Author Topic: Alessio Cerci  (Read 6521 times)

Offline Ama

  • Administrator
  • *
  • Posts: 5129
  • Gender: Male
Alessio Cerci
« on: 08/28/10, 02:14 »


   Nato           23 luglio 1987 (Velletri)
   PaeseItalia
   Altezza180 cm
   Peso78 kg
   RuoloCentrocampista
   GiovaniliAS Roma

   Partite - Stagione 10/11
   DataRivaleMinuti
   29.08SSC Napoli20000
   12.09US Lecce72000
   18.09Lazio45000
   22.09Genoa74000
   26.09FC Parma90000
   03.10Palermo76000
   17.10Sampdoria24000
   26.10Empoli106000
   31.10Catania20000
   07.11Chievo17100
   13.11Cesena90000
   20.11AC Milan60000
   30.11Reggina90100
   14.12FC Parma120000
   06.01Bologna74000
   09.01Brescia45000
   23.01US Lecce18000
   29.01Lazio70010
   02.02Genoa31000
   06.02FC Parma90000
   27.02Bari22000
   17.04Juventus67000
   23.04Cagliari73200
   01.05Udinese90200
   08.05Inter70000
   15.05Bologna55100
   22.05Brescia77100
« Last Edit: 05/22/11, 20:37 by Chiesa »
Usługi hostingowe
Tanie%20pobieranie%20z%20Catshare%2C%20Rapidgator%2C%20Rapidu%2C%20Turbobit%20i%20wielu%20innych!

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Alessio Cerci
« Reply #1 on: 09/29/10, 20:51 »
VIDEO VN: I migliori gol di Alessio Cerci, dal Pisa alla Roma

Vi riproponiamo un video montato dal nostro Francesco Cianfanelli che raccoglie i migliori gol di Alessio Cerci segnati con le maglie di Pisa, Roma e nazionale Under-21. Sperando che sia di buon auspicio per il primo gol con la Fiorentina che l'esterno si è augurato anche oggi in sala stampa:

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=62586
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Alessio Cerci
« Reply #2 on: 02/05/11, 15:46 »
Prime righe della pagina dedicata ad Alessio Cerci su Wikipedia: «All’inizio della sua carriera è stato soprannominato il Thierry Henry di Valmontone per le movenze che ricordavano il giocatore francese. Ora viene simpaticamente chiamato dai tifosi Winston Cerci per la somiglianza nella pronuncia al politico Winston Churchill» . Ora, su suo stesso invito, lasciamo un attimo da parte Henry, («Un paragone esagerato che mi ha solo danneggiato...» ), e concentriamoci su Churchill, visto che il messaggio che Cerci lancia in questa intervista lo avvicina molto di più al grande statista inglese: anche Alessio infatti promette al popolo viola «lacrime, sudore e sangue» , quelle che si dice pronto a lasciare sul campo, pur di convincere i tifosi e l’ambiente delle sue qualità. Salviamo il soldato Cerci. E’ lui infatti il «Ryan» della Fiorentina in questa stagione che presenta più difficoltà e problemi dello sbarco in Normandia, calcisticamente parlando, of course... Mercoledì sera, inizio secondo tempo di Fiorentina-Genoa: Mihajlovic dice a Cerci di scaldarsi, lo stadio comincia a rumoreggiare. I mugugni diventano una selva di fischi quando 14’ entra in campo al posto di Behrami. Cerci, perché? «Giuro che non lo so. E non me lo riesco a spiegare. Perché io ogni volta che ho giocato ho sempre dato il massimo: ho corso, tirato in porta, fatto assist, tentato la giocata. Insomma, non mi sono mai nascosto e l’impegno non mai mancato» . Quanto ti hanno condizionato quei fischi? «Tanto. Già durante il riscaldamento sentivo rumoreggiare, avvertivo l’aria di fastidio da parte dei tifosi, ma poi tutti quei fischi no, quelli non me li aspettavo. Ho cercato di restare tranquillo, ma non è facile giocare in quelle condizioni» . Cosa t i ha detto Mihajlovic prima di entrare? «Di restare sereno, di giocare come so, di aiutare la squadra, di non aver paura di tentare la giocata» . Proprio quello che spesso ti rimproverano i tifosi: troppe giocate individuali, troppi dribbling... «Ma questo è il mio gioco, sono stato acquistato per questo... Chi mi ha preso sa che ho determinate caratteristiche: facilità di corsa, fantasia, capacità di puntare l’uomo» . Non pensi di essere un po’ troppo individualista? «C’è chi fa tutti passaggi di prima, chi tenta la giocata, dipende dal ruolo, dal momento della partita, dalla zona del campo che si occupa. Dalla metà campo in giù ‘‘ si copre’’ e mi sto applicando per migliorare nella fase difensiva, ma dalla metà campo in su si deve anche saltare l’avversario, creare la superiorità numerica, fare qualcosa di diverso per far vincere una partita. Può sembrare un controsenso, ma il mio individualismo è sempre al servizio della squadra» . Mihajlovic a fine gara ha speso belle parole per te, criticando chi ti aveva preventivamente fischiate. «Me l’hanno riferito e lo ringrazio. Anche i compagni durante la partita mi sono stati vicino. Io ho un ottimo rapporto con tutti. Il mister mi ha cercato tanto in estate, chiamandomi spesso e mi ha mandato subito in campo appena arrivato. Spetta a me ripagare la sua fiducia e quella della società che ha investito su di me. Però ci tengo anche a dire una cosa...» Prego... «Mihajlovic è uno vero, che non ti regala niente, se gioco è perché durante la settimana lavoro bene e lo convinco a mettermi in campo. Insomma io mi impegno. Lui non ha figli e figliocci» . Torniamo al difficile rapporto col pubblico. Dopo il ko con la Lazio davanti all’Hotel Villa Medici sei stato più bersagliato. «E anche quella notte sono rimasto stupito, perché con la Lazio non credo di aver giocato così male, anzi... Ma una cosa soprattutto mi ha ferito» . Quale? «Posso parlare liberamente?» . Devi... «Mi è spiaciuto essere attaccato per la mia romanità e sentirmi apostrofare più volte romano di merda. Io so che in certi momenti si eccede, certe frasi scappano e si dicono anche cose che non si pensano, però è brutto. A me Firenze mi garba tanto, sul serio, ma so’ de Roma e non posso certo giustificarmi per questo. Anzi ne vado orgoglioso. Come giustamente è orgoglioso un fiorentino di essere tale, e allo stesso modo un napoletano, un milanese, un palermitano. Io non so se in passato ci sono stati problemi magari tra la tifoseria viola e quella romanista. O se nella storia ci sia stata una particolare rivalità tra Firenze e Roma. Davvero non lo so, io da piccolo dribblavo pure i libri... La mia romanità mi appartiene, ma non la vado né sbandierando, né esasperando. Considero i fiorentini troppo intelligenti per farsi condizionare da luoghi comuni e pregiudizi. Anche perché nella storia della Fiorentina ci sono stati due grandi capitani, come De Sisti e Di Livio, un grande tecnico, come Mazzone, entrambi nati a Roma. Qualcuno forse, pensando a loro, li definirebbe romani di m...?» . Ti sei mai pentito in questi giorni di essere venuto a Firenze? «Mai. La città è bellissima, la gente è schietta, ironica, pungente. Mi piacciono i fiorentini, il loro forte senso di appartenenza, il loro attaccamento alla città, alla squadra, ai colori. In questo sono simili a noi romani» . Ti piacciono anche i locali di Firenze? «Alt, sei fuori strada. Sfido chiunque a dire di avermi visto la notte in giro per locali a Firenze. Da quando sono qui sono andato in discoteca due sole volte: una per salutare un amico e sono tornato a casa a mezzanotte, un’altra di martedì e sono rincasato all’una e un quarto. Non amo la vita notturna. Passo le mie serate con la mia fidanzata e alcuni amici. Faccio vita da professionista» . Prova a smontare le cose che possono averti danneggiato... «Dribblare un pregiudizo è più difficile che saltare cinque difensori. Ma sono pronto, vai» . Quanto può aver pesato quel paragone con Henry? «Ha pesato, ma io che c’entro? Fin da quando ero piccolo avevo qualità tecniche che saltavano maggiormente agli occhi, soprattutto quando si è ragazzini. Mi hanno sempre coccolato, sono partiti paragoni eccezionali: l’Henry di Valmontone, il nuovo Totti... Giocatori unici. Io sono sempre rimasto me stesso, i paragoni non hanno condizionato me, ma chi mi giudica» . Appena sei arrivato hai detto: punto alla Nazionale, io sono Cerci... Una sbruffonata. Lo ridiresti? «Forse sono stato un po’ spudorato... Però resta il mio sogno e sì, lo ridirei. Uno deve porsi degli obiettivi nella vita no? Vengo da anni difficili per tanti infortuni. Dopo la bella stagione con Ventura a Pisa è stato un mezzo calvario. Volevo alzare l’asticella, darmi una motivazione in più. Forse ho creato troppe aspettative, ma non credo di aver offeso nessuno» . Davanti al Franchi è parcheggiata la tua Maserati nera fiammante... Che dà ancora più nell’occhio quando risultati e prestazioni non arrivano. «Noi calciatori siamo dei privilegiati. Guadagnamo tanto sin da giovani, ma aiutiamo anche a generare un grande giro di affari. Certo, a molti farebbe piacere vederci girare in smart e non alla guida di costose fuoriserie. Io ho grande rispetto di chi lavora per mille euro al mese e magari ha studiato anni, mentre tanti di noi hanno avuto solo la fortuna di essere baciati dal talento. Ma anche guadagnare non può essere una colpa. Ho 23 anni, quanti miei coetanei, potendoselo permettere, non acquisterebbero anche loro una macchina sportiva? Anche tra la gente comune, c’è chi ha il televisore normale e chi può permettersi il plasma con l’home theatre. Tutto è relativo» . Ridicolo, ma vero: c’è chi critica pure la tua capigliatura... «Rispondo con un verso di De Gregori, ‘‘ non è mica da questi particolari che si giudica un calciatore’’. Altrimenti a Roma avrebbero dovuto criticare i ricci di Falcao, a Napoli quelli di Maradona, a Milano le treccine di Gullit... E non mi pare che a Firenze qualcuno avesse qualcosa da ridire sulla folta chioma di Batistuta. Dai ragazzi, non scherziamo, porto i capelli appena un po’ lunghi, che problema c’è?» . Hai citato «teste» impegnative... «Ok, li portava anche Tommasi. Va meglio?» . Cosa chiedi oggi ai tifosi della Fiorentina? «Solo un po’ di sostegno. Sono un loro giocatore, porto la maglia viola. Provo a dare tutto. Ho poco più di vent’anni, sono un ragazzo sensibile, un incoraggiamento sarebbe importante. La tranquillità aiuta a giocare meglio» . E cosa prometti? «Ai tifosi in generale, il massimo impegno, sempre. Poi vorrei rivolgermi a uno in particolare. Dopo il mio primo gol in viola, che è stato anche il primo in A, contro il Chievo, un ragazzino mi chiese la maglia. A malincuore gliel’ho negata perché volevo conservarla. Prometto a quel ragazzino che se vorrà gli darò quella del prossimo gol. Che spero di segnare ancora sotto la Fiesole, per risentire un’altra volta quel boato da brividi» .

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=72255
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Alessio Cerci
« Reply #3 on: 02/21/11, 19:19 »
Cerci, via dallo stadio prima del fischio d'inizio

Terza tribuna consecutiva per Alessio Cerci che Mihajlovic ha escluso anche ieri non solo dai titolari ma anche dalle riserve. Che l'esterno mancino della Roma potesse non aver gradito ci si poteva immaginare, ma La Gazzetta dello Sport svela un particolare in più: Cerci avrebbe lasciato lo stadio Franchi già prima del fischio d'inizio di Fiorentina-Sampdoria.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73183
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Alessio Cerci
« Reply #4 on: 03/07/11, 18:10 »
Cerci: rottura o incomprensione?

Quattro milioni in fumo? Per il momento di sicuro quattro milioni che non stanno dando i frutti sperati. Sono i quattro milioni che la Fiorentina aveva speso la scorsa estate per trovare un accordo con la  Roma e per mettere Alessio Cerci a disposizione di  Mihajlovic. Pagamento dilazionato, ma la consapevolezza da parte della Fiorentina di aver preso un esterno di valore.

Invece Cerci non ha convinto, non è una prima scelta di Mihajlovic al punto che ieri non è entrato tra i diciotto ed ha preferito lasciare lo stadio. Tra Cerci e la Fiorentina è tutto finito, oppure si tratta di incomprensioni momentanee?

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=74022
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Alessio Cerci
« Reply #5 on: 05/07/11, 17:56 »
STADIO - L'intervista completa di Cerci

Cerci, quando si è innamorato del  pallone?
«All’età di cinque anni. Mia madre mi ha sem­pre detto che sono nato col pallone»

Qual è stata la sua prima squadra in campo?
«Il Valmontone»

E nel cuore?
«La Roma, ma non sono mai andato in Curva Sud».

Il suo giocatore preferito?
«Solo uno. Francesco Totti e ho avuto la fortu­na di giocarci insieme».

Molti grandi allenatori, da Mancini a Pran­delli, hanno apprezzato le sue qualità. Eppure, spesso lei è finito in tribuna. Perché?
«Piace il mio modo di interpretare il calcio, di saltare l’uomo sempre con la palla incollata al piede. Ma spesso sono stato rimproverato per il poco sacrificio in fase difensiva e per l’indi­sciplina tattica».

Da piccolo era brillante nel calcio così come nella scuola?
«Domanda di riserva? (ride, ndr).No, andavo malino a scuola. Meglio in italiano o in condot­ta? In condotta, facevo il mio....».

Lei è nato e cresciuto a Valmontone, lonta­ no dal cuore di Roma. Un vantaggio o una sfor­tuna?
«Valmontone era la libertà, Roma il caos. Val­montone erano gli spazi in cui giocare a pallo­ne, i boschi in cui arrampicarsi sugli alberi, le strade in cui correre in bicicletta con gli ami­ci. Roma è immensa».

Tra la Roma e la Fiorentina c’è stato il Pisa: sembrava essere l’anno della svolta, invece...
«Invece due gravi infortuni mi hanno messo spalle al muro. A Brescia pochi mesi prima mi ero rotto il collaterale; a Pisa, dopo un cam­pionato importantissimo ho fatto... come Jove­tic. Mi sono rotto crociato, menisco e collate­rale ».

Tre insulti: borgataro, presuntuoso, arro­gante. Quale quello che la ferisce di più?
«Arrogante di m... A Roma ne ho sentiti tantis­simi, pure il tipo di macchina era oggetto di pesanti critiche».

Lei e il dribbling: è bravo, ma talvolta esa­gera. Non trova?
«E’ sempre stato il mio modo di divertirmi, di interpretare il calcio. Da ragazzino me ne riu­scivano di più, in serie A invece, è tutto diver­so. Il fatto è che a volte sono andato a ricerca­re la soluzione più difficile perché provavo il colpo ad effetto, quello che potesse spazzare via tutti i fischi che hanno cominciato a pio­lessiovermi sulla testa. Adesso, che sono sereno, sembro quasi un altro. Un tocco e via, un toc­co e via. La serenità, nella mia vita, conta tan­tissimo».

Tra Robben e Messi, chi è il più bravo nel fa­re dribbling?
«Messi, senza ombra di dubbio».

Ma lei si sente più Robben o più Messi?
«Non scherziamo. Mi piace guardare i movi­menti dei grandi campioni, da Robben a Mes­si, ma solo per cercare di imparare il più pos­sibile ».

La Curva ha cantato: “Alessio Cerci è meglio di Messi”.
«E’ stato bellissimo e divertente, mai avrei po­tuto immaginarlo. Con grande onestà dico pe­rò di non esagerare, è una battuta».

Qualche tempo fa l’avevano soprannomina­ta l’Henry di Valmontone.
«E’ stato Alessandro Spartà di Roma Chan­nel ad inventare questo soprannome. Insom­ma, non sono mai stato paragonato a mezze cartucce, mettiamola così (ride, ndr)».

E a Totti, invece, che cosa vorrebbe... ruba­re?
«Il destro. Il suo è perfetto».

Ma lei è mancino....
«E’ vero, ma in Coppa Italia (con la Reggina, ndr)ho segnato di destro».

Giampiero Ventura, suo ex allenatore al Pi­sa, l’ha sempre descritta come un giocatore straordinario. Perché?
«E’ stato il primo che ha saputo aiutarmi a tro­vare la mia posizione in campo, come esterno d’attacco in un 4-3-3 o come seconda punta. Ha saputo darmi tranquillità e serenità ed io ero davvero felice».

Cerci in Nazionale: un sogno, una speranza o una lucida follia?
«Quando ho detto che sarei voluto arrivare in Nazionale tutti mi hanno detto che ero pazzo. Io dico che pazzo è chi non sogna la Naziona­le ».

Tra gli esterni d’attacco più forti di sempre si ricordano Bruno Conti e Roberto Donadoni: Cerci a chi somiglia dei due?
«A nessuno. Conti era un giocatore più tecnico, io inquadro più la porta».

Eccetto Totti e De Rossi, molti ragazzi come lei nati e cresciuti a Roma fanno più fatica. La Roma non crede nei propri giovani?
«Roma è una piazza difficile. Totti era un pre­destinato, De Rossi è il presente e il futuro dei giallorossi. Entrambi hanno una classe immen­sa, il resto non conta».

L’arrivo a Firenze: un gesto di fiducia o una bocciatura da parte della Roma?
«Non è stata una bocciatura. Sono stato io a non aver voluto firmare il contratto con i gialloros­si. Corvino, che mi seguiva già da tempo, è sta­to abile a farsi avanti nel momento giusto».

Il suo avvio di stagione è stato in chiaroscu­ro. Che cosa è accaduto?
«E’ stato tutto strano. Venivo dalla Roma dove non avevo fatto nessun tipo di preparazione. Avevo avuto prima un fastidio al ginocchio, poi siccome non firmavo il prolungamento di con­tratto, per dieci giorni ho lavorato da solo. La Fiorentina ha pagato un inizio disastroso ed io ho dovuto fare i conti con un problema agli al­luci dei piedi».

E’ vero che in un paio di occasioni, dopo es­sere stato spedito in tribuna dall’allenatore, ha lasciato lo stadio prima del fischio d’inizio?
«Sì. Perché non accettavo che venisse messo in discussione l’impegno con cui mi ero allenato durante la settimana. Il nervosismo in un paio d’occasioni ha preso il sopravvento e così me ne sono andato».

Che cosa l’ha più ferita in questi mesi?
«Due cose: intanto l’aver visto, fuori dallo sta­dio, la mia ragazza Federica presa a spinte. I ti­fosi possono dirmi tutto quello che vogliono, ma a me. Solo a me. Non a lei. Poi, quanto ac­caduto in tribuna. C’era anche il mio amico Alessandro, è stato lui il primo a difendermi. Che cosa mi fu detto? “Finalmente ti hanno tro­vato il posto giusto”. Io non la presi benissi­mo ».

Non le è mai venuta voglia di urlare al mon­do la sua rabbia? Domenica scorsa, ai tifosi che la fermavano regalava sorrisi e autogra­fi...
«Dentro di me l’ho fatto eccome. A qualcuno l’ho pure detto in faccia, perché io sono fatto così, pago la mia sincerità. Ma so pure che Fi­renze o odia o ama. Le vie di mezzo qui non esi­stono ».

Chi le è stato più vicino in questi mesi tor­mentati?
«La mia fidanzata. Spesso non è tornata neppu­re a casa, ad Artena, vicino a Valmontone, pur di non lasciarmi solo. E poi De Silvestri. Siamo grandi amici. La nostra è... una banda».

Un laziale e un romanista amici per la pel­le? E’ sempre derby tra voi due, insomma.
«Siamo molto uniti fin dai tempi delle Naziona­li giovanili, ci siamo ritrovati. Mi ha aiutato fin dal primo giorno e il nostro è un rapporto d’amicizia sincero. Anche se lui è molto più in­tellettuale di me: va alle mostre d’arte, parla cinque lingue. A me, invece, piacciono le mac­chine e giocare con la play station»

Il primo gol con il Chievo: ha pensato di es­sere finalmente fuori dal tunnel?
«Eccome, ma nulla girava per il verso giusto».

A Cagliari, invece, è passato dai fischi agli applausi.
«Sono stato felice perché dopo ho saputo che la Fiorentina a Cagliari non aveva una tradizione positiva».

Tanto che si è ripetuto con l’Udinese.
«Sono stati i miei gol più belli».

Chi è Cerci fuori dal campo?
«Un ragazzo normalissimo, semplice che paga la troppa sincerità».

Ammetta però che qualche volta commette qualche marachella. La multa in pieno centro, per esempio...
«Ci sono tantissimi miei compagni che prendo­no multe tutti i giorni. Perché fa scalpore solo Cerci? Forse dovevo stare in casa rinchiuso fi­no a quando non passava la “Caccia al Cerci”».

Il suo sogno nel cassetto?
«E’ un sogno, non posso svelarlo».

E invece che cosa sogna per San Siro?
«Un assist per Gilardino. Un assist per la vit­toria firmata Gilardino».

Ljajic ama la nutella, Frey le macchine di grossa cilindrata, Krøldrup i monumenti, Mu­tu le cene eleganti. E Cerci?
«Mi piacciono le auto. Da piccolo sognavo una Lamborghini».

Il suo piatto preferito?
«Sono semplice. Pasta al pomodoro».

Musica preferita?
«Italiana, non ho preferenze».

L’ultimo film visto?
«The tourist».

L’angolo di Firenze a cui è più legato?
«PonteVecchio».

E a Roma?
«Piazza di Spagna».

L'angolo di mondo che vorrebbe scoprire?
«L'America. NewYork, Miami».

Accetterebbe un’offerta dall’estero?
«Eccome».

Inghilterra o Spagna?
«Manchester (ride, ndr). Ma il tetto del mon­do, per me, adesso è solo Firenze».

La paura più grande?
«Perdere le persone a me care»

Se non avesse fatto il calciatore, chi sareb­be oggi Alessio Cerci.
«Un  pilota (ride, ndr). Dell’Atac».

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=77444
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Alessio Cerci
« Reply #6 on: 05/28/11, 22:01 »
Cerci: ''Adesso mi applaudono ma io non dimentico''

Alessio Cerci è stato intervistato da Sportweek ed ha rilasciato anche dichiarazioni abbastanza pepate. Parla della seconda parte della stagione quando "Sono arrivati i gol, le belle giocate, i voti alti sui giornali. Perfino i cori dei tifosi. Gli stessi che il giorno prima mi insultavano per strada, mentre ero con la ragazza. Mi applaudono adesso. Ma io non dimentico. Sono sicuro dei miei mezzi, anche per questo le offese non le ho mandate giù".
Ma perché a Firenze ce l'avevano così tanto con lei?
"Ancora me lo devono spiegare. Non arrivavano i risultati, la squadra andava male, ma io sembravo l'unico colpevole. ero il capro espiatorio forse perché giovane, forse perché sono di Roma e qui i romani non li possono vedere…. Mi hanno accusato pure perché mi piacciono le belle auto. Ho una Maserati Gran Turismo, mi davano dell'arrogante di merda".
Mai pensato di andarsene?
"Un sacco di volte. Hanno prevalso la forza di volontà e il desiderio di rivincita… Adesso mi pendo i complimenti ma ci credo poco. Vediamo come queste persone si comporteranno in futuro se le cose dovessero di nuovo girare male. Non avrò mai un rapporto diretto con loro. Anche con gli ultras. Non ci vado sotto la curva, neanche dopo un gol. Mi hanno ferito dentro. E hanno ferito non soltanto me".

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=78757
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Alessio Cerci
« Reply #7 on: 05/28/11, 23:01 »
Vuturo e Brazzini su Cerci: ''Non venga sotto la curva''

In merito all'intervista di Cerci abbiamo sentito Marzio Brazzini e  Pietro Vuturo.

Queste le parole di Marzio: "Riconosciamogli la sincerità al tempo stesso dopo queste parole per me può fare i bagagli e tornare a Roma. Ha dimostrato zero senso di attaccamento alla maglia e questo probabilmente ha influito su certe prestazioni scadenti. Certi suoi atteggiamenti indolenti non sono mai piaciuti ai tifosi. Siamo noi a dire che non venga sotto la curva e che pensi a giocare bene sempre, se lui non dimentica non sa che memoria ha Firenze.

Molto ironico Pietro: "Se si aspettava gli applausi dopo le prestazioni di inizio stagione sbaglia di grosso. Probabilmente Cerci si sta dando troppa importanza, insomma Cerci chi? Noi siamo abituati a giocatori di altra classe e umiltà. Prima di parlare della Fiesole e degli Ultras si sciacqui la bocca".

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=78781
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO