanews.com, Giancarlo Antognoni è ad Udine e sta aspettando l’arrivo di Andrea Della Valle e della famiglia di Astori. Cercheremo di tenervi aggiornati in tempo reale su tutta questa tristissima vicenda.

15:03 Il patron della Fiorentina Andrea Della Valle, in viaggio in Marocco per lavoro, starebbe rientrando in Italia per raggiungere il più velocemente possibile la città di Udine e presenziare in questo momento di grande dolore per  i familiari di Davide Astori, la moglie Francesca e tutta la squadra viola. A riportare la notizia è Premium Sport.

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Udinese, il patron Pozzo: “Torneremo a giocare per tenere vivo il ricordo di Astori”

Le parole di Giampaolo Pozzo, patron dell’Udinese, sulla tragica scomparsa di Davide Astori

In una lettera affidata al sito ufficiale dell’Udinese, il patron Giampaolo Pozzo ha parlato della tragica scomparsa di Davide Astori:

    Scrivo come Patron dell’Udinese, come tifoso di calcio e, soprattutto, come padre. Sono profondamente colpito dalla notizia della morte di questo giovane e, con me, tutta la mia famiglia e l’Udinese Calcio piangono Davide Astori. Siamo vicini ai suoi cari, alla Fiorentina tutta, ai suoi tifosi, agli sportivi. Stamani ci siamo svegliati pronti a vivere una giornata di sport in campo contro i nostri avversari. Ci siamo preparati per la sfida e mai avremmo pensato, invece, di doverci unire alla Fiorentina nel dolore e nel provare a darci un’umana spiegazione alla morte di un giovane nel fiore degli anni. Oggi piangiamo assieme Davide Astori, ci fermiamo in segno di rispetto e affetto. Quando torneremo ad allenarci e a giocare a calcio lo faremo anche per lui, per tenere vivo il suo ricordo e per dare ancora maggiore valore a questo sport che deve saper unire, dare forza, ispirare le persone. Un grazie ai tifosi per essere con noi, ai media che racconteranno con pudore e rispetto questa triste notizia.

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FRANCHI: arrivano i tifosi e spuntano gli striscioni per Astori

Primo striscione al Franchi per capitan Astori

Dopo i primi momenti in cui attorno al Franchi non c’era veramente nessuno adesso si sta radunando un discreto numero di persone che commentano sbigottite la scomparsa del capitano Astori. Intanto segnaliamo anche gli striscioni che vedete in foto fra cui anche quello della Curva Fiesole e del VC Vieusseux



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Simone Torricini
@TorriciniSimone
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