Author Topic: Pantaleo Corvino è il “nuovo” direttore sportivo viola  (Read 212 times)

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Fatta per Corvino: accordo biennale. Ufficialità entro la prossima settimana

L’intesa sarebbe stata già raggiunta: sarà lui a sostituire Daniele Pradè sulla poltrona di direttore sportivo della Fiorentina

Secondo quanto riporta tuttomercatoweb, dopo l’addio di Daniele Pradè, è Pantaleo Corvino il “nuovo” direttore sportivo viola. L’intesa sarebbe stata già raggiunta, anche se l’ufficialità è prevista entro la prossima settimana, quando arriverà la firma. A Firenze, tra gli altri, ritroverà anche lo storico collaboratore Vergine. L’accordo dovrebbe essere di durata biennale.



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Corvino-Pradè, andata e ritorno

Per la figura di ds della Fiorentina si prospetta un ritorno al passato. Un passato dai due volti, con quattro anni esaltanti e tre di lento declino. Un passato che ritorna per dare una sferzata ad un presente poco soddisfacente

Corvino-Pradè, andata e ritorno. Per la figura di direttore sportivo della Fiorentina si prospetta un ritorno al passato. Un passato dai due volti, con quattro anni esaltanti e tre di lento declino. Un passato di grandi acquisti (Gilardino, Mutu, Toni e Frey, per citare i primi che vengono in mente) e grandi plusvalenze (immediate -Felipe Melo su tutti, ma anche Behrami- o future -Jovetic, Ljajic e Nastasic), ma anche di grandi fallimenti (dal Tanque Silva a Bolatti o Keirrison, la lista è lunga…). Un passato in cui davvero la Fiorentina ha potuto sognare in grande, con le notti di Champions e una semifinale di Coppa Uefa che ancora grida vendetta. Un passato in cui, ed è l’altra faccia della medaglia, si è anche lottato per non retrocedere fino all’ultima giornata.

Un passato che ritorna per dare una sferzata ad un presente poco soddisfacente. Certo, la scelta di Corvino è tutt’altro che accolta favorevolmente dall’intero ambiente viola, ma quanto meno può smuovere le acque. La decisione definitiva sarà presa entro dieci giorni, sia perché occorrerà trovare un accordo con l’ex ds del Bologna, sia per definire la posizione degli altri dirigenti viola. Perché per un Pradè che saluta, in tre aspettano di conoscere il proprio futuro. Pereira dovrebbe essere confermato al mercato estero, Rogg lascerà la parte sportiva per quella amministrativa, mentre Angeloni sembra indirizzato all’addio.

La squadra di mercato verrà dunque ridefinita intorno alla figura di Corvino, accentratore per vocazione, che proverà a ricostruire la nuova Fiorentina da consegnare a Paulo Sousa. Una relazione tutta da scoprire, quella tra il portoghese e il salentino, con due caratteri che, almeno sulla carta, potrebbero fare scintille. Il mercato sarà la cartina al tornasole sia per il vecchio-nuovo ds, sia per le ambizioni della proprietà. Nei suoi anni in viola Corvino ha fatto bene quando i Della Valle erano ben disposti ad investire, annaspando (come Pradè, del resto) quando si sono stretti i cordoni della borsa. Per costruire il futuro si riparte dal passato.

Stefano Fantoni
@stefanto91
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La Nazione: addio Pradè, torna Corvino

Scelta condivisa dai vertici: i fratelli Della Valle hanno chiamato insieme

Sotto la cenere tutto, compreso lo scossone alla guida del mercato: dopo quattro anni – scrive La Nazione – lascia Pradè e riemerge Corvino, un ritorno che Diego e Andrea Della Valle hanno valutato, condiviso e preparato insieme. E questo non è un dettaglio. Magari – visto che in molti pensano il contrario – può essere anche una notizia.
Scelta condivisa dai massimi vertici, compreso il presidente-esecutivo Cognigni (come ricorderebbe Sousa sguainando il sorriso prestampato sull’argomento) che con Corvino ha mantenuto un ottimo rapporto nel corso degli anni.  Il sondaggio telefonico dei fratelli Della Valle si è trasformato subito in un accordo virtuale per il sì di Corvino, che poche altre destinazioni aveva in mente dopo lo strappo con il Bologna cominciato a febbraio, ma chiuso ufficialmente solo lunedì: accordo sulla parola in attesa della firma, che arriverà nei prossimi giorni. Da ieri Corvino è ad Amalfi per ricevere il premio «Scouting Leader», un riconoscimento per la scoperta e la valorizzazione dei giovani nel campionato italiano.

Non ha parlato di durata del contratto con la proprietà viola e su questo è possibile riferirsi a un precedente: nel 2012 – due mesi prima dell’allontamento in seguito allo 0-5 contro la Juve – la Fiorentina aveva proposto a Corvino un rinnovo triennale. Seconda notizia: al direttore sportivo basterebbe un annuale, lascerà che sia la proprietà a decidere durata dell’accordo e compenso. Quisquilie, direbbe Totò.
Per la Fiorentina si tratta di un netto ritorno al concetto dell’uomo-solo-al-comando, una scelta che va in direzione contraria rispetto a quella delle priorità condivise da un pool mercato. A gennaio le scelte non sono state granché e allora da qui si riparte: finito il grande stallo per conoscere il futuro di Pradè – al lavoro con grande professionalità nonostante le voci insistenti di addio – è evidente il ritorno ad una struttura più snella e operativa. Corvino si definisce un «capobranco», ma certamente ha bisogno di un branco (lui che ha selezionato Macia e Vergine negli anni scorsi).

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Stadio: il Corvino ‘secondo’ riparte da Sousa

Diego e Andrea Della Valle lo hanno chiamato direttamente da Shanghai e l’ex direttore sportivo bolognese ha detto subito sì

Sulle colonne del Corriere dello Sport-Stadio, si parla dell’ormai imminente ritorno di Pantaleo Corvino alla Fiorentina. A Palermo sono tanti quelli che continuano ancora a credere che alla fine Corvino possa decidere di dire no al passato per lanciarsi in una nuova avventura in Sicilia. Era stato infatti cercato dai rosanero e dalla Samp, ma ha temporeggiato e non ha potuto dire di no alla richiesta congiunta dei Della Valle arrivata direttamente da Shanghai.

Capitolo Sousa. Corvino stima molto il tecnico portoghese. Quando i viola cominciarono a muoversi per affidare la guida tecnica della squadra al portoghese, fu tra i primi ad esprimere adesione, ritenendolo un allenatore moderno e internazionale.

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Cor Fio: ritorna Corvino

Per l’ufficialità del contratto a Corvino, probabilmente un biennale, bisognerà aspettare qualche giorno

Via Pradè e avanti col Corvino 2.0. Evidentemente – scrive il Corriere Fiorentino – la storia tra Pantaleo e la Fiorentina non poteva finire con quel triste 0-5 subito dalla Juventus, datato 17 marzo 2012. E così i fratelli Della Valle hanno sciolto le ultime riserve, annunciando una svolta che era nell’aria oramai da qualche giorno.
Lo scopo: costruire una squadra più giovane e garantirsi le plusvalenze necessarie al pareggio di bilancio. L’input come detto è arrivato direttamente da Casette d’Ete (dopo quattro anni era giusto dare una scossa, questo è stato il leitmotiv della scelta), mentre l’esecutore è stato il presidente esecutivo Mario Cognigni che ieri, di buon mattino, si è presentato nella sede viola in attesa che Andrea Della Valle in persona comunicasse la separazione a Daniele Pradè: “Firenze — ha detto l’oramai ex ds — è stata un’esperienza prima di tutto umana, che mi ha arricchito come persona”.
Dichiarazioni di circostanza affidate al sito ufficiale del club, che però non nascondono l’amarezza dell’epilogo: Pradè infatti, nonostante un contratto in scadenza, fino all’ultimo momento era convinto di rimanere, tanto che in queste settimane aveva lavorato a stretto contatto con il dg Rogg (l’ultima trattativa è stata per rinnovare il contratto a Vecino) e Paulo Sousa. Proprio Sousa tra l’altro, informato in mattinata delle imminenti decisioni, si è detto molto dispiaciuto, anche se non certo sorpreso. La decisione definitiva sul cambio del ds tra l’altro arriva direttamente da Diego e Andrea Della Valle che insieme a Cognigni lunedì si sono incontrati a Casette d’Ete dopo il ritorno dalla Cina dei due proprietari.

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Gazzetta: Corvino bis a Firenze. Può tornare anche Ljajic

Oltre a Ljajic nel mirino ci sarebbe anche Giaccherini che Corvino ha portato a Bologna un anno fa

E’ come ritrovare un vecchio amore. Pantaleo Corvino – scrive La Gazzetta dello Sport – si riprende la Fiorentina. Diego e Andrea Della Valle hanno sposato con entusiasmo il piano di ristrutturazione societario presentato dal presidente Cognigni. Il nuovo Ds tornerà a gestire l’area tecnica. Felice di avere come interlocutore un allenatore giovane, preparato e ambizioso come Sousa. Cambiano, di colpo, anche le strategie di mercato. Corvino dovrà agire in un clima di quasi autogestione. Quindi, dovrà vendere bene per avere i soldi necessari a costruire una squadra che continuerà ad avere come obiettivo la conquista di un posto in Europa. Il nuov Ds verrà presentato nel giro di una decina di giorni. Per lui è pronto un contratto biennale anche se i Della Valle sono convinti di aprire con Corvino un ciclo molto più lungo. Le sue prime potrebbero essere quelle di riportare in maglia viola Ljajic, uno dei suoi pupilli e di convincere il Sunderland a cedere ancora una volta in prestito Giaccherini. Che Pantaleo ha portato, con grande successo, un anno fa a Bologna. Dei rossoblù piace anche Oikonomou. Tutto il resto dovrà maturare strada facendo. In tempi brevi ci sarà un confronto con Sousa per valutare, ad esempio, le posizioni di Rossi e Gomez. Due attaccanti che il 30 giugno torneranno a Firenze dopo i prestiti in Spagna e in Turchia.

(l’articolo completo sul quotidiano in edicola)

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Dalla condivisione al decisionismo: tutto si rimescola

Uno strappo brusco per un ritorno al passato modello «one man show», oppure il direttore sportivo farà tesoro dell’ultima esperienza fiorentina e accetterà di lavorare maggiormente in squadra?

Quando Pantaleo Corvino nel marzo del 2012 lasciò la Fiorentina in casa viola scoprirono d’improvviso la parola «condivisione». La ripetevano un po’ tutti, qualcuno con un sospiro di sollievo, altri – scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino – con un po’ di preoccupazione, consci dei rischi che nel calcio si corrono quando la catena di comando finisce per avere troppe teste. Eppure quella «Fiorentina 2.0» diventata sul campo in poco tempo la «Fiorentina Olé» ha saputo entusiasmare e crescere sia in Italia che soprattutto all’estero consolidando il proprio nome e la propria costante presenza. Lavoro in team, assenza di protagonismi, la ricetta voluta in primis da Andrea Della Valle si è rivelata decisiva per far ripartire i viola sia in campo che fuori, riaccendendo gli entusiasmi e placando le polemiche nate proprio nell’ultimo periodo della gestione Corvino. Così rigenerata, la Fiorentina, adesso tornerà tra le mani del direttore sportivo di Vernole che troverà però anche nuove figure come quella del direttore generale Andrea Rogg o quella del capo area scouting Valentino Angeloni (ancora in sella nonostante le sue quotazioni siano ai minimi) per arrivare fino a Paulo Pereira, l’uomo di mercato portoghese che potrebbe prendere il posto proprio di Angeloni. Ma non solo. Anche nell’area comunicazione (settore molto delicato e a cui Pantaleo tiene moltissimo) Corvino troverà novità importanti come la responsabile Elena Turra per non parlare del portavoce personale di Sousa, Sem Moioli, le cui prerogative saranno probabilmente ridimensionate e non di poco. Ma come sarà il ritorno di Pantaleo? Uno strappo brusco per un ritorno al passato modello «one man show», oppure il direttore sportivo farà tesoro dell’ultima esperienza fiorentina e accetterà di lavorare maggiormente in squadra. Molto dipenderà anche da ciò che gli verrà chiesto dai Della Valle, ma la sensazione è che in casa viola nessuno abbia intenzione di cancellare totalmente la struttura che comunque ha portato la Fiorentina a quattro qualificazione consecutive in Europa.

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Corvino, freno e aiuto per Sousa. Ma c’è il rischio scintille

I due dovranno trovare la chiave migliore per comunicare e integrare un calcio più classico come quello caro a Corvino, con l’esigenza all’innovazioni di Paulo Sousa

A pensarci bene – scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino – potrebbe essere anche un’occasione per una sit-com un po’ surreale, da migliaia di «clic» sul sito ufficiale viola. I «dialoghi tra Pantaleo e Paulo», potrebbero (se muniti di sottotitoli) diventare davvero un must, con l’uomo di Vernole intento a evitare i pericolosi «splaffonamenti» e il portoghese pronto a qualche celebre «presa desisiòn». E dovranno prenderne un bel po’ insieme di decisioni, l’allenatore e il prossimo direttore sportivo. Ma soprattutto dovranno trovare la chiave migliore per comunicare e integrare un calcio più classico come quello caro a Corvino, con l’esigenza all’innovazioni di Paulo Sousa. Chissà se insomma il portoghese che aveva invocato nelle ultime settimane un punto di riferimento più autorevole adesso sentirà di essere stato accontentato. Perché se da una parte la presenza di Pantaleo non può certo definirsi «leggera» dall’altra quella la totale autonomia che Sousa ha preteso e ottenuto durante la sua prima stagione in viola ora potrebbe essere messa in discussione. Difficile dire a uno come Corvino di non entrare negli spogliatoi o seguire assiduamente gli allenamenti, tanto per fare qualche esempio. Così come le strategie di mercato partiranno prima dal comparto tecnico per poi ricevere l’avallo dell’allenatore. Se Pantaleo sembra insomma rappresentare quel dirigente di grande carisma necessario a guidare il talento di Sousa, dall’altra parte lo stesso Corvino ha sempre avuto grande stima nei confronti del portoghese.

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