Cor Fio: com’è lontana ora l’Europa
Seconda sconfitta in quattro giorni per i viola che scivolano a sette punti dal quinto posto
Una sconfitta che sa d’addio. All’Europa e alla Fiorentina che fu. A -8 da Lazio e Napoli, -7 dal Milan -3 dall’Atalanta, superata dall’Inter e perfino tallonata dal Chievo, Sousa paradossalmente non ha nella classifica il suo problema peggiore. La squadra del tiki taka italiano, del bel palleggio e del gioco prima di tutto (contro chiunque e su qualunque campo), semplicemente non c’è più.
La viola di oggi è timida – scrive il Corriere Fiorentino –, lascia il possesso palla agli avversari e senza avere nel Dna la capacità difendersi. Certo, si dirà che la reazione d’orgoglio anche stavolta c’è stata, che il rigore fallito da Ilicic e il gol annullato (mano nettissima) a Sanchez potevano cambiare la storia, che Marchetti è stato bravissimo su Berna, ma la sgradevole sensazione di fondo resta. Tra Genova e Roma, Paulo ha pensato prima di tutto a contenere. Prima impaurito dal dinamismo rossoblu (Milic ala sinistra non si spiega altrimenti), poi convinto che il talento biancoceleste di Anderson, Immobile e Keita si potesse limitare semplicemente stando ad aspettare.
La storia del posticipo romano però dice tutt’altro, visto che al primo affondo in velocità Keita fa gol e che Tatarusanu evita il peggio in almeno un paio di occasioni. L’alibi stavolta sono le assenze, certamente pesanti, di Borja (out per i dolori post Baku) e Badelj (squalificato) a centrocampo e di Gonzalo in difesa (fermato all’ultimo momento da una gastroenterite febbrile) e come detto la reazione puramente di nervi della ripresa: ma perché allora non iniziare sempre le partite con la grinta e la convinzione visti sullo 0-2? Perché aspettare sempre l’episodio sfavorevole per scuotersi? E perché queste false partenze si ripetono settimanalmente? Domande senza risposta, che tirano in ballo il depauperamento tecnico subito dalla squadra (senza Cuadrado, Savic, Joaquin, Salah, non è la stessa cosa) e l’atteggiamento tattico fin troppo guardingo e impacciato che la Fiorentina assume all’inizio delle partite.
Redazione VN