Viaggio nella terra di Gabriele Gori, talento fiorentino e gol a raffica: tra valori, passioni e numeriAlla scoperta dell’attaccante della Primavera di Federico Guidi
Tutto merito di un camp in Versilia: qualche ragazzino presente ed un istruttore con l’occhio attento al potenziale. “Eravamo a Lido di Camaiore, c’erano alcuni bambini della Sestese: si vide che Gabriele aveva qualcosa in più, lo segnalai a Cappelletti (osservatore viola, ndr) e poi lo portarono alla Fiorentina”. Chi parla è Maurizio Ridolfi, ex allenatore delle giovanili viola, mentre il protagonista di questa storia è Gabriele Gori, attaccante classe ’99 in forza alla Primavera di Federico Guidi con la quale sta dimostrando di avere qualità importanti.
Fiorentino di nascita, vive a Sesto Fiorentino e nutre da sempre una passione sconfinata per il pallone. Adesso sta provando a trascinare la Fiorentina alle Final Eight: suo, tanto per citarne uno, il gol decisivo all’ultimo istante che ha permesso alla squadra sabato scorso di prendere tre punti importantissimi a Napoli. In stagione sono numeri impressionanti: in media una rete ogni otto minuti giocati, cifre da far invidia alla maggior parte dei pari ruolo.
Giocare a calcio però è sempre stato nei suoi pensieri, come ci racconta la madre: “Gabriele è appassionato fin dai tempi più remoti, ogni bambino propende verso uno sport e per lui c’è stato il pallone. Quando lo portai la prima volta alla scuola calcio, l’allenatore mi disse che probabilmente non avrebbe potuto prenderlo perché era troppo piccolo: gli dissi ‘per favore, lo prenda, lo faccia sfogare su un campo di calcio perché tra la casa ed il giardino siamo saturi'”, ammette ridendo.
Sicuramente una scelta azzeccata visto il rendimento nelle giovanili viola: una delle punte di diamante di una generazione che si appresta a dimostrare le proprie capacità. Gori, dal canto suo, si è già guadagnato le Nazionali di categoria a suon di reti: prima con i Giovanissimi di Eddy Baggio, dove ne realizzò ben venti, poi lo scorso anno negli Allievi di mister Cioffi, quando ne segnò ventiquattro in altrettante partite. Oltre a fare incetta di titoli di capocannoniere nei vari tornei.
Merito anche dei valori che gli sono stati insegnati. “Non ha mai tralasciato un allenamento – continua la madre – nonostante si ammalasse spesso: si curava ed andava fuori. La sua è una passione nata da dentro: una volta vide un film con un bambino che dormiva con il pallone. Ecco, quello è l’amore che ha Gabriele per questo sport”. “È uno sportivo di natura. Andavamo anche a sciare e gli riusciva bene, pure nuotare, è portato. Gli piace giocare a ping pong, a tennis, a tutto… ma naturalmente continua anche a studiare!”, aggiunge.
Fin dai primi tempi, segnare è stato il suo mestiere. “Girammo l’Italia, lui era tra i migliori: ricordo che fu premiato miglior giocatore in un torneo a Salemi, mentre a Montecatini calciò il rigore decisivo contro l’Inter. A volte, quando va in Nazionale, viene a trovarmi”, ci svela ancora Ridolfi, oggi allenatore degli Juniores della Sestese e collaboratore a Coverciano.
Prestazioni che si sposano con le sue caratteristiche e la voglia di far bene. Fisico, tecnica e discreta velocità: le doti di Gori fanno pensare al classico numero 9 modernizzato, abile nello svariare su tutto il fronte dell’attacco ma essere rapido e cinico quando si tratta di andare in rete. Emblematiche sono le reti siglate quest’anno, specialmente quella alla Lazio un mese fa: in un secondo, riceve un pallone sporco spalle alla porta, lo addomestica e calcia in rete. E per il portiere c’è solo il tempo di osservare il pallone.
“Si affeziona molto alle cose. Ha un rapporto molto bello con gli amici, sa essere verace e sintetico, è sincero. Crede molto nelle istituzioni come famiglia e squadra: con noi c’è molta dialettica. Crede nelle cose della vita. Mi ricordo quando tornò a Firenze dopo la prima volta in Nazionale, mi disse che era estremamente fiero e si sentiva onorato di vestire quella maglia per ciò che era tenuto a fare. Tiene intimamente alla Fiorentina, ormai sono anni che gioca qui”.
Ciò che impressiona è la maturità tattica con la quale riesce a leggere determinate situazioni di gioco: a volte parte basso, serve di sponda e si tuffa in area di rigore dove, grazie ad evidenti mezzi tecnici e fisici, riesce a far la differenza. Colpisce inoltre la velocità di esecuzione, un elemento raro per l’età. Tutto legato alla capacità di segnare, una collezione di reti da ascoltare magari con la colonna sonora di Jovanotti, uno dei suoi cantanti preferiti. Qualità che il ragazzo dovrà mettere in mostra in questo finale di stagione, fondamentale per consacrarsi ancora una volta a livello giovanile in attesa della grande occasione: chissà, forse una possibilità con la Prima Squadra, come accade ai suoi colleghi di un anno più grande. Guardare Mlakar, classe ’98 con il quale ultimamente ha iniziato a condividere l’attacco: lo sloveno spostato sull’esterno ed il nostro protagonista al centro. Lo show è assicurato.
Questo il nostro viaggio nella terra di Gabriele Gori: dove suona la musica, l’amicizia si genera, il futuro si srotola ed il gol… si fa.



Giacomo Brunetti
@giacomobrun_24