Author Topic: Ag. Montolivo: ''E' una questione di obiettivi comuni''  (Read 246 times)

Offline Chiesa

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Lo stallo fra Montolivo e la Fiorentina può diventare un pericoloso tormentone, un razzettino maligno a innesco lento, oppure una bolla di sapone calcistico. Ma nella casa viola un cardine che scricchiola è un particolare da tenere sotto controllo, ammesso che sia così, cioè che Montolivo abbia dubbi stabili e non passeggeri. «Io parlerei di una riflessione legittima», dice il procuratore Giovanni Branchini, che dopo robuste resistenze - perché alimentare il ping pong del botta e risposta? - affronta con La Nazione il caso Montolivo. Con una premessa: «Cerchiamo di chiarire quello che per me non è un caso, in modo da non parlarne tutti i giorni».

Come lo chiamerebbe allora?
«Un tentativo giornalistico di rinverdire quotidianamente un argomento. Così si riempiono le pagine o si fanno i programmi radio-televisivi».

Punto di vista interessante. Andrea Della Valle però la pensa diversamente e le ha dato del ’furbetto’.
«Non sono arrabbiato per quella parola, gli è evidentemente sfuggita. Nello stesso momento sottolineo gli apprezzamenti che Della Valle ha fatto sul mio conto, perché sa benissimo come ho lavorato negli ultimi anni con la Fiorentina e non può pensare cose negative di me... Sono contento che l’azionista di riferimento sia intervenuto sul rinnovo di Riccardo, significa che la vicenda lo interessa e questo per me è positivo. Ricordo invece quanto non sia stato facile trovare per me questa attenzione esattamente un anno fa».

Si riferisce a Frey? ADV ha messo in relazione i due contratti...
«Frey non c’entra, erano tempi diversi. E comunque rispondo che un manager non mescola mai gli interessi di assistiti diversi. Frey si è comportato come un professionista esemplare in una situazione che io definirei molto inusuale».

Torniamo a Montolivo...
«Per dire che ha utilità zero il tormentone sul rinnovo del suo contratto. Riccardo ha il diritto sacrosanto di riflettere su una scelta che fra due anni condizionerà il resto della sua carriera. Non ci sono aspetti nascosti, né altre motivazioni segrete. E i soldi davvero sono l’ultimo dei problemi».

Il problema vero qual è allora?
«Il giocatore e la società devono avere obiettivi comuni, è su questo che si misura la sintonia e di conseguenza la voglia di proseguire insieme. Ma voglio chiarirmi meglio per evitare equivoci...».

Prego.
«Riccardo non ha nessun diritto di giudicare i programmi della Fiorentina, né di salire sul pulpito, il suo non è un ricatto della serie io resto se la squadra sarà più forte. Lui non ha il ruolo per potersi permettere una valutazione pubblica sulle scelte strategiche, ma vuol essere sicuro di prendere una decisione di cui poi non si pentirà. Quando parlavo di riflessione legittima mi riferivo a questo».

Quali saranno i tempi del sì o no?
«La posizione di Montolivo è sincera e onesta, lui non si vede con altre maglie che siano diverse da quella viola, ma ha chiesto tempo per fare delle verifiche. Quanto? Non so, forse qualche mese, o magari meno. Nella mia esperienza non ho visto giocatori importanti che se ne sono andati senza che la scelta fosse, in qualche modo, condivisa con la società».

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=63259
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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