Assocalciatori: tutte le azioni sindacali dal 1969 ad oggiLe tappe fondamentali che hanno segnato la storia dell'Associazione merita senza dubbio un breve capitolo lo sciopero che la categoria attuò il 16 ed il 17 marzo 1996. Dopo alcuni infruttuosi incontri con la Federazione, il 14 marzo, durante una affollatissima conferenza stampa congiunta, i presidenti di Aic e Aiac Campana e Vicini, confermano lo sciopero per il 16 ed il 17 marzo.
E' stato il primo sciopero "totale" del calcio italiano (in precedenza, e riportiamo di seguito tutte le azioni sindacali, mai era stata attuata una protesta così drastica), determinante per la categoria, uno sciopero sacrosanto voluto dai calciatori che, riuniti in Assemblea l'11 marzo '96, perfettamente consapevoli dei risvolti che una simile protesta avrebbe provocato, hanno dato prova di grande maturità, andando oltre ogni intimidazione, dimostrando senso di responsabilità e prendendo coscienza di una situazione ormai non più tollerabile. I rapporti tra Aic, Federazione e Leghe, in quel preciso momento storico di un calcio giunto ad un importante punto di svolta, erano sempre più difficili, precari, sterili e da troppo tempo l'Associazione attendeva risposte concrete alle molte problematiche che ancora restavano da risolvere.
Vani erano ormai gli sforzi dell'Associazione nell'intento cercare un dialogo costruttivo con la controparte nel tentativo di risolvere vertenze aperte quali il Fondo di Garanzia, la modifica della Legge 91, il rinnovo dell'Accordo Collettivo, la previdenza, i parametri dopo l'entrata in vigore della Legge Bosman, la ristrutturazione dei campionati, le persistenti situazioni di morosità, le continue aggressioni ai calciatori, oltre, su tutte, la richiesta del diritto di elettorato attivo e passivo.
Uno sciopero con radici vecchissime, datate almeno 1993, dalle prime inadempienze del Fondo di Garanzia e dalle prime mancate risposte ad una legittima richiesta di diritto di voto.
Uno stop che la categoria aveva deciso già il 5 febbraio durante un animato Consiglio Direttivo a Milano, e che l'Assemblea, una settimana più tardi, confermava in maniera insuperabile dopo un mese di pressoché totale latitanza da parte di Federazione e Leghe sui tanti argomenti sollevati.
Uno sciopero per la democrazia, uno sciopero per contare di più, si è detto, uno sciopero che ha comunque evidenziato il grande senso di responsabilità e la straordinaria compattezza di una categoria sulla testa della quale si potranno pure prendere decisioni o fare progetti, ma senza la quale il calcio non può esistere.
Tutte le azioni sindacali dell'Aic
Primi di maggio 1969
* Prima minaccia di sciopero per l'11 maggio 1969.
Motivazione: abrogazione di una norma che permetteva alle società di serie A e B di ridurre gli emolumenti del 40% se i giocatori in questione non avessero raggiunto un determinato numero di presenze (19 per la A, 23 per la B).
Sciopero rientrato alla vigilia (10 maggio 1969) per accettazione delle richieste dell'Associazione: la norma del 40% sarà abrogata con effetto retroattivo.
19 aprile 1971
* Nuova minaccia di sciopero per la serie A e per la B proclamato per il 2 maggio 1971, "per poter partecipare con poteri paritetici alla stipulazione delle norme riguardanti i rapporti tra i calciatori e le società".
Revocato il 28 aprile 1971. Viene creata un'apposita Commissione paritetica (5 rappresentanti delle società e 5 dei giocatori).
Agosto 1972
* Minaccia di non far partire i campionati se non si otterrà la legge in tema di previdenza ed assistenza. Mediazione del Ministro del Lavoro, Coppo, e la nuova legge, pur essendo operante dal 1° luglio del '72, divenne legge ufficiale dello Stato nel giugno '73.
Sciopero scongiurato il 20 settembre 1972.
Luglio 1973
* Ancora categoria in agitazione per ottenere il tesseramento di professionisti nella Lega Semiprofessionisti.
Il 31 luglio 1973 si trova un accordo che sblocca la situazione.
14 aprile 1974
* Le partite di serie A iniziano con 10 minuti di ritardo in segno di solidarietà con il giocatore Augusto Scala che ha rifiutato il trasferimento dal Bologna all'Avellino.
La protesta viene attuata in maniera compatta da tutte le squadre.
19 maggio 1975
* Ancora ricorso alla minaccia di sciopero, proclamato per il 25 maggio, per l'atteggiamento intransigente di FIGC e Leghe alle richieste dell'Aic:
1) No al limite di tre giocatori oltre i 28 anni in serie C e D.
2) Introduzione nelle Carte Federali di una norma anti-mediatori che preveda sanzioni reali.
3) Inserimento della firma contestuale.
4) Ampliamento delle cosiddette liste di trasferimento con eliminazione dei trasferimenti suppletivi.
Il 22 maggio del 1975 FIGC e Leghe accettano i primi due punti e si impegnano per una nuova normativa sugli altri due punti.
26 settembre e 3 ottobre 1976
* Il Consiglio Direttivo il 20 settembre decide di attuare 15 minuti di ritardo dell'inizio delle partite (il 26 settembre la B e il 3 ottobre la serie A) per protestare contro il "mercato".
La protesta viene attuata con successo. Il giudice sportivo multa tutte le società, ma i presidenti non multano i giocatori.
31 gennaio 1977
* Sciopero programmato il 27 gennaio per il 31 gennaio 1975 delle partite del girone I (siculo - calabro) della serie D, per solidarietà con Dorino Artico, giocatore dello Scicli picchiato dal presidente e da altri dirigenti.
Lo sciopero viene attuato con successo pur tra pressioni di ogni tipo.
8 giugno 1979
* Dopo un incontro tra la Presidenza dell'Aic e la Presidenza Federale, minaccia di impedire l'inizio dei campionati se le società morose non pagheranno tutti gli arretrati spettanti ai calciatori. Introduzione delle quietanze liberatorie.
La situazione si sblocca il 7 settembre, dopo un incontro con la Semiprò. Vengono pagati più di 200 milioni di stipendi arretrati...
il resto:
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=63341Il 1° (tentato) sciopero poteva costare lo scudetto ai viola* Prima minaccia di sciopero per l'11 maggio 1969.
Motivazione: abrogazione di una norma che permetteva alle società di serie A e B di ridurre gli emolumenti del 40% se i giocatori in questione non avessero raggiunto un determinato numero di presenze (19 per la A, 23 per la B).
Sciopero rientrato alla vigilia (10 maggio 1969) per accettazione delle richieste dell'Associazione: la norma del 40% sarà abrogata con effetto retroattivo.
In quella giornata (11 maggio) si giocò Juventus-Fiorentina 0-2. I viola con quella vittoria si aggiudicarono matematicamente la scudetto con una giornata d'anticipo.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=63343