VIOLA VINTAGE – Edmundo trafigge l’Udinese al fotofinish e manda Firenze in cielo
Era il 4 ottobre 1998. Fu la quarta vittoria in campionato per la Fiorentina in altrettante giornate. I viola erano in testa alla classifica da soli
Vincere, si sa, è sempre bello. Ancor di più se i tre punti arrivano in pieno recupero, quando la partita non sembra più avere niente da dire. La gioia dei tifosi è incontenibile. La logica e la razionalità lasciano il posto alle emozioni e all’irrazionalità. Un po’ come avvenne il 4 ottobre 1998. Quel giorno la Fiorentina ospitava al Franchi l’Udinese. I gigliati erano partiti a razzo in quel campionato grazie alle vittorie contro Empoli (2-0 in casa), Vicenza (2-1 in trasferta) e Milan (3-1 al Meazza). Non fu da meno, però, l’avvio della squadra friulana che si presentò a Firenze con sette punti: 2-2 contro la Sampdoria all’esordio e poi le vittorie contro il Bologna per 3-1 e con la Salernitana per 2-0.
Il giorno prima della gara, La Stampa titolò: “Batigol: Firenze non ha più paura di volare”, “Tutta la città in vetta con i viola” e “Il bomber argentino si prepara al duello con il brasiliano Amoroso, l’altro leader della classifica cannonieri”. I due, infatti, avevano segnato cinque gol a testa. Alla vigilia, Giovanni Trapattoni disse: “Il gruppo è buono, ci sono fenomeni come Batistuta capaci di trascinare il gruppo, lottatori come Torricelli, Heinrich e altri. E’ l’impianto generale che deve ancora salire di uno scalino. La dura prova di Spalato mi ha dato risposte, ma è solo restando in cima che capiremo se siamo in grado di reggere” (il 29 settembre la Fiorentina aveva pareggiato per 0-0 contro l’Hajduk nel ritorno dei trentaduesimi di Coppa Uefa, ndr). I giocatori seguivano il tecnico: “Non so cosa, però Trap ci sta dando di più, un soffio di materia finora sconosciuta”, dichiarò Batistuta dopo il trionfo di Milano. Così, invece, Rui Costa: “Non siamo abituati a questo primo posto, però sappiamo che vorremmo restarci. Trapattoni è il più grande nel gestire gli entusiasmi e le emozioni, non ci carica di pesi eccessivi, cambia marcia, sgasa, ci lascia gioire e già ci concentra su un altro obiettivo. Dobbiamo restare nella sua scia e tutto sarà possibile”.
Quella domenica 4 ottobre 1998 la Fiorentina, priva di Cois, si schierò con: Toldo, Repka, Padalino, Heinrich, Falcone, Torricelli, Rui Costa, C. Amoroso, Batistuta, Edmundo, Oliveira. L’Udinese, allenata da Francesco Guidolin, rispose con: Turci, Navas, Bertotto, Calori, Pierini, Bachini, Walem, Giannichedda, Jorgensen, Poggi, Amoroso. Arbitro dell’incontro: Stefano Braschi. Al Franchi c’erano poco meno di 34mila persone. I padroni di casa andarono vicini al vantaggio con un tiro dal limite di Edmundo, ma Turci deviò in angolo. Furono poi gli ospiti a rendersi pericolosi con una conclusione di Amoroso, di poco fuori alla sinistra di Toldo. All’inizio della ripresa i bianconeri sfiorarono nuovamente l’1-0 con un palo colpito da Bachini. La Fiorentina sbloccò il risultato grazie ad un tap-in vincente di Oliveira dopo una botta al volo di Edmundo, ma l’arbitrò annullò la rete per fuorigioco del calciatore belga. Il match sembrava avviarsi verso lo 0-0. In pieno recupero, però, ecco la svolta: dialogo dentro l’area di rigore tra Rui Costa ed Edmundo e tiro del brasiliano sotto la traversa. Franchi in visibilio. E pensare che alla vigilia il Trap dichiarò: “Chiedo ai tifosi di aver pazienza. Una partita come questa va vinta all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero”. Ci aveva azzeccato.
“Un colpaccio di Edmundo. Firenze esplode di gioia”, “Fiorentina la fuga continua”, “Non è più O’Animal. Merito del Trap”, titolarono la Repubblica e La Stampa il 5 ottobre 1998. Come disse il tecnico gigliato nel post partita, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Utilizzando un’immagine trappesca, i viola avrebbero dovuto abituarsi all’aria di alta classifica, aggiungendo maglioni ai maglioni e sciarpe alle sciarpe. “Non è cambiato molto per me rispetto alla passata stagione. L’unica vera differenza è che è cambiato l’allenatore e che ora posso giocare dal primo all’ultimo minuto. E’ ciò di cui ho bisogno. Trapattoni mi sta sempre molto vicino. Mi parla tutti i giorni. Lo devo ringraziare”, furono le parole di Edmundo. Il brasiliano sembrava cresciuto sul piano della maturità. Solo un’illusione, però perché a febbraio O’Animal non ci pensò due volte ad andare al carnevale di Rio. Fu anche questo suo gesto, sommato all’infortunio di Batistuta subìto contro il Milan, ad annullare i sogni scudetto della Fiorentina.
Stefano Niccoli
@stefanoniccoli3