E’ dal 2012 che in Serie A si “lotta” per evitare il 3° turno preliminare di EL! I casi più eclatanti
Dal 2012, nelle ultime 5 giornate di campionato, abbiamo assistito a delle brusche “frenate” da parte di quelle squadre che gravitavano intorno alla posizione che avrebbe garantito la partecipazione al 3° turno preliminare di Europa League
Da diversi anni quello che intimorisce le “big” di Serie A non è arrivare al sesto posto, ma arrivare in quella posizione che determina poi l’accesso al 3° turno preliminare di Europa League l’anno successivo (che, normalmente, sarebbe il 5° posto). Evidentemente, il precedente negativo della Juventus nella stagione 2010/11, ha pesato moltissimo in questo frangente: in quell’annata, infatti, la squadra bianconera disputò il terzo turno preliminare di Europa League ed arrivò poi settima in campionato, senza neanche riuscire a centrare un piazzamento valido per accedere alle competizioni europee. Coincidenze o meno, sta di fatto che, proprio dalla stagione seguente (2011/12) la Juventus ha iniziato a vincere scudetti a ripetizione. Quello della squadra bianconera, però, è solo l’esempio più lampante per dimostrare che, la partecipazione al 3° turno preliminare di Europa League, statisticamente parlando, fa rima con pessima annata sotto tutti gli aspetti. Se non consideriamo l’eccezione rappresentata dal caso della Roma nel 2009/10 (annata in cui la squadra giallorossa arrivò seconda in campionato nonostante avesse cominciato la stagione a fine luglio), tutte le volte che una squadra italiana ha cominciato la stagione dalla fase preliminare di Europa League antecedente al play off, in campionato non è riuscita a mettere insieme più di 58 punti e, soprattutto, non è mai riuscita a piazzarsi nei primi 6 posti, perdendo, puntualmente, il “treno” europeo. La statistica ci racconta che, più precisamente, chi disputa il 3° turno del preliminare di Europa League, in campionato riesce, mediamente, a conquistare 53 punti che garantisce, nella maggior parte dei casi, una posizione finale intorno al 10° posto (quote che scendono a 48 punti ed al 12° posto se consideriamo le stagioni dal 2010/11). Non a caso il Sassuolo, reduce dall’inizio di stagione “anticipato”, in questo momento occuperebbe proprio il 12° posto in classifica nel caso in cui avesse i 3 punti tolti dal Giudice Sportivo. Alla luce di queste situazioni reali, qualsiasi squadra a “rischio” quinto o sesto posto a 5 giornate dal termine, potrebbe avere, quindi, più di un alibi per cercare di evitare di arrivare proprio in quella determinata posizione? Secondo quello che sta accadendo da qualche anno… pare proprio di sì. L’analisi, a ritroso, è presto fatta. Lo scorso anno, ad esempio, a 5 giornate dal termine, il 6° posto in campionato era occupato dal Milan con 52 punti, inseguito a 4 lunghezze da Sassuolo e Lazio. Nei successivi 5 turni la squadra rossonera (che, fino allora aveva mantenuto una media di 1,53 punti a partita) conquistò solo 5 punti (solo uno in più della Lazio, fuori dalla corsa europea con una giornata d’anticipo) che consentirono al Sassuolo di superare e staccare, a sua volta, proprio i rossoneri addirittura di 4 punti. L’anno precedente, sempre a 5 giornate dal termine, successe una cosa ancor più particolare. La Sampdoria si trovava al 5° posto con 51 punti, con un punto di vantaggio sul Genoa e 2 sulla Fiorentina. Consapevole, forse, dell’inevitabile rimonta viola, la squadra blucerchiata, probabilmente, avviò l’operazione “rallentamento” per evitare quel fastidioso sesto posto che, in quell’annata, significava 3° turno preliminare di Europa League. Nelle successive 5 gare, come prevedibile secondo queste teoria, la compagine doriana conquistò solo 5 punti che le servirono, sì, per evitare il sesto posto, ma non le evitarono, invece, di prendere parte al 3° turno preliminare di Europa League dal momento in cui la UEFA escluse, beffardamente, proprio il Genoa che si era piazzato al 6° posto. Qualcuno potrebbe pensare a delle semplici casualità, ma, forse, non è proprio così. L’epilogo del campionato 2012/13 nasconde altre “strane” verità. A 5 giornate dal termine di quella stagione l’Inter occupava, con 53 punti, il quinto posto. In quella stagione la 5° posizione sarebbe valsa la partecipazione al 3° turno preliminare di Europa League visto che le due finaliste di Coppa Italia (cioè Lazio e Roma) non gravitavano nei primi 5 posti in graduatoria. I nerazzurri, che avevano cominciato proprio quella stagione anticipatamente in Europa League, “riuscirono” nell’impresa di conquistare solo un punto nelle ultime 5 gare, scivolando così al 9° posto finale. Per i più scettici, già che ci siamo, citiamo anche il finale del campionato 2011/12. La posizione “buona” (neanche troppo visto le conseguenze) per accedere al 3° turno preliminare di Europa League in quella stagione era il 6° posto. A 5 giornate dal termine la Roma occupava il 6° posto con 50 punti, con un punto di vantaggio sull’Inter e con una lunghezza di ritardo dal Napoli (già sicuro di accedere alla fase finale di Europa League in quanto finalista di Coppa Italia). Nelle 5 giornate rimanenti la Roma conquistò solo 6 punti, arrivando ad acquisire la “sicurezza” di non conquistare il “pass” per l’Europa addirittura 2 turni prima della fine del campionato.
LA NAZIONE
Roberto Vinciguerra
@RobWinwar