Il mercato della Fiorentina in tre parti, la più importante delle quali non appare nelle voci ufficiali. Accanto agli acquisti e alle cessioni, infatti, vanno aggiunti i campioni acclarati del gruppo che la società viola ha 'trattenuto' respingendo le richieste più o meno convinte ricevute. Una politica di conservazione che rappresenta l'elemento di vanto della Fiorentina, il motivo che induce all'ottimismo per la stagione appena iniziata. E c'è da aggiungere un'altra cosa: il mercato è stato chiuso in passivo. Undici milioni spesi, 4 milioni circa ricavati da tutti, ma proprio tutti, i movimenti in uscita che sono stati oltre 25 tra prestiti, comproprietà e rinnovi di comproprietà, ma come detto nessuno di primo livello per scelta. E così è aumentato il disavanzo del monte- ingaggi che la Fiorentina a suo tempo aveva deciso di contenere entro i 20 milioni netti: ad oggi, i Della Valle pagano sei-sette milioni di più di quanto messo in preventivo.
OFFERTE - Cominciamo da ciò che Pantaleo Corvino ha definito «l'ennesimo sacrificio della proprietà» . Le offerte sono state tutte respinte al mittente con poche esitazioni, per non dire nessuna. Anche quelle che le esitazioni erano in grado legittimamente di provocarle, tipo i 30 milioni messi sul piatto dal Manchester City per Stevan Jovetic, dopo che pure il Barcellona aveva bussato alla porta di Corvino prima del grave infortunio che costringerà il talento montenegrino a saltare in pratica l'intera stagione. Oppure i 15 milioni garantiti dal Marsiglia per avere Gilardino. Che il centravanti di Biella ne valga almeno 20 è assodato, però la cifra poteva far tentennare lo stesso. Invece no. Questi i due più corteggiati durante l'estate, ma contatti dall'esterno ci sono stati anche per Montolivo (soprattutto l'Arsenal, defilata l'Inter) e Frey (solito approccio iniziale del Bayern Monaco, in extremis del Manchester City), così come non è un mistero che a turno Juventus, Inter e Real Madrid abbiano chiesto informazioni su Vargas, battendosi in ritirata davanti ai 28 milioni del la clausola rescissoria. Morale: i 'big' sono rimasti tutti e Mihajlovic ha tirato un sospiro di sollievo.
ACQUISTI -Tre effettivi, più un rientro per fine prestito, più l'opzione per il 2011 su Aleksandar Ignjovsky, mediano classe 1991 del Monaco 1860. D'Agostino preso dall'Udinese pagando 5,75 per la comproprietà; Boruc dal Celtic per 1,2 milioni, Cerci dalla Roma per 4 milioni. Il fine prestito è Gulan che lo scorso anno giocava a Empoli. Totale: la Fiorentina ha tirato fuori 11 milioni per un portiere, un regista-mediano, un attaccante esterno. Uno per reparto considerando Gulan che è stato 'promosso' vice-Pasqual, sebbene in difesa il rinforzo vero e proprio si chiamasse Emiliano Insua. Ma sappiamo com'è andata con l'argentino.
CESSIONI- Elenco lungo, lunghissimo, che comprende 26 nominativi compresi i rinnovi delle comproprietà. E compresi Gobbi e Keirrison, l'uno accasatosi al Parma per fine contratto e l'altro tornato al Barcellona per fine prestito e poi girato al Santos. Insomma, zero euro da questi, quindi i 4 milioni sono scaturiti da operazioni cosiddette minori e una parte di rilievo ce l'hanno avuta Mazuch (riscattato dall'Anderlecht per 1,5 milioni) e Savio, ceduto in prestito oneroso al Monaco 1860. Poi tutti gli altri da Casoli a Lepiller, da Jefferson a Di Tacchio, da Di Carmine a Maritato, solo per citare i più noti. Nella lista non ci sono Papa Waigo, Avramov e Bolatti, tre che sembravano sicuri di lasciare Firenze e che qualcosa in cassa avrebbero portato: se ne riparla più avanti.
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