Author Topic: Europa League 3ª giornata: Slovan Liberec-ACF Fiorentina 1:3  (Read 1366 times)

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Ancora in affanno, ma con un alibi tattico

Anche contro lo Slovan Liberec, Badelj ha confermato di attraversare un periodo no. Le voci di mercato sul suo conto danno fastidio, anche se in Repubblica Ceca il centrocampo a tre non lo ha aiutato

Il centrocampo a tre, insieme alla difesa a quattro, è stata la principale novità tattica operata da Paulo Sousa nella partita contro lo Slovan Liberec. A costruire il gioco, o a provarci per lo meno, ci ha pensato Badelj, schierato nella stessa posizione occupata da Pizarro fino a pochi anni fa.

Anche contro la modesta squadra ceca, il croato ha confermato di attraversare un periodo di appannamento. Non a caso è stato il peggiore per la stampa. Già da qualche settimana l’ex Amburgo è spaesato, lontano dai suoi standard abituali, lento, scolastico, poco aggressivo e dinamico e in difficoltà nel dettare i tempi della manovra. Un momento di affanno può capitare a qualsiasi calciatore, ma non c’è dubbio che le voci di mercato non aiutano Milan a rendere al meglio. E a proposito di Milan: il club rossonero lo ha da tempo messo nel mirino, ancor di più dopo l’infortunio occorso a Montolivo. Secondo i piani tattici di Montella, sarebbe proprio Badelj, invece che Fabregas, il sostituto ideale dell’ex viola. Probabilmente il Diavolo ci riproverà a gennaio per il classe 1989, nei confronti del quale alcuni tifosi della Fiorentina sembrano aver perso la pazienza. Se si è creato questo scenario, la colpa è anche dell’agente chiacchierone Dejan Joksimovic, personaggio che non gode della simpatia di Pantaleo Corvino (per conferma: guardare il video qui sotto).

Al momento Badelj è l’ombra di se stesso, ma può “godere” di un alibi tattico, se ci concentriamo alla gara contro lo Slovan. Il croato è stato impiegato come regista basso in un centrocampo a tre, “alla Pizarro”. Non è quello il suo ruolo perché rende meglio in una mediana a due, insieme ad un altro frangiflutti. I tifosi vorrebbero vedere Cristoforo al suo posto, ma Sousa ha parlato chiaro qualche settimana fa: l’uruguaiano non è l’alternativa del numero cinque viola. A Milan il compito di rialzarsi.

Stefano Niccoli
@stefanoniccoli3
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Verso la sfida, tra tifosi e curiosità

Nella città che tra gli altri ha dato i natali al creatore della Porsche, la Fiorentina cercherà questa sera il giusto cambio di marcia davanti a cinquecento tifosi arrivati per sostenerla, guarda le immagini della città e i commenti dei tifosi.

http://it.violachannel.tv/dettaglio-pagina-video/items/id-20-10-2016_16-37-46_verso-la-sfida-tra-tifosi-e-curiosita.html
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La Nazione: Sousa ha meno dubbi e più certezze

Dopo Liberec si rafforzano concetti chiari: due punte e tre centrocampisti. Manca un trequartista diverso da Ilicic, piace Saponara

La Fiorentina – scrive La Nazione – torna da Liberec con qualche indicazione in più, certezze ancora no, quelle fanno parte di una categoria superiore e quindi ci si deve accontentare di quel che passa il convento cecoslovacco dopo mesi di rimbalzi sullo stesso modulo, parecchio sgonfio nelle ultime rappresentazioni. In Repubblica Ceca è andata in un’onda la prima evoluzione vera con il centrocampo a tre (a quattro, ha puntualizzato Sousa includendo nel club Borja Valero): una scelta da tempo suggerita a gran voce da parecchi addetti ai lavori, se non altro per aggiungere stabilità e/o duttilità a un centrocampo negato per la costruzione, soprattutto senza Vecino e con Badelj in versione minimal.

Il centrocampo a tre, o a quattro con il rombo, offre la possibilità di variare in corsa, escludendo un trequartista e un attaccante per inserire due esterni (Tello e Bernardeschi): oplà, ecco per cambiare il profilo offensivo della squadra il 4-3-3. Anche questo super invocato. Poi gli esterni che entrano devono riuscire a «spaccare» la partita sfruttando gli spazi, obiettivo riuscito pochissimo soprattutto a Bernardeschi, ma questo è un altro discorso. E comunque grazie all’assist di Tello è nato il gol del 3-1.

Sousa si è deciso a cambiare e qualcuno ha messo in relazione il piccolo rimescolone tattico alla presenza a Liberec di Corvino, che ha seguito la squadra insieme a Freitas: difficile avere certezze sul tema, resta il fatto che il confronto tecnico e tattico fra allenatore e responsabile dell’area tecnica è fitto. Negli ultimi giorni anche di più, essendo la Fiorentina precipitata agli ultimi posti in ogni classifica di costruzione offensiva. In Repubblica Ceca sono arrivati 3 gol e, fatte le debite proporzioni per il livello dell’avversario, la coppia Kalinic-Babacar rappresenta una delle poche certezze. Certo, bisogna poi anche saper sostenere gli attaccanti e qui nasce un altro problema: Borja può essere il trequartista giusto per innescarli? O il Prof resta un grande equilibratore utile, poi, per riempire altri ruoli in base allo sviluppo della partita e alle sostituzioni? Se la Fiorentina insistesse con il centrocampo a tre, come sembra probabile, in futuro c’è un giocatore che potrebbe fare al caso dei viola. Un centrocampista offensivo che piace moltissimo a Sousa e Corvino: Saponara. Un trequartista diverso anche da Ilicic e senz’altro più affidabile in serie A del giovanissimo Hagi, uno che comunque ha la stima di Sousa.

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Ferrara scrive: “Esperimenti e scelte tattiche, così la Fiorentina cerca un’identità”

Dalla difesa al ruolo di Tello e Bernardeschi, anche a Liberec Sousa ha cambiato. Corvino: “Le sta provando tutte”

Dice Corvino Pantaleo da Vernole: “Sousa le sta provando tutte”. Une riflessione a voce alta bonaria. D’altra parte il direttore generale cerca di mostrare grande comunità di intenti con un allenatore non ‘suo’ e con una squadra non ‘sua’ pure quella. Incongruenze della vita, servono pazienza e una buona recitazione. E così la settimana prima dell’Atalanta il dg aveva fatto il giro delle sette chiese mediatiche per spiegare che con una sola punta è meglio che con due. Un modo per spalleggiare il brillante Sousa, che contro l’Atalanta di punte infatti ne ha schierate due. Succede. Però va detto che la sintesi fatta prima della partita di Liberec dal vecchio Pantaleo è perfetta: quel “le sta provando tutte” riassume lo stato della Fiorentina, squadra mutante in crisi di identità e in attesa di conferme, perché a Liberec è andata bene: è tornato il gol, è tornato Kalinic, che in coppia con Babacar ha ritrovato pure un bel sorriso. E la Fiorentina comanda il gironcino europeo. Tutto ok, più o meno. Sì, cioè, ci sono cose da dire, ma intanto la Fiorentina ha fatto il suo dovere, soffrendo un po’ e con dei cambi forse discutibili, ma il livello della tanto citata autostima dovrebbe essere comunque risalito di almeno una tacca, riportando un po’ di sereno dopo la grandinata di fischi del post-Atalanta. (…)

In Repubblica Ceca il profeta ha rischiato un po’ di più rispetto a Salonicco. La metamorfosi della Fiorentina, messa in campo con la difesa a quattro e il rombo a centrocampo, con Borja vertice alto dietro le due punte, è un esperimento interessante, che ha dato alla squadra, finché Sousa non ha cambiato tutto, solidità e autorevolezza offensiva. Più sciolto il gioco, più facile trovare un attaccante e quindi la profondità, meno tempi morti e palle portate a spasso in cerca di compagni (mai) smarcati. Sempre tenendo conto della fragilità tecnica dell’avversario, naturalmente. Insomma, fin qui tutto ok. Poi Sousa ha tolto Kalinic e abbassato la squadra, che è tornata a indietreggiare in maniera quasi inquietante, concedendosi all’avversario con una buona dose di masochismo. Nella stessa partita il profeta del fado ha cercato di rialzare la squadra con l’ingresso di Tello e Bernardeschi, così da sfruttare le fasce e dare una mano alla punta secondo la regola di un tridente che, guardando la rosa, sembra essere la soluzione più intelligente per sfruttare nel modo migliore la linea offensiva, creare occasioni per Kalinic e far giocare Tello e Bernardeschi nel loro ruolo di attaccanti esterni. (…)

L’articolo completo di Benedetto Ferrara in edicola con La Repubblica

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