Federico Guidi per Radio Bruno
L'intervista integrale di mister Federico Guidi per la trasmissione Pentasport di Radio Bruno andata in onda sabato pomeriggio:
“I ragazzi hanno approcciato questo ritiro in modo molto positivo, sono concentrati e vedo una buona attitudine al lavoro, c’è grande professionismo sia fuori che dentro al campo, lo staff è molto soddisfatto di tutto ciò. Molti di loro sono reduci dalla scorsa annata con noi e stanno continuando il loro percorso, avevamo anticipato il loro inserimento in Primavera e questo si rivelerà un vantaggio per noi. Le prime due amichevoli sono andate bene; quella contro il Pontedera è stata provante, mancavano alcuni titolari ma è arrivata comunque una buonissima prestazione, non era facile tenere testa ad una squadra di Lega Pro. Dobbiamo continuare così, ci sono ampi margini di miglioramento.
Le sensazioni, in vista di questa stagione, sono positive perché, per l’85%, il gruppo è composto da giocatori che erano con noi anche l’anno scorso quindi partiamo da una buona base, c’è tanta esperienza ma questa è stata una scelta fatta l’anno scorso.
Quest’anno vogliamo costruire una mentalità vincente, ci poniamo come obiettivo quello di essere competitivi in tutte e 3 le competizioni che faremo, possiamo toglierci qualche bella soddisfazione.
Sappiamo quanto Corvino abbia vinto in ambito giovanile ma soprattutto quanti giocatori abbia portato ad alti livelli; se un ragazzo è competitivo e vincente fin da giovane riusciamo a parametrare meglio quelli che sono i suoi veri valori.
La riforma del campionato Primavera alza il livello di difficoltà delle partite che affronteremo e quando c’è un confronto più duro, i ragazzi sono destinati a migliorare. È una riforma che migliora il sistema ma non basta, perché il gradino da salire tra la Primavera e la Serie A resta molto alto, servirebbe uno step intermedio che sono le seconde squadre, in cui i ragazzi possano affrontare un campionato di adulti ma con pressioni diverse.
Piquerez? E’ un ragazzo che si sta allenando con noi, è arrivato dall’Uruguay grazie al lavoro di scouting della società, lavoro necessario nel calcio moderno. Sta facendo uno stage qui, vogliamo capire quali siano le sue prospettive e le sue potenzialità. Sta facendo un buon ritiro anche se con tutte le difficoltà del caso legate alla lingua e ad abitudini diverse dalle nostre. Non sono ancora in grado di dare un giudizio su di lui, sarei superficiale se dicessi altro.
Song Choe? Mi sarebbe piaciuto continuare ad allenarlo perché avevamo visto delle qualità in lui, era stato tesserato la stagione scorsa quindi tutti noi ci credevamo. Poi però sono sorti dei problemi burocratici che non so spiegare bene, fatto sta che la società ha dovuto svincolarlo.
Joshua Perez? Si sta allenando con noi, sta lavorando molto bene e ha fatto ottime prestazioni; è in netta crescita e farà parte del nostro gruppo per tutta la stagione.
Chiesa? Ci rende orgogliosi, se Sousa ha deciso di puntare su di lui vuol dire che ha visto delle qualità e potenzialità importanti, adesso spetterà a lui dimostrare di meritare la prima squadra. Ha fatto tutta la trafila con noi, partendo dai pulcini, tutti i suoi allenatori dunque hanno lavorato al meglio. Negli Esordienti e nei Giovanissimi pagava la differenza con gli altri a livello fisico perciò giocava meno, con gli Allievi Nazionali è maturato anche strutturalmente e ha avuto una crescita continua. Federico vive di calcio, ha grande passione e tant voglia di migliorarsi, detto ciò deve continuare a crescere. L’ho sentito di recente, è contentissimo ed emozionato, sa che questo è un punto di partenza e non di arrivo, saprà trarre il meglio da questa esperienza perché ha ancora tanti margini di miglioramento. Contro il Celta Vigo si è adattato in un centrocampo a 3 con tutto l’impegno che lo ha sempre contraddistinto. Adesso però dobbiamo cercare di spengere i riflettori su di lui per evitare di caricarlo di troppe pressioni; i giovani devono avere anche il tempo di sbagliare
Diakhate? Ha incontrato delle difficoltà nel corso dell’ultima stagione, ha vissuto a corrente alternata, ha avuto una discontinuità che non è consona ad un giocatore che vuole giocare in Serie A. Adesso però penso che abbia messo da parte tutto ciò perché si sta allenando con grande dedizione, contro il Pontedera ha fatto un’ottima prestazione. Lui però non deve essere il trascinatore, ha semplicemente più esperienza perché ha fatto due ritiri con la prima squadra ma tutto il gruppo ’98 deve trascinare la squadra, quest’anno a loro chiederemo davvero tanto. Se riusciranno a trascinarci, saranno in tanti a far parlare di loro, non solo Diakhate. Vogliamo che il gruppo sia il nostro punto di forza.
Hagi? Sinceramente non ne abbiamo parlato, con la prima squadra comunque abbiamo un ottimo rapporto e nel momento in cui il Mister deciderà di darci alcuni elementi saremo pronti ad accoglierli e dargli spazio.
Lezzerini? È cresciuto molto l’anno scorso, ha esordito in Serie A e poi ha giocato molto bene a Roma contro la Lazio, spetterà alla società decidere se fargli fare un’esperienza altrove o se tenerlo ancora qui perché si deciderà di puntare su di lui.
Paulo Sousa? L’ho sentito per telefono e con qualche messaggio prima di iniziare la stagione, poi non abbiamo avuto modo di incontrarci perché il Mister è partito con la squadra per il ritiro. Anche lui vive di calcio, è un grandissimo professionista perciò di certo non “tira indietro la gamba”; ha già dimostrato di essere un grande allenatore e per lunghi tratti della stagione, l’anno scorso, ha fatto vedere un calcio entusiasmante”.