Intervenuto a Radio Blu per parlare dello sciopero dell'Assocalciatori (leggi sotto), l'amministratore delegato Sandro Mencucci ha toccato anche i temi relativi al rinnovo di Montolivo e agli abbonamenti: "Ne hanno già parlato gli stessi protagonisti, probabilmente Montolivo vuole riflettere ma credo che il cuore e la mente siano con Firenze. Se poi così non dovesse essere valuteremo il da farsi quando sarà il momento. Anche in passato ci sono stati altri giocatori che si sono legati a Firenze pur accettando di guadagnare meno e vincere meno, pensiamo ad Antognoni, per cui a volte può essere importante rinunciare a qualcosa pur di rimanere in un club importante come la Fiorentina. Problema di programmazione? Non credo, abbiamo dimostrato in questi anni di poter raggiungere risultati importanti, abbiamo una proprietà importante e per piazza, tifosi non abbiamo niente da dimostrare a nessuno (Corvino ottimista - LEGGI QUI).
Abbonamenti? Ce ne aspettavamo di più in termini complessivi ma con la seconda fase ci siamo avvicinati a 20mila. E se consideriamo che il Milan, con gli acquisti che ha fatto, ha venduto 26mila abbonamenti per il campionato - con 43mila per la Champions - noi che per un anno non facciamo le coppe europee non possiamo dirci troppo insoddisfatti del nostro risultato".
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=63348''Sciopero calciatori? Intimidatorio''"Stiamo cercando giocatori sui campi dilettantistici per poter giocare la partita del 26 settembre". Comincia con una battuta l'intervento di Sandro Mencucci a Radio Blu per parlare della distanza tra Lega e giocatori che ha indotto l'Assocalciatori a indurre lo sciopero. "Nel momento in cui c'è una riunione già fissata tra le parti dalla Federcalcio, a mio giudizio uno sciopero preventivo mi sembra un atteggiamento intimidatorio - dice l'ad della Fiorentina - Tra l'altro ero stato anche invitato alla riunione del 13, ma credo che il dialogo sia la cosa migliore e mi pare che i punti messi all'ordine del giorno come richieste della Lega non siano così drammatici. Si parla ad esempio di stipendi fatti di una parte fissa e di una variabile, andare ad uno scontro duro mi sembra sbagliato, io sono per il confronto. Qui ci sono società per azioni che fanno calcio e devono confrontarsi con numeri e bilanci, dall'altra ci sono calciatori professionisti che sicuramente non sono sottopagati visto che parliamo di giocatori di serie A. Non vedo perchè debbano essere estranei all'andamento della società, così come avviene nelle aziende non calcistiche".