Author Topic: Conferenzastampa di chiusura della sessione estiva del Calciomercato  (Read 213 times)

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Corvino: “Reinvestito il 75% delle cessioni. La proprietà è vicina, Diego Della Valle…”

Le parole del direttore generale dell’area tecnica della Fiorentina

Giornata di bilanci in casa Fiorentina. Con il mercato che si è chiuso ieri e gli ultimi arrivi di Thereau e Lo Faso, è il momento di ascoltare la voce della dirigenza che ha lavorato in questa campagna acquisti. Così, dalla sala stampa Manuela Righini dello stadio Franchi, ecco le parole del direttore generale dell’area tecnica Pantaleo Corvino.

“Abbiamo fatto tantissime operazioni in uscita e in entrata. Alla fine abbiamo fatto circa 32 uscite e circa 20 entrate. Abbiamo chiuso tre mesi impegnativi, adesso è giusto fare il punto della situazione. Moltissime delle cessioni sono per i giovani che possono andare a misurarsi in altre piazze, altre perché qualche giocatore, con molta sincerità, ha detto basta. Tra queste quelle dei cosiddetti “big” e ne abbiamo preso atto. Ringraziamo chi è stato onesto e sincero con noi e lo ha ammesso. A noi del comparto sportivo non è piaciuto però il modo in cui qualcuno ha detto basta“.

“Abbiamo scelto di iniziare un nuovo ciclo, e quando un’azienda programma deve tenere conto del presente, ma una parte degli investimenti e dei ricavi devono essere lasciati per il futuro. Ci hanno criticato perché una parte dei ricavi non è stato utilizzato per il presente, ma ognuno ha il suo modo di lavorare. Siamo andati sempre a testa alta per questo tipo di programmazione. Circa il 75% dei ricavi delle cessioni sono stati reinvestiti. Il 25% che rimane è servito e servirà al comparto aziendale. Abbiamo cercato di mantenere una rosa di qualità, tenendo conto di certi obiettivi: il primo quello di prendere un tecnico italiano, di costruzione e riconosciuto da tutti di livello alto. Abbiamo pensato anche di italianizzare la rosa il più possibile, tenendo una media età molto più bassa. Abbiamo tenuto conto dei parametri di un monte ingaggi così da non dover partire ogni anno da meno 38 milioni. Abbiamo lavorato instancabilmente. Abbiamo costruito una rosa che nel medio e lungo termine possa dare le basi di una Fiorentina competitiva in Italia e magari anche in Europa”.

“Dal mese di settembre il comparto sportivo avrà a supporto una persona che aiuterà me e Freitas nello scouting e sarà Gianluca Comotto“.

“Nuovo ciclo? Abbiamo capito di doverlo far partire quando ci siamo ritrovati a pensare al futuro. Ad esempio le richieste che arrivavano da parte dei procuratori dei calciatori che portavano proposte di altre squadre”.

“Vincere qualcosa? Ero convinto di poterlo fare col gruppo che c’era. Volevamo abbassare il monte ingaggi per tenere il meglio di quello che era il vecchio gruppo. Ci sono stati diversi giocatori che ci hanno chiesto di andare via anche se volevamo tenerli. Ci sono altri però che non hanno detto basta come Sportiello, Badelj, Astori, Chiesa, Babacar. Noi abbiamo apprezzato molto questo loro desiderio. Ci siamo sforzati a prendere giocatori come Hugo, Pezzella e Milenkovic. In mediana ripartiamo da Badelj e Saponara, a lui abbiamo aggiunto Eysseric, Veretout e Benassi. Sugli esterni abbiamo tenuto Chiesa e preso Dias. In attacco abbiamo preso un giocatore come Simeone che era conteso da tutti. In certi ruoli migliorare è veramente difficile. I risultati ci diranno a che punto siamo”.

“Quest’anno lo scouting è stato indirizzato molto in certi paesi. Non sono scelte figlie di analisi solamente mie e di Freitas, ma dal momento in cui viviamo. Abbiamo guardato al mercato dell’Ovest, soprattutto a Portogallo e Francia. Dall’Est abbiamo preso Hristov, Milenkovic, Graiciar e Vlahovic“.

“I no che abbiamo ricevuto? La Fiorentina non ha perso appeal. Lo ha perso un certo mercato all’interno del quale ci siamo anche noi. Il calcio italiano è appetibile verso quei nomi che possono attirare le attenzioni dei tifosi solo attraverso squadre che si trovano in un momento particolare, che magari sono al centro del loro ciclo e possono fare uno strappo alla regola. Milan e Inter hanno avuto entrate da lontano, questo ha permesso loro di fare certi acquisti”.

“I soldi delle cessioni che non abbiamo speso? Si deve fare così, le società di calcio devono essere gestite come un’azienda. Ci sono comparti che devono essere sostenuti da altri comparti. Il 25% delle entrate delle cessioni vanno alle altre aree aziendali. Abbiamo preso giocatori giovani pensando al medio-lungo termine. Abbiamo speso 15-16 milioni per questi giovani, magari avrei potuto prendere qualcuno per la prima squadra senza pensare al futuro. Noi abbiamo ragionato in un altro modo, ma per la squadra di Pioli abbiamo preso undici giocatori. Quei 9 milioni di giocatori presi con obbligo di riscatto come Maxi Olivera, Cristoforo e il riscatto di Sanchez vanno calcolati su un solo bilancio, non sbagliamo a metterli due volte”.

“Rinnovo di Badelj? Adesso dovevamo pensare agli acquisti e alle cessioni, col tempo parleremo anche di altre questioni”.

“La Fiorentina a tutti gli effetti ha entrate sui 90 milioni di euro. Abbiamo speso 16 milioni di investimenti e 50 milioni per il presente, mentre ci sono società che investono queste cifre per un solo investimento. L’altro 25% deve sostenere l’azienda per non dover fare altri debiti che poi andrebbero a ricadere in futuro anche nel comparto sportivo. Azzerando tutto siamo partiti programmando così”.

“Nel calcio ci sono delle storture. Ad esempio la regola dei soli due extracomunitari ci impedisce di andare in tutto il mondo a cercare talento. Un’altra stortura è quella di tenere a galla il calciomercato a campionato iniziato. Questo è un problema che riguarda non solo gli allenatori, ma anche i direttore sportivi. Tutto si fa all’ultimo, ma non è colpa della Fiorentina. Noi quest’anno abbiamo annunciato un nuovo ciclo e abbiamo avuto difficoltà. Ma anche a pieno ciclo si deve aspettare la fine del mercato per chiudere tutte le operazioni. Per non rischiare di non acquistare alcuni giocatori abbiamo dovuto accelerare e magari non abbiamo colto altre occasioni, ma non potevamo trovarci senza giocatori. Noi siamo partiti per un altro ciclo e siamo stati condizionati anche da alcune cessioni. Abbiamo comprato Simeone senza vendere Kalinic perché non potevo aspettare. Ma non può essere così per tutte le situazioni”.

“Obiettivi? Italianizzare la rosa, abbassare la media età e cercare di competitivi nel medio lungo termine. La proprietà ha a cuore la Fiorentina come il tifoso. So che ci sono molti che gettano veleno su di noi senza motivo. Ma mi rivolgo a tantissimi tifosi che amano la squadra, e dico che noi ci sforziamo di fare il meglio. A volte però ci sono situazioni in cui qualcuno dice basta. Apprezziamo chi ci mette la faccia, non apprezziamo chi usa altre forme. Quei giocatori che decidono di andarsene prendono le loro scelte e non possiamo non tenerne di conto”.

“Questo è il decimo anno che sono qui. La mia proprietà, Diego Della Valle, mi è stata vicina come mai. Questo a dimostrazione di quanto abbiano a cuore le sorti della Fiorentina. A volte però per fare questo serve programmare. Abbiamo finito un ciclo. Con molto coraggio siamo ripartiti da chi si sentiva addosso la maglia. Abbiamo apprezzato chi ci ha detto di sì come qualcuno di quelli che ci hanno detto di no. La proprietà ha a cuore le sorti della squadra e lo dimostra investendo 16 milioni di euro per il futuro, non per qualche sconosciuto. Tra questi giovani ci può essere lo Zohore della situazione. Si poteva prendere un grande nome, ma noi stiamo cercando di programmare nonostante le critiche che riceviamo”.

“Il progetto di Diego Della Valle? L’obiettivo è quello di ripartire con un nuovo ciclo. Sono andati via dei nazionali, ma a sostituirli ci sono Sportiello, Hugo, Pezzella, Milenkovic, abbiamo tenuto Badelj e Saponara, preso il capitano dell’Under 21 Benassi, più Veretuot ed Eysseric, abbiamo preso Gil Dias che è un nazionale Under 21. Abbiamo preso un giocatore come Thereau che ha segnato spesso negli ultimi anni. Non si investono 16 milioni di euro su illustri sconosciuti se non si ha voglia di crescere. Poi abbiamo investito per Benassi che è molto giovane, per Simeone che era cercato da mezza Italia. Non vi chiedo di essere comprensivi, ma abbiamo lavorato secondo l’input della società che ha a cuore la Viola. Anche io mi sento tifoso e amo la Fiorentina. Voglio fare il meglio, come la mia proprietà. Abbiamo fatto errori in passato, ma ci sono stati anche dei benefici. Ripartiamo tutti insieme, ne abbiamo bisogno”.

“Il mio contratto? Non è importante. Faccio questo lavoro da 42 anni, mi sento alla fine di un viaggio ma ho ancora tanta voglia. Questo viaggio finirà non perché ho un contratto. Mi hanno detto che andrò in pensione quando Diego Della Valle andrà via, ma la mia vita nel calcio non dipende certamente da un contratto. Se non si è arrivati in Europa per tre punti forse la colpa non è stata solo di Corvino”.

“Il caso Gazzoni Frascara? Non è una cosa in cui sono coinvolto”.

“I no che non ci sono piaciuti? Quando finisce un ciclo ne va iniziato un altro. Quando qualcuno di questi ha detto basta c’è chi lo ha fatto in maniera indiretta. Spero che tante regole del mercato, che sono figlie di certe storture, possano essere cambiate nel giro di poco tempo”.

Simone Torricini
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Freitas: “Fatto uno sforzo enorme, col tempo dare soddisfazione ai tifosi. Diks…”

Ecco cosa ha dichiarato il dirigente portoghese della Fiorentina

Non solo Corvino, anche il ds Carlos Freitas parla delle tantissime operazioni ufficializzate dalla Fiorentina in questa sessione di mercato. Ecco cosa ha dichiarato il portoghese:

“Bruno Gaspar? C’è sempre un tempo di ambientamento. Saprà dare il suo contributo sia in fase offensiva che in quella difensiva”.

“Rimpianti? Ogni persona che lavora in questo settore ha voglia di prendere giocatori come Neymar, Messi e Ronaldo, ma per noi è impossibile. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per creare una squadra il più possibile competitiva all’inizio, sapendo che nell’arco del tempo daremo sicuramente soddisfazione alla piazza”.

“Diks? Il calcio olandese ha caratteristiche specifiche e molto precise. E’ in un processo tecnico per cui aveva bisogno di tornare nel suo paese e poi arrivare nuovamente da noi”.

“Lo sforzo? Per me non è pagare 222 milioni un giocatore. Noi dobbiamo batterci per ogni giocatore, per portare a casa tutti i giocatori e farli arrivare in questa città che è una delle più belle del mondo”.

“Con questo mercato è difficilissimo fare delle programmazioni, lo hanno detto anche le squadre più potenti al mondo, figuratevi per noi. Quando siamo andati in ritiro non eravamo ancora liberi di scegliere tutte le mosse che volevamo. Qualcosa abbiamo rischiato, come ad esempio prendere Simeone prima di cedere Kalinic, ma non potevamo farlo in ogni momento”.

“Saponara? Ha avuto un problema alla caviglia ma tra poco sarà a completa disposizione dell’allenatore. L’anno scorso ha comunque avuto una media gol/assist rispetto ai minuti giocati decisamente buono”.

Simone Torricini
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Caro Pantaleo, non sono d’accordo

Qualcosa non torna nel discorso appena concluso del Direttore Generale della Fiorentina

Come fatto rilevare dal collega Mario Tenerani in conferenza stampa l’intenzione che la società aveva fatto trapelare, doveva essere quella di reinvestire quanto incassato senza sforare perché in regime di autofinanziamento. Oggi veniamo a conoscenza della necessità di mantenere un 25% di utile per finanziare tutto il comparto sportivo.

La cosa non mi torna, mi perdonerà Pantaleo Corvino se non sono d’accordo. Stando all’ultimo bilancio pubblicato i ricavi operativi sono stati di 97,68 milioni (stadio 8,75, diritti tv 70,25, commerciali 12,26, altri 6,42) contro costi operativi per 103,64 milioni di cui 72,99 costituiti dai costi del personale. Considerando che un altro obiettivo (centrato) del DG viola era quello di ridurre il monte ingaggi e quindi il costo del personale, devo dedurre che gli introiti rappresentati dalle componenti esposte qui sopra debbano per forza essere sufficienti  a coprire le spese diminuite visto che la differenza dell’ultimo bilancio era di quasi 6 milioni. Qualcosa per la mancata partecipazione alle Coppe verrà a mancare, ma la riduzione del monte ingaggi è stata abbastanza sensibile avendo ceduto più o meno tutti i big.

E allora perché la giustificazione di dover mantenere un 25% di utile per finanziare tutto il comparto sportivo?

Se poi andiamo ad analizzare l’intento di ringiovanire la rosa e di gettare le basi per un futuro migliore, la cosa mi trova d’accordo ben sapendo che non tutte le scommesse potranno riuscire. Il più bravo nel calcio è colui che sbaglia meno, ma per sbagliare bisogna osare e questo Pantaleo Corvino l’ha fatto.

Saverio Pestuggia
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Corvino annuncia: “Comotto lavorerà con me e Freitas”. Ecco quale sarà il suo ruolo

Il direttore generale dell’area tecnica svela una nuova presenza nell’organigramma della Fiorentina

Nel corso della lunghissima conferenza stampa di Pantaleo Corvino e di Carlos Freitas, è arrivata una notizia importante che riguarda l’organigramma della società. Ecco l’annuncio che ha fatto lo stesso Corvino e che riguarda un ex viola, che torna tra i gigliati ma dietro alla scrivania: “Dal mese di settembre il comparto sportivo avrà a supporto una persona che aiuterà me e Freitas nello scouting e sarà Gianluca Comotto“.

Un gradito ritorno quindi per Comotto, che ha vestito la maglia viola nelle stagioni 2003-2004 e tra il 2008 e il 2011. Dopo aver chiuso la carriera con la maglia del Perugia, l’ex terzino della Fiorentina era rimasto nella società umbra con il ruolo di club manager. Ha dato l’addio questa estate e adesso è pronto per tornare protagonista, nuovamente nella sua Firenze.

Redazione VN
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Conferenza stampa Dg Corvino e Dt Freitas

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VIDEO VN – Corvino: “Azienda, fatturato e programmazione: così abbiamo gestito questo mercato”


Simone Torricini
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VIDEO VN – Freitas: “Abbiamo fatto un grande sforzo, ecco perché”


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