Author Topic: Il progetto del nuovo stadio  (Read 16865 times)

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 394288
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Il progetto del nuovo stadio
« Reply #600 on: 04/06/20, 22:53 »
Mercafir, scadenza del bando per il comparto sud prorogata dal decreto Cura Italia

Il termine ultimo sarebbe stato oggi

L’Articolo 103 del decreto Cura Italia stabilisce che tutte le scadenze dei procedimenti amministrativi pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data debbano venire prorogate. Come? non si terrà conto del periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020, e quindi, all’atto pratico, si guadagnano 55 giorni.

La nuova scadenza del bando per il comparto sud dell’area Mercafir, quello che avrebbe dovuto in teoria essere destinato alla realizzazione del nuovo stadio,  è fissata al 28 maggio alle ore 12. L’apertura delle buste avverrà in seduta pubblica il 29 maggio alle 10 presso la sede dell’Ufficio Contratti del Comune di Firenze in piazzetta di Parte Guelfa 3. Ogni altro elemento dell’asta rimane invariato.

Redazione VN
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 394288
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Il progetto del nuovo stadio
« Reply #601 on: 05/13/20, 23:35 »
Nuovo stadio e burocrazia: la lettera a Rocco Commisso

Sinistra Progetto Comune tra i firmatari della lettera aperta inviata a Commisso sul futuro della città

Andrés Lasso, attivista, ex candidato sindaco a Firenze per i Verdi, Tommaso Nencioni, politologo e giornalista sportivo, Serena Spinelli, consigliera Regionale della Toscana, Marco Di Bari, Segretario Comitato Libertà Toscana, Fabrizio Valleri, calciante storico ed ex candidato sindaco per CLT, Sonia Redini, consigliera comunale a Bagno a Ripoli, Francesco Torrigiani, consigliere SPC di quartiere 1, Vincenzo Pizzolo, consigliere SPC di quartiere 5, Antonella Bundu, ex candidata sindaca e consigliera comunale, capogruppo SPC Mauro Vaiani, Presidente Comitato Libertà Toscana, Dmitrij Palagi, consigliere comunale SPC, Giannozzo Pucci, editore, già presidente del calcio storico fiorentino, già presidente della commissione urbanistica a Firenze, Luigi Casamento, consigliere SPC di quartiere 3, Luca Rossi Romanelli, consigliere M5S di quartiere 5, Francesco Gengaroli, consigliere SPC di quartiere 2, Giorgio Ridolfi, consigliere SPC di quartiere 1,e Lorenzo Palandri, consigliere SPC di quartiere 2, hanno scritto una lunga lettera al presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, nella quale si concentrano sul nuovo stadio e la burocrazia:

    In una recente intervista lei ha puntato il dito contro la “burocrazia”, che a suo dire impedirebbe la costruzione e ristrutturazione di nuovi stadi in Italia e a Firenze.

    In questo ha trovato subito la sponda politica in Nardella e Renzi, generalmente consoni a dare il proprio placet rispetto ai desiderata dei grossi investitori, qualunque essi siano. Premettiamo che abbiamo apprezzato altre sue uscite e considerazioni, ad esempio quando ha cercato di far capire ai nostri amministratori che la soluzione Mercafir per lo stadio non stava in piedi, ci ha emozionato quando ha parlato del suo desiderio primigenio di ridare lustro al Franchi, pezzo di storia della Fiorentina. Invece nella sua ultima intervista abbiamo trovato alcune considerazioni fuorvianti. Se in altre città come Bergamo o Bologna si è potuto avviare un progetto di nuovo stadio, non è perché in quelle città siano in vigore leggi diverse o ci sia una burocrazia più blanda, ma perché c’è stata, sia da parte della politica che dell’imprenditoria calcistica locale, la capacità di mediare. A Firenze per oltre dieci anni siamo rimasti bloccati su un progetto che non stava in piedi, con una proprietà che fingeva di essere interessata, ma non muoveva un passo, e una politica che andava avanti a forza di “ultime scadenze” che venivano sistematicamente ignorate.

    Nell’ultimo anno, quando si è iniziato a parlare di possibile restyling del Franchi, sono iniziati a circolare dei progetti interessanti, ma lo scoglio principale non sono state la burocrazia né la Sovrintendenza, che di quei progetti ne ha avuto in mano uno solo. Sono stati essenzialmente il desiderio del Comune, ormai affezionatosi all’idea Mercafir, e il suo interesse imprenditoriale che non coincideva con quanto i progetti in campo suggerivano. Ci riferiamo in particolare agli spazi commerciali: nel progetto Bandini, apprezzato dal Q2, erano 5000 metri quadri, in quello Casamonti erano 15000, un ettaro e mezzo. Ma anche in quel caso, lei Commisso li definì insufficienti. Se in altre città d’Italia si è arrivati a una soluzione forse è anche perché qualcuno si è accontentato di una quantità di spazi commerciali inferiori ai due ettari. Se ci fosse una prospettiva seria di ristrutturare il Franchi, con un compromesso accettabile sugli spazi commerciali, di progetti adeguati ne arriverebbero a decine. Con un bando internazionale, i migliori architetti del mondo sarebbero entusiasti di cimentarsi. Bisogna misurarsi con la realtà italiana, che è ben diversa da quella americana, non solo per questioni burocratiche: il nostro tessuto sociale è costituito da piccole e medie imprese, e l’apertura di grossi centri commerciali ha spesso un effetto negativo sulle attività già presenti nel territorio. Per un posto creato nella grande distribuzione se ne perdono tre nella piccola, ci dice uno studio francese. La soluzione che dovrà essere trovata dunque non può non tenere conto anche delle esigenze urbanistiche e del tessuto sociale della nostra città, città che negli ultimi 25 anni ha già visto una esplosione di nuovi centri commerciali. Per ripartire dopo la crisi che stiamo vivendo non ci serve una nuova “deregulation”. Gli effetti di quello slogan lanciato ormai oltre 30 anni fa da un suo ex presidente, Ronald Reagan, li abbiamo visti nel mondo attuale e sono sotto gli occhi di tutti: stati più deboli nell’affrontare le crisi di qualunque tipo che si sono affacciate e che si riaffacceranno in futuro: crisi finanziarie, sanitarie, economiche, ambientali.

    Ci serve una politica che torni a fare il suo mestiere, non che abdichi ulteriormente al suo ruolo, assecondando passivamente i desiderata dei grossi player del mercato. Delle regole da cambiare ce ne sarebbero, ma non sono certo nei piani regolatori che tutelano il territorio o in legislazioni che tutelano il patrimonio artistico. Queste anzi ci proteggono da una speculazione che nei decenni 60-70 in particolare ha visto il territorio talvolta devastato e imbruttito. Sono le regole del mondo del calcio che andrebbero cambiate. Ci aiuti in questo: ad esempio a chiedere un cambiamento di quelle leggi sul “bacino di utenza” che amplificano le differenze tra le squadre più blasonate e quelle più piccole, leggi che in altri paesi con campionati più equilibrati, non esistono. In una lega che lei ben conosce, la NBA, può succedere ai Boston Celtics, la “Juventus del basket”, di eclissarsi per un decennio come negli anni 90 e al contempo a una squadra piccola che ha azzeccato gli acquisti giusti, di arrivare vincere il titolo. Se la Juventus ha vinto otto campionati, come lei ci ricorda, non lo deve certo solo al suo stadio: vinceva anche quando giocava in altri stadi, e viceversa squadre piccole che si sono dotate di stadi di proprietà non hanno necessariamente fatto il grande salto (anzi, la Reggiana è persino fallita, e quella storia dovrebbe essere un monito). Ci aiuti contribuendo a un sistema calcio in cui si mettono dei tetti: allo stipendio dei singolo giocatore, all’ammontare complessivo degli stipendi di una squadra, ai ruoli dei procuratori e alle loro parcelle. Questo porterebbe sì, a un campionato più equilibrato, più bello, in cui tante squadre possano ambire al titolo. Ci aiuti a riformare un sistema in cui si mettono a bilancio gli asset e se ne trae beneficio in termini di possibilità di spesa, un sistema quindi che rischia di portare a speculazioni.

    Lei ha citato come esempi negativi quello di Milano e di Roma, ma se a Milano e a Roma le cose non vanno nella direzione che lei e altri imprenditori calcistici auspicherebbero, non è per mere questioni burocratiche. A Milano è difficile disfarsi di un luogo che è stato considerato “la scala del Calcio”. A Roma, in un contesto che ha visto la speculazione edilizia al suo massimo nazionale, e in cui esiste già uno stadio storico inutilizzato e quindi decadente, il Flaminio, era davvero la scelta più giusta quella di progettare un terzo stadio, ovviamente contornato di alberghi e centri commerciali? Abbiamo molto a cuore la Fiorentina e il calcio e anzi vorremmo a tornare ad appassionarci come ai tempi in cui grandi campioni restavano con noi per anni anche se non c’erano tutte quelle precondizioni finanziarie e immobiliari che oggi sembrano necessarie perché un “top player” possa vestire per quattro stagioni la stessa maglia. Ma ad una cosa teniamo ancora di più che alla nostra squadra ed è alla nostra città. Dopo lo shock che abbiamo vissuto con il Covid-19 dobbiamo mettercela tutta per costruire qualcosa di diverso e di meglio. Perché le morti e le sofferenze non siano avvenute invano è necessario che le città siano più sostenibili e più belle, non più fragili. Che il territorio sia più tutelato, che il lavoro sia più adeguato, che lo sport torni ad avere prevalentemente un ruolo ricreativo anziché essere prevalentemente business. L’idea di una ripartenza sotto il segno del “come prima, più di prima”, dobbiamo rispedirla al mittente, tanto nello sport come nel resto delle vicende economiche sociali e politiche, perché la storia ci sta chiamando a una svolta.

Redazione VN
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 394288
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Il progetto del nuovo stadio
« Reply #602 on: 05/23/20, 17:02 »
E Campi Bisenzio? La Fiorentina si chiede se i tifosi siano pronti. E Rocco parlerà alla città

La terza via al momento è tutta da tracciare

Secondo Rocco Commisso (inviperito per via delle difficoltà riscontrate a Firenze), il sindaco Nardella dovrebbe favorire lo spostamento del nuovo impianto verso luoghi come Campi Bisenzio, ma così non è. Inoltre, un problema non di poco conto è rappresentato dalla volontà dei tifosi: i vertici viola, in sostanza, si chiedono se la tifoseria sia pronta a trasferirsi fuori dal proprio Comune. Mai Rocco vorrebbe andar contro al volere di quello che è il suo popolo. La sensazione è che presto il presidente parlerà a cuore aperto ad una città nella quale è arrivato per volare in alto, ma che potrebbe trovarsi a dover lasciare per l’impossibilità di farlo. Lo scrive il Corriere Fiorentino.

SONDAGGIO
La vostra previsione sullo stadio

    Si farà a Firenze
    Si farà fuori Firenze
    Sarà un Franchi rimodernato
    Sarà il Franchi attuale

Redazione VN
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 394288
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Il progetto del nuovo stadio
« Reply #603 on: 05/23/20, 17:05 »
SONDAGGIO – Nuovo stadio fuori dal Comune di Firenze, sì o no? Votate!

Nuovo stadio Fiorentina: quante polemiche!

In casa Fiorentina è caldo, caldissimo il dibattito sul nuovo stadio. L’impianto potrebbe nascere – il condizionale d’obbligo – fuori dal Comune di Firenze. Cosa ne pensate? Votate il nostro sondaggio!

SONDAGGIO
Nuovo stadio: tema incandescente. Sareste disponibili ad uscire fuori dal Comune di Firenze?

    Sì
    No

Redazione VN
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 394288
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Il progetto del nuovo stadio
« Reply #604 on: 05/23/20, 17:05 »
La pazienza di Commisso ha un limite: Rocco si sente tradito su tre fronti

Il presidente è molto irritato a proposito del tema legato al nuovo impianto

Il Corriere Fiorentino dedica ampio spazio all’esasperazione di Rocco Commisso sulla questione-stadio; secondo il quotidiano, tanta è la rabbia del tycoon italo-americano, che i primi dubbi sulla scelta di sbarcare a Firenze stanno cominciando ad affiorare. Fare un grande investimento per competere con le grandi sembra impossibile. L’apertura verso il restyling c’è stata, ma le condizioni di Rocco sono severissime, ovvero mantenere solo la Torre di Maratona. L’investimento totale sarebbe intorno ai 200 o 250 milioni di euro, nei quali non rientra l’acquisto dell’impianto ricostruito. Perché? Perché diventerà un dono alla città di Firenze, e acquistare un impianto per demolirlo non rientra nei piani della proprietà.

Franchi quasi intoccabile, progetto di Casamonti accantonato frettolosamente, bando Mercafir gestito in maniera insoddisfacente: queste le lamentele di Commisso, che si sente tradito e in un vicolo cieco, per la prima volta da quando è a Firenze.

Redazione VN
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 394288
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Il progetto del nuovo stadio
« Reply #605 on: 05/23/20, 17:06 »
Le mani sullo stadio. Vedi Bologna poi Milano… ma Firenze che fa?

A Bologna c’è l’accordo col Credito Sportivo, a Milano sarà possibile buttare giù San Siro. E Firenze? Davvero si vuol perdere l’occasione che Commisso chiede?

C’è da capire l’irritazione di Rocco Commisso. Tra poco festeggia un anno dal suo arrivo a Firenze e di cose ne sono state fatte, ma tante altre restano da fare. Il nodo principale è lo stadio, la chiave di volta verso un futuro solido e di crescita. Senza sbrogliare questa situazione, la Fiorentina è destinata a puntare tutto sul campo. O, se volete, a vivacchiare. Stamani il Corriere Fiorentino ha descritto bene l’umore di Rocco Commisso. Fra le altre cose, ce n’è una che infastidisce particolarmente il presidente viola: in altre città tutto appare più semplice. Alcuni esempi: Bologna e Milano stanno facendo passi concreti sul fronte stadio. Di là dall’Appennino hanno ufficializzato proprio stamani l’accordo col Credito Sportivo, non manca poi molto all’inizio dei lavori. A Milano la Soprintendenza ha dato il via libera a demolire San Siro per costruire un impianto ex novo.

E a Firenze? Il bando Mercafir andrà deserto, l’ipotesi Campi Bisenzio resta sospesa e per il momento è sempre attuale il restauro del Franchi. Rocco Commisso sarebbe disposto a rifare lo stadio, ma solo se libero dai vincoli della Soprintendenza. Che, adesso, apre ad alcune modifiche ma vuole tutelare i beni architettonici. E proprio su questo è arrivato il momento di prendere una decisione. Di non andare avanti con una melina che non porterà a niente. Sul piatto della bilancia ci sono i vincoli architettonici di un impianto in parte degradato, dall’altro il futuro. E’ qui che va trovato il punto di incontro, è proprio qui che bisogna aprire le porte a chi vuole investire sul territorio. Perdere la Fiorentina sarebbe un danno per Firenze e per tutto il quartiere di Campo di Marte, ammesso che un domani a Campi Bisenzio davvero si possa realizzare il nuovo impianto. Restando al Franchi, davvero le scale elicoidali, la torre di Maratona (che nel progetto di Casamonti sarebbero pure salvi) valgono di più di un ambizioso rilancio sportivo per la città? Il Coronavirus ha messo in ginocchio molte realtà, aiutare Commisso a realizzare il nuovo progetto significherebbe aiutare Firenze a ripartire. Con un impianto nuovo e posti di lavoro, fra cantieri, allestimenti e nuove opere. Bologna e Milano stanno partendo, davvero Firenze vuole osservare le altre prendere il largo?

Stefano Rossi
@StefanoRossi_
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 394288
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Il progetto del nuovo stadio
« Reply #606 on: 05/24/20, 21:43 »
Commisso rischia di perdere la pazienza. Ma uno spiraglio c’è

Con Firenze che non lo sta aiutando, il tycoon si aggrappa al nuovo Centro Sportivo. Nell’area metropolitana più possibilità di costruire il nuovo stadio

Altro che “fast fast fast”, Rocco Commisso sta iniziando a innervosirsi. Perché se in tema di infrastrutture il resto dell’Italia sta iniziando a muoversi (Bologna e Milano gli ultimi esempi), in Toscana no. Come scrive il Corriere dello Sport – Stadio, adesso il nodo stadio ora rischia di diventare una beffa per il tycoon americano, che appena sbarcato a Firenze aveva dichiarato che se fossero serviti 10 anni avrebbe lasciato perdere.

La via di fuga

Al momento dunque, l’unica via di fuga dove immaginare la nuova casa della Fiorentina potrebbe diventare l’area metropolitana fiorentina, con Campi Bisenzio principale candidata per accogliere un progetto dal giusto esborso economico e che garantisca alla proprietà il pieno potere decisionale richiesto. Anche i tifosi più scettici lo hanno capito: il tetto dei ricavi si alza solo con un impianto di proprietà, un meccanismo che permetterebbe di portare campioni e alzare gli ingaggi. Uno spiraglio, che gioca a favore di Commisso, è la realizzazione del nuovo centro sportivo a Bagno a Ripoli: l’iter che è stato seguito per la nuova casa viola dimostra come a volte il complicato sistema legislativo italiano può farsi snello. A questo Rocco si aggrappa per dimostrare ancora una volta l’amore verso i “suoi” fiorentini.

SONDAGGIO
Nuovo stadio: tema incandescente. Sareste disponibili ad uscire fuori dal Comune di Firenze?

    Sì
    No

Redazione VN
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 394288
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Il progetto del nuovo stadio
« Reply #607 on: 05/24/20, 21:56 »
“Torna alla casella di partenza”. Commisso e il gioco dell’oca sul nuovo impianto

Un’impasse davvero irritante

Da una parte, l’affetto e la passione dei tifosi. Dall’altra, le “pastoie della burocrazia“. Che poi vuol dire delle persone che rappresentano le istituzioni… Tutti d’accordo sul progetto di ristrutturazione, tranne la Soprintendenza; la politica ha poi spinto verso la soluzione Mercafir, ma la Fiorentina, che si è accorta di non poter avere controllo su tempistiche e operazioni, non ha partecipato al bando; infine, il tentennamento fra Campi Bisenzio e un restyling tornato di moda anche grazie alle vicende di San Siro. Ma i vincoli sullo stadio attuale, anziché diminuire, paiono aumentare, e le pedine viola tornano al punto di partenza in un irritante gioco dell’oca.

Commisso ha settant’anni e non intende aspettare oltre, anche perché altrove ci si sta muovendo nonostante tutto, e il mercato è una dimostrazione della voglia di agire del presidente della Fiorentina. Non solo, anche a Bagno a Ripoli le cose sono andate fast and well, con solo un piccolo ritardo dovuto all’emergenza sanitaria. Manca lo stadio, tutto qua. Lo scrive La Nazione in edicola oggi.

Redazione VN
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

With Quick-Reply you can write a post when viewing a topic without loading a new page. You can still use bulletin board code and smileys as you would in a normal post.

Name: Email:
Anti-spam: complete the task